Torna nella homepage
 
Numero: 6 -Maggio 2008 -Anno I   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 20 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

Via Monte Manno 23 00131 Roma

Articolo 'Fra ascolto attivo e dedizione... >>>
Per visualizzare le sottoaree clicca sull'icona
Editoriali Editoriali
Organizzazione Scolastica Organizzazione Scolastica
Integrazione Scolastica Integrazione Scolastica
Didattica Laboratoriale Didattica Laboratoriale
In diretta dalla Segreteria In diretta dalla Segreteria
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Organizzazione Scolastica 2 Organizzazione Scolastica
Pagina Integrazione Scolastica 3 Integrazione Scolastica
Pagina Didattica Laboratoriale 4 Didattica Laboratoriale
Pagina In diretta dalla Segreteria 5 In diretta dalla Segreteria

Ricerca avanzata >>>
Fra ascolto attivo e dedizione reciproca
L'integrazione come crescita globale
di Cianciolo Silvia - Integrazione Scolastica
Nel lungo ed intenso percorso universitario che mi ha portato, seguendo instancabilmente la mia vocazione più profonda, a diventare insegnante di sostegno nella scuola primaria, ho studiato ed ascoltato infinite teorie riguardanti l'integrazione, che sono state utilissime per la mia formazione professionale, ma che non sono quasi nulla a confronto di quello che vedo fare ai miei bambini, nella classe in cui insegno, che ne applicano spesso i principi più profondi con assoluta spontaneità, con squisita dedizione, con un entusiasmo ed una tenerezza incredibile.
Una delle gioie più grandi che si possano avere, quando si segue un bambino diversamente abile, è vederlo costruire gradualmente un dialogo personale, unico ed irripetibile, fatto non solo di parole ma anche di sguardi, di gesti, di modalità individuali di interazione, con i propri compagni che, più o meno consapevolmente, esercitano una dinamica di ascolto attivo ed obiettivo intrisa di amore, voglia di condividere, rispetto e comprensione dell'alterità, con la semplicità e la solidarietà che molti adulti non hanno, uscendo da loro stessi e superando proficuamente l'egocentrismo infantile.
Ma ancora più bello è osservare che questo dialogo intenso e particolarissimo, attiva una catena di reazioni che porta il bambino diversamente abile alla reciprocità del dialogo e alla ricerca di interazione, facendolo uscire dalla sua specifica difficoltà. È proprio vero che l'amore non ha handicap!!

Questa è la vera accoglienza, il cui presupposto imprescindibile è la costruzione di una relazione alla pari, in cui non c'è una persona deficitaria che viene aiutata da un'altra cosiddetta "normale", ma si crea uno scambio reciproco, in cui ognuno dà aiuto all'altro valorizzando e mettendo al servizio dell'altro le proprie abilità e a sua volta riceve aiuto per superare i propri limiti.
"La diversità è un valore fondamentale che arricchisce il cuore e la mente di chi la incontra sulla propria strada"(1).
La diversità è un valore, un valore che arricchisce: quanta profondità e quanta verità in questa semplice affermazione. Questa frase era contenuta nella dedica fatta da Milena Portolani, autrice del libro di cui in nota, alla figlia Francesca. Quanta ricchezza nelle parole di questa mamma, mamma di una bambina portatrice della sindrome di Down. Eppure non è una saggezza venuta dal nulla, o sbocciata così, nel cuore di una madre amorevole e fiduciosa. Questa affermazione nasce da un cammino di sofferenza, di dubbi, di incertezze, di lotta contro i pregiudizi della società, che grazie alla fiducia incondizionata che Milena ha avuto la costanza di riporre nei confronti della figlia, si sono tramutate pian piano nella gioiosa scoperta delle potenzialità di una bambina che "non è venuta male! È perfetta così com'è! È Francesca e basta!"(2).

Forse ciò che maggiormente ha rallentato la ricerca nel campo del sostegno più efficace per aiutare le persone diversamente abili, è stata la convinzione secondo la quale una "macchina" che non funziona bene non potrà mai funzionare efficientemente. Questa visione profondamente restrittiva era corroborata da una identificazione del "fare" con "l'essere": una tale sovrapposizione toglieva dignità alle persone ritenute incapaci di fare. Purtroppo questa pericolosa sovrapposizione fra fare ed essere continua ad incombere su tutti noi anche oggi, per cui la stima, la dignità e l'amore a cui ognuno sente di aver diritto per il solo fatto di essere, vengono subordinati squallidamente al suo saper fare.(3)

Vorrei concludere allegandovi la lettera che Milena Portolani immagina vorrebbe scrivere, se sapesse già farlo, la figlia Francesca - credo che sia più eloquente di qualsiasi mia ulteriore dissertazione - e con un ringraziamento particolare ai miei colleghi, con i quali lavoro in grande armonia, e soprattutto al bambino che sto seguendo, che è il tesoro che con i suoi progressi e i suoi sorrisi illumina la mia vita ogni giorno.

Silvia Cianciolo, Docente di sostegno 145° Circolo, plesso "J. Piaget"- Roma

1 M. Portolani, L.V. Berliri, "E' Francesca e basta", 1998, La Meridiana Editrice.
2 Ibidem
3 F. Montuschi, "Fare ed essere"

In allegato:
La lettera di Milena Portolani
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
Lettera Lettera
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional