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| Fra diritti degli alunni e umori del personale |
| le sfide in una partenza difficile |
| di Rosci Manuela - Editoriali |
Vi è mai capitato di incontrare qualcuno che ha detto: "Finite le vacanze? Due mesi interi, un lusso che non tutti si possono permettere!"
E' vero, non c'è niente da fare: due mesi di vacanze farebbero gola a tutti, dobbiamo ammetterlo. Si tratta di un periodo "rigenerante", di un tempo di riflessione personale, di approfondimento, di preparazione all'incontro, alla nuova avventura che riparte. A settembre.
A settembre riparte sempre una nuova avventura, una nuova sfida: scrivere insieme agli alunni le pagine ancora bianche del libro della loro vita. Ogni anno si apre un capitolo nuovo dello stesso libro, arricchito delle esperienze dell'anno precedente e della "crescita" avvenuta durante la pausa estiva.
E mentre li aiutiamo a riempire le loro pagine (che solo un anno prima rappresentavano lo spazio bianco del futuro), scriviamo la nostra storia: le scelte che compiamo (rimanere nella stessa scuola? Cambiare team? Provare una metodologia diversa? Conoscere una problematica nuova?), le soluzioni che troviamo (conciliare l'organizzazione personale e familiare con quella lavorativa), le sfide che ci poniamo (aumentare la loro motivazione allo studio, ampliare la gamma di opportunità da conoscere, aumentare l'autostima, aiutarli a orientarsi nel percorso scolastico o professionale futuro ...).
Possiamo quindi pensare che tutto il corpo docente tornato in servizio a settembre sia completamente rilassato, elettrizzato dalla voglia di riprendere, desideroso di incontrare studenti antichi e i nuovi acquisti, bramoso di progettare con i colleghi, impaziente di tornare in cattedra ...
Eppure gli umori non sono sempre positivi e propositivi. Una serie di ostacoli sembra incombere sulla testa di molti: vacanze non sempre "consumate" (come molti, del resto!), problemi familiari e altri genitoriali (non ci sono posti nei nidi comunali), mancate aspettative di ritorno a casa (i docenti erranti), insufficienti cattedre da assegnare (i docenti precari), l'orario da dividere su più sedi (i docenti scontenti).
Ebbene, la partenza è difficile per tutti, anche per coloro che hanno trascorso strepitose vacanze (chi ha voglia di tornare?), per chi ha studiato tutta l'estate per preparare il grande ritorno, per chi ha voglia di condividere obiettivi e strategie con i colleghi, per chi è emozionato all'idea di incontrare un nuovo gruppo di alunni, sia i piccolini della primaria che i grandi della secondaria!
Che fare, dunque? Certamente ogni alunno ha diritto di incontrare adulti desiderosi di insegnare, carismatici comunicatori, esperti solutori, avventurosi esploratori ... Chi vorrebbe ascoltare insegnanti delusi, arrabbiati, scocciati, demotivati ... di riprendere servizio?
Pertanto, cari colleghi dagli umori più vari, condividiamo un impegno e accettiamo le sfide: l'impegno di andare oltre il nostro vissuto personale e mettere attenzione su ognuno di loro, su ogni studente, affinché (e questa è la prima sfida) quest'anno scolastico rappresenti per ognuno di loro un passo avanti, una conquista in più, la consapevolezza di valere, di eccellere in qualcosa, di raggiungere un successo, di alimentare la propria autostima, perché noi docenti si possa andare a testa alta a rivendicare e affermare che la scuola è per tutti ed è fondamentale per una società (la seconda sfida), ed è condotta da adulti capaci di re-agire alle difficoltà personali e anche professionali (la terza sfida), capaci di mettersi in gioco per realizzare una scuola possibile dove i sogni sono di casa ..."I sogni nascono deboli, indifesi, per questo vanno nutriti, fatti crescere e accompagnati nella realtà: prenderanno parecchie botte ma qualcosa sognato si può realizzare (...) Io credo che quello di cui ha bisogno il mondo, la gente, io stesso, è di incontrare qualcuno che mi sorrida sicuro, che mi aiuti a credere in qualcosa, non ho bisogno di chi si lamenta e credo che neppure gli altri ne abbiano bisogno! (...) Per questo credo sia importante restituire a noi ragazzi la voglia di fare, di sognare, affinché noi giovani possiamo credere davvero in qualcosa di più grande. (dall'articolo di Giorgio Dorigatti, uno studente)
Riprendiamo i nostri sogni perché così riusciremo a valorizzare quelli dei nostri bambini e dei nostri ragazzi. Questa sì che è una vera sfida!
Buon anno scolastico a tutti
Manuela Rosci
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