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N. 83 maggio 2018
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Oggi è il giorno:25 Giugno 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Generi e società'  >>>
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Generi e società
Se cambiano i ruoli devono cambiare anche le tradizioni?
di Lilla Claudia Patrizia - Oltre a noi...
Botero
Botero "La famiglia", immagine tratta lacooltura.com
Tutti i sistemi culturali hanno una propria peculiarità e pari dignità ma non sono equivalenti, nella stessa misura in cui i gruppi sociali non possono definirsi uguali. Questa constatazione non implica in alcun modo un giudizio di valore, evidenzia solamente l'eterogeneità e la dinamicità tipiche di tali sistemi, basati sul consenso e quindi soggetti a cambiamenti.
La localizzazione delle azioni umane nel tempo storico e nello spazio sociale permette di cogliere l'importanza e la tipicità delle condotte e delle credenze che le sottendono. La Cultura è la capacità di produrre e riprodurre comportamenti e visioni del mondo che permettono la sopravvivenza della specie umana, in mancanza di una programmazione genetica altamente specializzata. È quindi, per sua natura, simbolica ed adattativa, in quanto fornisce gli strumenti per modificare il bioma in funzione della esigenze del gruppo umano che lo abita (Schultz et al., 2010).
È evidente la forte interrelazione tra biologia e cultura, l'una consente il perpetuarsi dell'altra. Organismo, ambiente fisico e pratiche simboliche si co-determinano e nel tempo possono co-evolvere. Questa peculiarità è assimilabile al meccanismo darwiniano della selezione naturale: non è il singolo esemplare ad evolvere ma le popolazioni di una specie, in funzione della loro relazione con l'ambiente.
Attraverso una serie di passaggi si producono tradizioni culturali, cioè modelli di comportamento adottati nel passato e riproposti attraverso la socializzazione, che accomunano e/o differenziano i gruppi umani. Nel corso di questo processo di apprendimento socializzato e condiviso, gli esseri umani imparano rapidamente quello che la specie, in generale, e la specifica società, in particolare, hanno accumulato nel corso dell'evoluzione culturale, un enorme patrimonio di acquisizioni, saperi e conoscenze, che per gran parte si presenta sotto forma di abitudine, un modello comportamentale attivato automaticamente davanti ad una realtà nota che regola il comportamento secondo norme implicite condivise. Una società acquista consapevolezza della propria esistenza ed assicura la propria identità nel tempo, quando i suoi membri riconoscono di avere delle tradizioni in comune e sviluppano un senso di appartenenza, che trascende la dimensione hic et nunc, andando a comprendere tutte le generazioni, presenti, passate e future (Cavalli, 1998). Le trasformazioni di alcuni aspetti del sistema culturale di una società sono prodotte dall'azione umana, capace di introdurre elementi nuovi che ne rendono altri obsoleti. La cultura può essere vista come un "atto creativo" sostanziato e rigenerato nel passaggio da una generazione all'altra.
Questa lunga introduzione su come evolvono la cultura, le tradizioni e le abitudini di una società in seguito all'agire umano serve ad esplicitare i presupposti antropologici, quindi scientifici, da cui parte la mia riflessione sulle nuove istanze avanzate dalle coppie omogenitoriali che richiedono l'abolizione delle giornate dedicate alla mamma ed al papà. In questo momento storico sono fortemente messi in discussione sia i criteri a cui far riferimento per il processo di definizione dell'identità di genere, la polarizzazione tra ruoli e le pratiche legate alla sessualità, da nuove ideologie sempre più legittimate e socializzate istituzionalmente, sia le tradizioni legate all'ordinamento familiare. Il cambiamento è in fieri e non si può non prenderne atto ma mi domando quanto sia "ontologicamente" corretta questa richiesta. La cultura ha un valore adattativo e le tradizioni permettono agli individui di riconoscersi come membri del gruppo d'appartenenza. Il cambiamento è insito nel processo evolutivo, sia a livello genetico che culturale ma mi chiedo se quello a cui assistiamo garantisca effettivamente un passo avanti per la specie. Non c'è un giudizio di valore nelle mie parole, mi limito ad esternare dubbi. Non sarebbe forse più giusto istituire una nuova festa che celebri la famiglia piuttosto che disconoscere ruoli che la matrice biologica della specie non permette di superare? Anche i figli di queste coppie sono stati generati dall'incontro di un uomo ed una donna, rinnegare l'uno o l'altra non è rifiutare una parte di quel bambino tanto desiderato? D'altronde non gli si può nascondere la sua origine. La dicotomia sessuale è una realtà a cui non ci si può sottrarre se si vuole generare della prole, a prescindere dall'orientamento che si ha in questo ambito.
Includere vuol dire sostanzialmente accogliere, l'integrazione non si identifica con la cancellazione delle diversità ma con la loro accettazione e valorizzazione. Basandomi sulla mia esperienza come docente posso affermare con assoluta certezza che proporre ai bambini di festeggiare i propri genitori ritagliando uno spazio dedicato alla produzione di manufatti, memorizzazione di poesie e realizzazione di bigliettini, risponde a diversi loro bisogni. Innanzitutto sperimentare l'uso creativo di materiali diversi ed il potere gratificante dell'immaginazione, creatività e fantasia sono fondamentali per lo sviluppo cognitivo, emotivo e delle capacità percettive. Progettare una sorpresa per mamma o papà rende più tollerabile il distacco dalle figure genitoriali, soprattutto nei primi anni della scuola dell'infanzia.
Non capisco perché l'affermazione di un diritto debba passare attraverso la soppressione di un suo pari, perché il rispetto per una realtà debba cancellare quello dovuto alla controparte. La filosofia gender propone, con una pressione sempre più intensa, il superamento del genere ed una sessualità queer, non definita. Uno degli esiti di questa prospettiva è la messa in discussione del modello di "famiglia naturale". Il Transumanesimo va anche oltre, prospettando un'evoluzione autodiretta della specie, grazie alla tecnologia, che superi i limiti della condizione biologica dell'esistenza umana. Il movimento culturale ha ottenuto riconoscimenti anche legislativi, adozioni e genitori surrogati per le coppie omogenitoriali. Occorre integrare questo dato nel sistema culturale, come una delle realtà possibili senza cancellare la dignità di chi è "altro". Ognuno vive secondo la propria natura. Il voler legittimare le nuove strutture familiari ha esasperato le posizioni dei relativi sostenitori, rinnegando e svilendo ciò che ha caratterizzato la cultura predominante in Occidente fino ad oggi, ossia la famiglia "naturale". Credo che la strada da intraprendere sia quella della temperanza e della tolleranza da ambo le parti. Occorre insegnare alle nuove generazioni, ma a questo punto anche alle vecchie direi, ad affrontare una realtà polimorfa senza pregiudizi e con consapevolezza. È lecito chiedersi se l'esistenza di due sessi genotipici comporti necessariamente una classificazione gerarchica, finora alla base del sistema di disuguaglianze socioculturali che ha determinato storicamente la diversa attribuzione di valore ai generi sul piano sociopolitico, economico e simbolico, privilegiando il dominio degli uomini sulle donne, in termini di gruppi sociali non di singoli individui (Busoni, 2015), con numerose ricadute nell'organizzazione e nella strutturazione dei contesti di vita. Il processo di revisione di questa asimmetria è iniziato da qualche decennio, modificando progressivamente il sistema simbolico che traduce metafore finalizzate all'ordinamento degli individui, in base alle loro differenze con l'alterità, e del sistema sociale nel suo complesso (Pine, 1996).
Sono gli stereotipi che dividono gli esseri umani in categorie antitetiche che dovrebbero essere superati: uomini e donne, etero ed omosessuali, "homo homini lupus" o, come recita la canzone vincitrice dell'ultimo festival di Sanremo, "scambiamoci la pelle in fondo siamo umani"?
Possiamo integrare il cambiamento nelle nostra visione del mondo ma non possiamo generare prole senza l'incontro di due gameti diversi. La natura ci insegna che la vita si fonda sulla diversità, che va rispettata ed accettata.
Festeggiate mamme, papà, nonni e zie! Festeggiate la vita!


Lilla Claudia Patrizia, docente della scuola dell'Infanzia, IC "Anzio I"
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