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| Genitori in prima linea |
| Aiutare un figlio con DSA (Disturbo Specifico di Apprendimento) |
| di Di Maria Rossella - Integrazione Scolastica |
Caro genitore, ti immagino alle prese con il disturbo invisibile di tuo figlio. Lui è sempre più demotivato e a scuola ci va svogliatamente: vedi con dolore le sue difficoltà e non sai come muoverti. Tuo figlio ti sembra un estraneo; è lento nella lettura, non sa fare bene i calcoli, ha difficoltà nelle lingue straniere. Nello studio non è ancora del tutto autonomo e nonostante l'aiuto che gli dai ... non sempre i risultati sono positivi.
Le difficoltà sono oggettive, perché la comprensione che vorresti da parte dei docenti spesso non c'è. In realtà gli insegnanti ne sanno ancora troppo poco e non riescono a progettare e a realizzare percorsi didattici specifici che realmente rispondano ai bisogni educativi di tuo figlio. A tutto ciò si aggiunge il fatto che lui sta crescendo, con tutto quello che comporta ed ecco che "l'evitamento" e l'opposizione possono manifestarsi e i docenti si possono trovare di fronte un ragazzo irritante ed arrabbiato.
Lui, magari, non vuole eseguire dei compiti dicendo che "non gli interessa o non ne è capace..." oppure, all'opposto, si intestardisce a fare tutto come i suoi compagni, rifiutando di usare il computer o altri strumenti che potrebbero aiutarlo. Lui si sente esposto al confronto continuo e si vergogna del suo problema come non mai. Le difficoltà a scuola sono sempre maggiori: le lezioni frontali e il linguaggio settoriale rende tutto più faticoso e poi il carico di lavoro è tale che tu non riesci a trovare il modo giusto per aiutarlo: così sei in preda all'ansia, che fatalmente trasmetti a tuo figlio. "Come puoi intervenire?"
Con una programmazione flessibile e condivisa da tutti gli insegnanti, dalla famiglia e dagli specialisti. Con l'utilizzo di mezzi dispensativi e compensativi e soprattutto con la diffusione, da parte del docente referente, di una cultura pedagogica che ancora manca. E allora sinteticamente, siano benvenute le mappe concettuali, che schematizzano i concetti, i dizionari di lingua straniera computerizzati, così come l'utilizzo di tutte le misure dispensative e compensative.
Per aiutarti abbiamo scritto un e-Book (di prossima pubblicazione) che ti aiuti a capire cosa puoi fare.
L'esigenza e poi l'idea di scrivere sui disturbi di apprendimento sono nate in noi dalla nostra ventennale esperienza, prima come docenti plurispecializzate di sostegno nella scuola secondaria di primo e secondo grado, poi come insegnanti curriculari. Abbiamo iniziato la carriera quando le problematiche legate al disagio erano misconosciute, perché non erano ancora oggetto di approfondimenti e di regole codificate. Da qui la necessità di formarci e perfezionarci ma la mancanza di precisi riferimenti, ci ha portato a girare come "trottole" in un settore dove ci si muoveva su un terreno impervio e difficile.
Seguendo l'esigenza di rispondere a un problema che ci impegna tuttora a 360°, abbiamo intrapreso in base ai nostri interessi personali, io la specializzazione in logopedia seguita da un percorso di formazione psicoanalitica e Aurora, più pragmatica, una specializzazione sulla didattica della storia seguita da vari corsi sulla disabilità.
Insieme, nel 2008 abbiamo fondato l'associazione Mentore che promuove corsi di formazione e costituisce un sostegno per genitori in difficoltà. Attualmente insegniamo come docenti di lettere io, in un Istituto Tecnico e professionale e Aurora al Liceo di Scienze applicate. In ambito scolastico ricopriamo l'incarico nei progetti di L2 e DSA.
Molti dei nostri ragazzi e dei genitori ci chiedono risposte per risolvere problematiche legate alle difficoltà di apprendimento. Per questo abbiamo realizzato l'e-Book scritto a quattro mani, nel tentativo di voler riunire due facce di una stessa medaglia.
L'una, che mi appartiene di più e che forse impropriamente definirei divergente e l'altra convergente della mia amica Aurora. La scuola per anni ha sollecitato negli alunni solo il pensiero convergente. In realtà questi due aspetti si devono coniugare e quasi fondere, perché accanto al pensiero creativo e alternativo deve convivere anche il ragionamento che attinge alla logica e che è procedimento sequenziale.
E' questo a cui i ragazzi devono tendere: la coniugazione di un pensiero creativo e fino ad ora poco valorizzato, con un pensiero logico che segua procedimenti deduttivi, nell'applicazione di regole e nell'analisi dei dati.
L'e-book nasce con l'intento di dare una mano ai genitori che devono sostenere i figli nello studio a casa, nei "compiti" che per un bambino/ragazzo con DSA sono più complicati, difficili e richiedono pazienza e comprensione da parte degli adulti.
Ci auguriamo che vi possa essere d'aiuto per capire come fare e cosa fare.
Rossella Di Maria, Docente di lettere Istituto Istruzione Superiore Antonio Meucci - Aurora Ranfagni, Docente di lettere al Liceo Scientifico, opzione Scienze applicate - Massa Carrara
delle autrici: "Genitori in prima linea. Aiutare un figlio con DSA",Sysform Editore, dicembre 2010
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