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n.41 marzo 2014
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Giuseppe Bonito filma Gaia Rayneri
Pulce non c'è dal 6 marzo al cinema
di Riccardi Barbara - Dalla redazione
La nostra Redazione Possibile sempre attenta alle novità accattivanti e interessanti, aveva già evidenziato la sua bellezza già a giugno 2013 con l'uscita del libro.
Un nostro lettore lasciando un suo commento chiedeva informazioni, perché lui come me e come noi ne aveva "letto" le sue potenzialità come lente di in gradimento su un problema importante.
Così, anche se la stanchezza di una settimana da saltimbanco e una giornata da funambula tra acrobazie e spostamenti mentali e spaziali stava prendendo il sopravvento su di me, la sera di giovedì 6 marzo, su invito del Nuovo Sacher colgo l'occasione e mi lascio andare e trasportare verso la presentazione della prima del film "Pulce non c'è".

Il Direttore Generale dell'Associazione Onlus "Fondazione Bambini e Autismo" Davide Del Duca, prof. di Lettere e docente di Fund-raising scrive di Pulce: "Il libro di Gaia Rayneri edito da Einaudi è bello perché pur parlando di avvenimenti tragici è scritto con l'ironia distaccata di una adolescente" -"Giuseppe Bonito, al suo esordio come regista, ma con una carriera di tutto rispetto nel cinema come aiuto regista, ha realizzato un film che, pur mantenendosi fedele alla storia narrata nel libro, procede con un linguaggio più diretto e a tratti scarno che affascina lo spettatore.
Ciò che il film racconta non lascia spazio al pietismo, suscita in chi guarda emozioni forti, non lascia indifferenti ma al contrario rende partecipi" -"il film non entra nel merito, non giudica, ma lascia allo spettatore la libertà di trarre delle conclusioni. L'opera cinematografica piuttosto fa vedere da una parte il disastro che l'ignoranza degli addetti ai lavori provoca nel fragile equilibrio della famiglia di Pulce e dall'altra mostra le prove dolorose a cui tutti i componenti della storia vengono sottoposti quasi fossero chiamati a pagare un tragico ulteriore balzello o sovraprezzo per una vita già complicata. La forza di questo film, che segnaliamo a tutti e che speriamo tutti possano vedere al più presto nelle sale, sta proprio in questa dimensione narrativa che il regista ha voluto mantenere e che iscrive la sua opera nel grande solco del cinema italiano di di denuncia".


Ecco un po'di informazioni interessanti sul film: è stato presentato al Festival Internazionale del Film di Roma nel 2012. Sorprendente è la cura con cui è stata scelta Pulce, Ludovica Falda, attraverso una selezione di 5.000 ragazze, il coach ha lavorato per tre mesi con Ludovica Falda per imprimerle i caratteri dell'autismo. La bambina ha interpretato a modo suo ed è stata lasciata fare dal regista.
Oggi in Italia ci sono ca 500.000 affetti da sindrome autistica, è una stima, in quanto non esiste un censimento, più o meno l'1% della popolazione.

Il film è un mezzo di comunicazione importante perché mette in luce, in maniera pacata, la pericolosità di affidarsi a pratiche che non hanno alcun fondamento scientifico e che sfruttano la speranza dei genitori per estorcere denaro. Fantasia - Federazione Nazionale Associazioni a Tutela delle persone con Autismo e Sindrome di Asperger e l'ANGSA - Ass. Nazionale Genitori Soggetti Autistici, hanno presentato una proposta di Legge alla Commissione Sanità, sulle basi di un'osservazione. Ogni persona affetta da autismo costa allo Stato circa 35.000 euro/anno (più di 15miliardi).
Se si applicasse la diagnosi precoce sistematicamente e si formassero gli insegnanti di sostegno, per rendere più autonomi gli autistici, in 10 anni si potrebbero risparmiare almeno il 15/20% e, soprattutto, si guadagnerebbe in Dignità.

Come al solito l'Arte dell'Incontro aveva per me una sorpresa, la mamma di Pulce, l'attrice Marina Massironi, era lì insieme a parte della troupe, così mi presento: "Ciao, ricordi qualche anno fa una docente di Roma che ti ha contattato per partecipare a Scuola da noi per un Cineforum sull'importanza del Ponte Generazionale? Eccomi, sono io...". Nel suo abbraccio il rispecchiamento di quello che è la sua umanità e la sua sensibile eleganza, fatta di attenzioni e cura verso l'altro, la stessa cura con cui ha interpretato, dando voce ed anima alla mamma di Pulce.
Una bellezza interpretativa la sua, come quella di Pippo Del Bono, della sorella narrante Francesca Di Benedetto e della nonna Piera Degli Esposti che durante la visione del film non ho potuto trattenermi dal tifare e commentare a bassa voce, insieme ad una signora vicina di poltrona che insieme assecondavamo le nostre affermazioni condivise. Ecco proprio questo fa il film "Pulce non c'è", emoziona grazie alla capacità del regista di far entrare il pubblico in una storia complicatamente difficile da filmare in modo convincente e dirigere attori non professioni come Ludovica, lei, il miracolo dell'interpretazione al quanto veritiera della condizione sull'autismo.

Il film non giudica, non denuncia, lascia agli spettatori la libertà di farsi delle domande per trarne autonomamente un proprio pensiero sull'utilizzo della Comunicazione Facilitata, causa dell'allontanamento di Pulce da scuola e dalla sua famiglia. A tal proposito, è importante ricordare che il metodo non ha nessuna validazione scientifica e che nelle recenti Linee Guida per il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti emanate dal Ministero della Salute nell'Ottobre 2011, afferma ".. non ci sono dati per sostenere che i soggetti con autismo ricevono un aiuto nella comunicazione, ma ci sono invece dati che comprovano che la comunicazione è prodotta dal facilitatore".
La solita inviata Possibile che è in me, dopo il film ha cominciato a tessere contatti e prendere informazioni grazie alla grande disponibilità di Marina Massironi che con i produttori ne faremo un evento per presentare il film nelle realtà scolastiche territoriali, prima fra tutte la mia Scuola in Rete con le Scuole del Municipio IX per far "arrivare" a tutti il bella di una Pulce felice a casa con i suoi.





Barbara Riccardi, counselor, docente IC Via Frignani, Spinaceto - Roma
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