Torna nella homepage
 
N. 83 maggio 2018
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:20 Novembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Gli effetti della passione'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage

Ricerca avanzata >>>
Gli effetti della passione
Come coltivarla e rigenerarla
di Rosci Manuela - Editoriali
L'anno scolastico volge al termine ma non è ancora tempo per le considerazioni finali, è il momento di concentrare le residue energie per portare a termine i lavori, "chiudere le scatole", tutte quelle che sono state aperte dall'inizio. Perché l'idea, ormai consolidata, è che non procediamo in maniera lineare, non "spuntiamo" gli argomenti affrontati come si faceva con le vecchie programmazioni; impostiamo invece quel piano di lavoro che, immaginato a settembre, sostiene il lavoro di costruzione e di crescita, si sviluppa nel corso del tempo e si arricchisce delle implementazioni inserite strada facendo. Il focus allora è quell'ambiente di apprendimento in divenire rappresentato dalla classe, dove lo scambio e l'arricchimento delle conoscenze non avvengono sull'esclusivo binario insegnante-alunni, per trasmissione dell'insegnante alla classe con un' esclusiva direzione; al contrario, il fermento che circola nell'aria è prodotto dagli scambi tra i diversi personaggi coinvolti (docente-alunni, alunni-alunni), a volte rumoroso e caotico, che potrebbe generare uno stato di confusione esterno ed interno (soprattutto nel docente), in quanto quelle scatole sempre aperte (conoscenze che si implementano, abilità in continua evoluzione, competenze che si sviluppano) non consentono di tenere tutto in ordine negli scaffali (ogni giorno ha le sue discipline, ogni ora la sua teoria).

Ciò che avviene è il risultato di conoscenze nuove che si scoprono, a prescindere dalla disciplina che state insegnando, e che si intersecano con quanto già noto e con la tensione verso ciò che ancora non si conosce. Si tratta di sostenere questa condizione per un lasso di tempo, quanto dura ad esempio una Unità di Apprendimento, un segmento significativo del piano di lavoro annuale che vedrà la sua conclusione con l'andare in scena, con quel compito autentico che ci riporterà con i piedi per terra, dove tutto tornerà (o dovrebbe tornare) a posto. A quel punto i "pezzi" inseriti nelle diverse scatole, e continuamente manipolati fino all'ultimo momento, quasi per magia, trovano una sistemazione, un ordine "costruttivo", anche qui non lineare, sistemico, che guarda all'insieme (dall'alto, come fa il falco) e allo stesso tempo specifico, che guarda al particolare (come fa la rana).

Ti sorprendi sempre, ogni volta che accade. Nel giorno fissato, all'ora indicata, il pubblico appare. E' curioso, come i genitori sanno essere sorpresi quando riescono a intrufolarsi nella vita scolastica dei figli, realtà dalla quale sono quasi sempre esclusi, non la vivono, non sanno cosa accade, possono solo fantasticare.

Si va in scena: -cosa possiamo regalare alle mamme per la loro festa?-
Qualcosa di personale, qualcosa che loro possono esibire/donare. Prima non c'era, oggi sì. -Leggere e scrivere, prima non lo sapevamo fare.- Oggi, al termine della classe prima, si sentono capaci, vogliono dimostrarlo, vogliono regalare un bene che sentono prezioso, perché quando impari a leggere e a scrivere il mondo non è più lo stesso, e per quanto piccoli, anche i bambini non sono più gli stessi, e lo percepiscono. Cambiano fisionomia. Li tratti da grandi e loro rispondono con soluzioni che spesso ti sbalordiscono, sono più capaci di come hai sperato diventassero, ognuno con il suo passo, tutti sulla stessa strada.

Si va in scena e sono davvero bravi, ognuno con le sue particolarità. Il pubblico dei genitori applaude, ride, partecipa, si entusiasma. -Grande lavoro, maestre! Si vede che c'è passione in quello che fate e i bambini lo sentono e vi seguono.-

E' la passione che va in scena, questa volta sotto le sembianze di una lettura dialogata che ha impegnato tutti. In altre situazioni, in altre classi, altri possono essere i contenuti presentati, le abilità dimostrate, le competenze agite.
La passione diventa così il carburante, l'energia che sprigiona la forza di andare avanti, di credere che quel caos creativo in cui ognuno dice la sua e propone le sue soluzioni alla fine si trasformerà in un gioco corale, dove ci si aiuta, dove tutti trovano posto e sanno quando intervenire (con qualche defaillance, ma anche questo fa parte del gioco!). Tengono la scena, si riprendono, si commuovono e commuovono il pubblico (-Dovevate dircelo, portavamo i fazzoletti di carta!-)

La passione è sostanziata dalla convinzione che insegnare è accompagnare, promuovere, incentivare, pretendere, aspettare fiduciosi, scoraggiarsi per poi riprendersi, sorridere e rimproverare, dare e avere la pazienza di attendere. Se li aspetti, loro arrivano: non sempre tutti con puntualità, alcuni sono ritardatari mentre altri arrivano in anticipano e ti chiedono continuamente - Ho terminato, e adesso che faccio?-

La passione è quella che va coltivata, dall'inizio alla fine. Ti permette di vivere la scuola, non sopravvivere in attesa che passino i giorni che mancano alla fine. Ti consente di ricercare spazi di formazione non come obbligo ma come luoghi di rigenerazione. Ti concede il guardarti dentro non come giudizio ma come autovalutazione di quanto stai proponendo, di come ti stai muovendo.

La passione diventa allora un indicatore di benessere anche sul luogo di lavoro, un ingrediente di quella resilienza che ci permette di affrontare gli stress e di tenere duro anche quando la voglia di mollare si fa sentire. La passione quella legata all'amore non certo quella che si trasforma in arma pericolosa, in mano di chi la interpreta come possesso.

La considerazione ultima, in questo mese di maggio dal clima impreciso, è che la scuola è fatta dalle persone, tutte diverse, ognuna originale, ognuna particolare. Eppure l'elemento che sento identificare meglio la cifra dell'essere insegnante è proprio la passione che scorre nelle vene e che anima i docenti nella loro relazione non tanto con il COSA insegnano (seppur fondamentale!), ma sul COME insegnano. Nel "come" dei colleghi che incontro soprattutto nei corsi di formazione, riconosco la passione che spinge a mettersi in gioco per migliorarsi sempre.

"Se non puoi essere un pino sul monte, sii una saggina nella valle, ma sii la migliore, piccola saggina sulla sponda del ruscello.
Se non puoi essere un albero, sii un cespuglio.
Se non puoi essere un'autostrada, sii un sentiero.
Se non puoi essere il sole, sii una stella.
Sii sempre il meglio di ciò che sei.
Cerca di scoprire il disegno che sei chiamato ad essere. Poi mettiti con passione a realizzarlo nella vita."

MARTIN LUTHER KING

La passione è l'energia, la professionalità la condizione per sfruttarla al meglio.

E che la passione ci accompagni anche negli aspetti più impegnativi di fine anno!


Manuela Rosci
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional