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Numero: 6 -Maggio 2008 -Anno I   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 20 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Gli esperti siamo noi
Riflessioni intorno all'incontrollata ed incauta presenza degli esperti esterni nei laboratori scolastici
di Traversetti Marianna - Didattica Laboratoriale
Il 26 maggio, in un'edizione del tg3 regionale, in un'intervista ad uno scienziato, un giornalista ricordava che l'imperativo, per "quelli del Ministero", è di cambiare il modo di insegnare - gli insegnanti devono far sbocciare le passioni-
. Non potrei essere più d'accordo.
E' necessario ora, a mio avviso, mutare lo stile e la modalità d'insegnamento, ma non perché il cosiddetto "metodo tradizionale" sia da buttare nella spazzatura del polveroso archivio pedagogico, ma piuttosto perché sono i ragazzi ad essere cambiati da quelli di una, due, tre generazioni fa e un docente non può coprirsi gli occhi e tapparsi le orecchie, deve assolutamente farci i conti per non cadere nell'atroce e spregevole rischio di danneggiare anziché plasmare gli animi, di annoiare piuttosto che stimolare le curiosità, di assopire invece di risvegliare le menti.
Non si può! Non è giusto perché gli alunni sono innanzitutto persone.

Le Indicazioni per il curricolo recitano l'esigenza di dare importanza alla "centralità della persona" e probabilmente, tra le intenzioni dei saggi che l'hanno redatte, c'era anche l'opportunità di dare una svolta all'imprinting che, da qualche tempo, ha avuto il mondo della scuola in questo senso.
Fare scuola attraverso la molteplicità dei linguaggi, trasmettere energia, forza di volontà, dimostrare che gli interessi coltivati possono diventare talenti individuali e beni collettivi, formare persone e non robot in miniatura, questo significa stare "dietro una cattedra"; alle nozioni poi ci si penserà, nel corso della carriera scolastica; ma la scuola di base deve innanzitutto fornire gli strumenti cognitivi, metodologici e progettuali per mettere il bambino in grado di collegare saperi, di comprendere diverse tipologie testuali, di comunicare in modo fluido e pertinente, di "leggere" la realtà e decodificare il mondo.

A queste competenze ci si arriva, e tutti gli allievi hanno le capacità di arrivarci, anche e soprattutto mediante strategie laboratoriali (laddove per laboratorio intendo non spazi fisici, ma contesti meta cognitivi ampi e polifunzionali) che perseguano obiettivi formativi trasversali alle diverse discipline, volti ad esplicarsi attraverso contenuti "altri" dal saper leggere, scrivere e far di conto.
A scuola deve esistere lo sport, la musica, la recitazione, la danza, il teatro... a scuola! In classe! Con i propri insegnanti! Per gli "attualissimi" e "ricercatissimi" esperti esterni c'è spazio altrove e in altri contesti ugualmente significativi ma rigorosamente extrascolastici!
Sì, sono un'insegnante curricolare, difendo la mia professionalità ed il mio territorio; sono competente e ai miei alunni ci devo pensare io con i miei colleghi, non voglio affidarli a chi, magari, ha un diploma al conservatorio ma non ha una formazione pedagogica, educativa ed ancor più didattica. Si tratta forse di megalomania ed egocentrismo professionale?

Questa sarebbe l'interpretazione più immediata da dare alle mie parole, ma anche la meno intelligente e profonda.
Sicuramente le mie opinioni sono dettate da una convinzione radicata negli anni di laboratori teatrali e musicali inizialmente condotti da sola con le mie classi, ma poi allargati e condivisi (e questa è la cosa più importante, "condivisi") da colleghe e colleghi che hanno la mia stessa passione e ci credono come me. E sono insegnanti del tutto "normali", non marziani (forse un tantino esagitati sì), che quando la mattina varcano la soglia dell'aula non aprono la prima pagina a caso del libro di testo, ma discutono, chiedono, cantano, dimostrano, ballano, scherzano, ridono, rimproverano, urlano ma.... tutto questo con la forza, la passione e l'amore propria solo di chi pensa che il proprio lavoro, svolto interrogandosi e confrontandosi, faccia la differenza...

La convinzione, dunque, che gli insegnanti hanno la grossa responsabilità ed il prezioso ed indiscutibile privilegio di forgiare i discenti, di renderli edotti non solo di cultura ma di senso della vita.

Marianna Traversetti Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma
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