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n.33 maggio 2013
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Gli insegnanti che vivono il proprio lavoro
A Didamatica 2013 si è raccontata la scuola che funziona
di Zanchi Flavia - Scuola & Tecnologia
Per la prima volta ho partecipato al Convegno Didamatica ed è stata un'esperienza bella e coinvolgente innanzitutto perché l'ho condivisa con quattro amiche poco virtuali, ma molto reali.

Appena varcata la soglia del CNR la confusione e il fervore delle persone mi hanno accolto e subito ho capito che stavo partecipando a qualcosa di importante. Ho potuto ascoltare poche esperienze, ma davvero significative, fatte da persone che credono nel loro lavoro, nell'importanza della loro professione e soprattutto nei ragazzi, i veri protagonisti dell'educazione.

Digital divide? Beh, ad ascoltare alcune mie colleghe, anche più "stagionate" di me, non si direbbe! Questo a dimostrazione che volere è potere. Mi hanno affascinato le potenzialità dei mondi virtuali e le loro applicazioni nella pratica scolastica. Un ascoltatore ha chiesto ad una delle due insegnanti quanto tempo dedicasse all'implementazione del progetto e la relatrice ha sorriso facendo intuire chiaramente che le ore non si contano se si crede in quello che si sta facendo.

Ecco, vorrei che sulle pagine dei giornali apparissero molto più spesso spaccati di scuola che funziona, di insegnanti che non sono fortunati perché lavorano solo mezza giornata e hanno 3 mesi di vacanza -vecchio pregiudizio duro a morire- ma di insegnanti che lavorano per e con i ragazzi al di là del loro orario calendarizzato, e che se decidono di aggiornarsi, di rimettersi in gioco, di dedicare il loro tempo libero alla formazione continua, quando potrebbero starsene tranquilli dietro al paravento del posto fisso, questo venisse quantomeno riconosciuto professionalmente.

Flavia Zanchi, docente I.C. G.Gavazzeni - Talamona, Sondrio
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