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Numero: 7-marzo 2009- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 20 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Gli strumenti valutativi (4° parte)
Correzione delle prove ed attribuzione dei punteggi
di Menna Rosanna - Organizzazione Scolastica >>> Parliamo di...
La correzione delle prove oggettive di profitto consiste nella semplice operazione di riscontro della esattezza o meno delle risposte date da ciascun allievo.
Quando la correzione viene effettuata manualmente basta predisporre delle apposite mascherine di correzione, cioè una copia del test con le pagine accuratamente forate in corrispondenza della lettera che per ogni quesito contraddistingue la risposta giusta. In tal modo, sovrapponendo banalmente ciascun foglio della griglia alla corrispondente pagina di ogni test da correggere, e colorando i diversi fori con un pennarello, quando si toglie il foglio di correzione si identifica nettamente l'esattezza o meno delle risposte date. Infatti quando la macchia di colore risulta sovrapposta alla crocetta fatta dall'allievo per scegliere l'alternativa delle risposte offerte da ogni domanda, evidentemente la risposta è esatta.
La correzione può avvenire anche ad alta voce, quando vi siano colleghi disponibili. Tuttavia può essere fonte di molti errori di registrazione.
Il punteggio complessivo di ogni test si otterrà sommando i punteggi parziali riportati alle singole sezioni che a loro volta si calcoleranno moltiplicando il numero delle risposte esatte, riscontrate in ogni gruppo di items dello stesso tipo, con il relativo punteggio attribuitogli preliminarmente.
Facciamo un esempio.
Se la prova è composta da:

 20 item vero/falso,
 una corrispondenza con 15 quesiti,
 30 scelte multiple ad una soluzione,
 un completamento a 10 "caselle",

e si è stabilito di assegnare per le risposte esatte a ogni tipo di domanda rispettivamente i seguenti punteggi: 1,2,3 e 1, il punteggio massimo conseguibile (o max teorico) è dato dalla somma dei punteggi massimi che si possono riportare per ogni gruppo dello stesso item.

Nell'esempio fatto sarà quindi di 150 punti, come nella seguente tabella:
Il punteggio assegnato subito dopo la correzione della prova viene detto punteggio grezzo. L'aggettivo grezzo non ha connotazione negativa, ma sta ad indicare che occorre compiere ulteriori elaborazioni per poter ricavare informazioni sugli apprendimenti individuali e collettivi, per poter effettuare confronti immediatamente rappresentativi tra gli esiti conseguiti in altre prove dagli stessi allievi (confronti diacronici) o da altri allievi alle stesse o ad altre prove (confronti sincronici).

Una volta correte le prove e attribuiti i punteggi grezzi, si rende necessario mettere i atto quelle procedure che finalmente facciano comprendere quali sono le caratteristiche quali-quantitative degli apprendimenti, delle competenze, dei saperi posseduti o acquisiti da ciascuno e da tutti gli allievi e che si sono manifestati attraverso lo strumento valutativo impiegato.

Per compiere l'analisi e l'interpretazione dei risultati di una prova si possono seguire due diverse strade che, pur se molto diverse tra loro, a ben vedere risultano di fatto complementari se percorse in funzione delle priorità valutative prestabilite.
Le finalità perseguite possono, opportunamente articolate, diventare infatti il criterio con cui confrontare le prestazioni e sulla cui base esprimere apprezzamenti e valutazioni. Ma il criterio potrà essere assoluto o relativo a seconda che venga determinato prescindendo dall'andamento reale delle prestazioni di tutti coloro ai quali la prova viene somministrata o che viceversa tenga conto dell'andamento medio complessivo degli esiti.

Prove con punteggi riferiti a un "criterio"
Se un docente somministra una prova lo fa principalmente per sapere se ciascuno e tutti gli allievi posseggono o hanno raggiunto quelle competenze ritenute indispensabili per poter acquisire ulteriori e più complesse conoscenze. Questo significa che il docente le fa coincidere con la soglia o con uno standard sotto il quale quelle condizioni non sussistono, e sopra il quale sono invece ragionevolmente garantite. Scopo della prova sarà allora verificare chi e quanti sono sotto o sopra quella determinata soglia o standard o criterio assoluto. I risultati conseguiti sono valutati esclusivamente in rapporto agli obiettivi sottoposti a controllo che diventano, perciò, il criterio o le abilità-criterio con le quali commisurare le singole prestazioni, per stabilire, ovviamente rispetto ad esse, l'adeguatezza o la non adeguatezza.
Cosa significa?
Se si determina a priori il numero delle risposte esatte che gli allievi devono dare a una serie di quesiti, quel livello di accettabilità della prestazione diventa uno standard assoluto di misura.
Il raggiungimento o il superamento del punteggio-soglia esprimerà la padronanza dell'argomento. Impiegando criteri assoluti le interpretazioni dei risultati anziché compiersi sulla base della popolazione esaminata, vengono effettuate in rapporto ai contenuti, agli argomenti, agli obiettivi oggetti di verifica, evitando così che sia l'esito del confronto tra la prestazione di un allievo e quelle degli altri appartenenti al gruppo a determinare il punto di riferimento per l'espressione del giudizio.

Prove con punteggi riferiti a "norma"
Quando l'interpretazione dei dati valutativi privilegia l'andamento complessivo di tutte le prestazioni considerate, la valutazione di ciascuna prova dipenderà, ovviamente, dai risultati conseguiti dal gruppo nel suo insieme. Lo standard di riferimento sarà pertanto relativo al valore assunto dalle prestazioni di tutti i soggetti testati. Col variare di quegli esiti varierà la posizione relativa della singola prestazione. I punteggi vengono così ad acquisire un valore dipendente da quello medio dell'intero campione esaminato, cioè dalla norma delle prestazioni del gruppo.

In sintesi
Come abbiamo detto non si può stabilire in assoluto quale delle due procedure sia migliore o presenti una superiorità valutativa rispetto all'altra. Ciascuna di esse presenta pregi e difetti dalla cui valutazione rispetto agli scopi della verifica dovrebbe sensatamente derivarne, volta per volta, la scelta.
Infatti, se il riferimento a standard assoluti evita il confronto tra allievo e allievo, tra prestazione del singolo e prestazione del gruppo, perché l'interesse prevalente è l'analisi di ciascuna prova rispetto alla padronanza di conoscenze desiderate o necessarie, è anche vero che questa procedura può far cogliere con maggior difficoltà la variabilità interna degli apprendimenti. Dati informativi, questi, che vengono invece offerti seguendo l'altra strada. Percorrendo esclusivamente la quale, però, si potrebbe andare incontro ad assurdi di equità valutativa: la promozione o la bocciatura di un allievo deriverebbe non tanto e non solo dal raggiungimento o dal non raggiungimento delle abilità-obiettivo o abilità-criterio, quanto piuttosto dall'andamento delle prestazioni del gruppo.

In generale si può affermare che la prima via presenta maggiore convenienza dell'altra nella valutazione diagnostica, formativa e persino sommativa interna ai singoli gruppi classe, mentre la seconda è senz'altro più opportuna quando sia necessario analizzare gli esiti delle somministrazioni di prove a un numero relativamente alto di allievi. Va detto che il ricorso ad una procedura non esclude assolutamente l'impiego dell'altra. Anzi, in taluni momenti cruciali della formazione risulta persino indispensabile usare entrambi i procedimenti.

Rosanna Menna Docente 196° Circolo didattico Via Perazzi 46 - Roma
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