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n.5 settembre 2010
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Gli studenti protagonisti dell'apprendimento con il Cooperative Learning
I docenti scoprono che si può fare con la guida del prof. Mario Comoglio
di Casamassima Maria Grazia - Organizzazione Scolastica
Desidero comunicare un'esperienza di aggiornamento altamente significativa e qualificante per gran parte dei docenti che vi hanno partecipato e per l'intera comunità scolastica di oggi che si trova a vivere la complessità. Si tratta di un corso sul " Cooperative Learning" tenuto presso il teatro della scuola Valle Scrivia del 94° circolo di Roma, scuola "G. Parini", dal prof. Mario Comoglio, docente dell'Università Pontificia Salesiana.

L'esigenza è partita dalla base, cosa rilevante per il successo di un'esperienza formativa.
Il dirigente scolastico, la dott.ssa Clara Boccuzzi, ha approvato e sostenuto l'iniziativa, considerandone il valore qualificante per la professione docente e per la gestione dell'intera comunità scolastica. La proposta è giunta dall'insegnante che si occupa della funzione di promuovere l'aggiornamento, la collega Adele Verna. Avendo sperimentato il genere di formazione con un'esperienza personale, che le era sembrata particolarmente significativa e rispondente alle esigenze dei colleghi, ha pensato di condividere l'argomento con l'intero collegio proponendo il corso di formazione tenuto dal docente che ha divulgato tale metodologia in Italia fin dal 1996.

Inutile dire che molti docenti non avessero idea di cosa significasse Cooperative Learning, tuttavia la proposta, effettuata a settembre 2009, è stata approvata dal collegio, nonostante qualche perplessità per la richiesta d'impegno di 8 ore giornaliere, per due giorni consecutivi a fine anno scolastico 2009-2010.
E' trascorso l'anno con mille problematiche da affrontare e l'idea che il punto conclusivo sarebbe stato non un saluto fatto di convenevoli tra colleghi, ma un serio impegno di aggiornamento.
Le opinioni e le aspettative su tale corso logicamente erano diversificate: per alcuni l'idea era stimolante, per altri c'era semplice curiosità, non mancavano le critiche e gli atteggiamenti negativi di chi, stanco e talvolta un po' deluso dalle novità nell'organizzazione della scuola italiana, non si sentiva troppo motivato per il sacrificio.

Finalmente si è giunti alla conclusione di tutte le attività, ai saluti con gli studenti e all'appuntamento con il prof. Mario Comoglio che, sebbene sia famoso in tutta Italia per chi si occupa di Apprendimento Cooperativo e riceva numerose richieste di corsi d'aggiornamento, che non sempre può soddisfare per i suoi numerosi impegni internazionali, per molte colleghe era un docente sconosciuto e il contenuto del suo corso privo di particolare interesse.

Il 21 giugno, data d'inizio, ogni dubbio e perplessità si sono dissipati. L'approccio tenuto dal docente ha riscosso successo per la sua capacità di introdurre l'argomento con un breve accenno ad alcuni concetti-chiave:
- l'eterogeneità della classe
- i ragazzi come risorsa
- l'insegnante come organizzatore della lezione
.

La parte teorica subito seguita dall'applicazione operativo-pratica con tre esercitazioni nelle modalità di apprendimento individuale, competitiva e cooperativa.

A tale proposta nessuno si è potuto sottrarre, anche i meno predisposti si sono messi in gioco ed hanno partecipato, lasciandosi coinvolgere nelle attività e dando il proprio contributo. Sono state sperimentate le tre diverse modalità di apprendimento ed ognuno ha eseguito un compito specifico da solo, a coppia o in gruppo. La riflessione teorica è stata una conseguenza che ha trovato certamente un terreno più fertile per l'apprendimento stesso. Dopo i primi atteggiamenti attenti dei più convinti su tale metodologia o distaccati dei più scettici, la cosa si è fatta sempre più interessante, il coinvolgimento, anche da parte di chi dimostrava più perplessità nella possibilità di tradurre tutto ciò nell'attuale scuola italiana, è stato crescente.
I due giorni intensivi trascorsi dietro i banchi da parte di quasi tutti i componenti del collegio sono stati un'esperienza arricchente. La stanchezza della fine di un anno scolastico non ha prevalso sulla volontà di ricevere nuovi contenuti che ci aiutino a interpretare la difficile realtà scolastica e ci diano la forza per essere in grado di rigenerare il curricolo proposto.

La figura del docente è stata rimessa in discussione, alla modalità della lezione frontale è stato offerto l'esempio della lezione gestita in modo cooperativo, utilizzando l'altro come risorsa e progettando compiti che coinvolgano direttamente gli alunni.

La possibilità di insegnare le abilità sociali, attraverso la gestione della classe in modo cooperativo, è stata considerata una necessità per affrontare la complessità che si manifesta nelle relazioni tra gli alunni di oggi.

Il successo dell'esperienza si è espresso con il ringraziamento verbale di alcune colleghe a chi aveva promosso il corso, con la partecipazione oltre l'orario convenuto, l'acquisto di libri per proseguire la formazione attraverso l'autoaggiornamento e la richiesta di altre consulenze al prof. Comoglio che, nonostante i suoi molteplici impegni, ha dato la propria disponibilità.

Sarà interessante verificare quanto abbia inciso sulle modalità d'insegnamento di ciascuna di noi e i risultati che ne conseguiranno nell'apprendimento degli alunni, ma questa è la sfida per il prossimo anno scolastico.
A settembre si vedrà se emergerà la capacità di collaborare per progettare un curricolo nuovo basato su esperienze di apprendimento cooperativo, che preveda obiettivi di tipo pro sociale oltre che cognitivi e renda gli alunni sempre più protagonisti del loro apprendimento.

Maria Grazia Casamassima, Docente C.D. 94° "G. Parini" - Roma
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