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n. 87 novembre 2018
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Graciana Goicoenghandia Direttora innovativa
La scuola "Dante Alighieri" in Argentina
di Riccardi Barbara - L'intervista
Graciana e Barbara
Graciana e Barbara
Manca veramente poco all'uscita dei nominativi della Top 50 del Global Teacher Prize 2019. Il focus del "Global Education & Skills Forum" del prossimo anno sarà dedicato al tema "Chi sta cambiando il mondo"?

Il tema del cambiamento è al centro di tutto il lavoro della Fondazione Varkey: dal cambiamento della vita dei bambini attraverso l'educazione, a quello della percezione della professione dell'insegnante, come esperto dell'istruzione e come forza per affrontare alcuni dei maggiori problemi del mondo: violenza, povertà e salute.
Il fondatore della Varkey Fondation, l'Emiro Sunny Varkey, sottolinea: "Gli insegnanti sono persone ispiratrici che alimentano il cambiamento positivo in tutto il mondo, aiutando le generazioni future a realizzare il loro potenziale. Loro, come noi, sanno che tutto inizia con l'educazione. Consideriamo gli insegnanti globali i responsabili dei cambiamenti sociali e per far rispettare lo status degli insegnanti è fondamentale che abbiano un impatto sul sistema educativo nei loro Paesi".
Tra i Top 50 2016 erano presenti anche alcuni Dirigenti Scolastici, perché negli altri Paesi anche i Dirigenti hanno alcune ore di insegnamento nelle classi; tra questi ho conosciuto Graciana Goicoenghandia, Direttora della Scuola "Dante Alighieri" a Buenos Aires in Argentina.

Chi è Graciana e perché decide di diventare Direttrice della Scuola "Dante Alighieri"?
Sono un'analista di sistemi e, seguendo l'innata vocazione all'insegnamento, ho deciso di formarmi e iniziare la meravigliosa carriera di insegnante nella scuola secondaria. Ho iniziato a insegnare alla Scuola "Dante Alighieri" dal secondo anno della sua creazione, diventando insegnante di tutti gli studenti che hanno attraversato questa scuola. Ho ottenuto con molti gruppi, in questi quasi 23 anni, innumerevoli premi in Science Fair, tra cui quello alle Olimpiadi di Internet, in cui ho vinto concorsi di cooperativismo del modello delle Nazioni Unite e del Parlamento studentesco. Ho vinto il Premio "Donne innovative del 2012" nella categoria del lavoro educativo concesso dalla Camera dei senatori della Provincia di Buenos Aires. Un giorno ho avuto la possibilità di diventare la Direttrice di quell'Istituzione che ho aiutato a forgiare e, come nipote di immigrati, ho accettato.

Qual è la ragione della tua nomina al Global Teacher Prize 2016?
Il motivo della mia nomina è l'influenza che attraverso la tecnologia ho ottenuto nei giovani, trasformandoli in cittadini, facendoli partecipare a progetti globali e fornendo loro gli strumenti per essere architetti del loro futuro. Nella mia città sono stata il primo utente di Internet e sono riuscita a rendere la Scuola "Dante Alighieri" la prima Scuola a possedere questo servizio, diventando una pietra miliare per la città.

Quali sono i percorsi innovativi che hai organizzato per attuare il progetto dell'alternanza Scuola/lavoro e avviare i giovani verso una professione dopo il Liceo?
Nella nostra Scuola, dalle sue origini, sono stati fatti tirocini non retribuiti. Gli studenti durante una settimana svolgono attività lavorative nei luoghi più coerenti con le carriere universitarie che intendono seguire. In quei giorni frequentano la scuola solo per obbligo. Nei luoghi di lavoro assumono competenze, sviluppano attitudini e soprattutto le mettono in pratica, se è davvero ciò che vogliono fare in futuro.

Per ovviare alle forme di bullismo, cyberbullismo e altri fenomeni scolastici, quali strategie adottate?
Las Flores, la mia città, ha circa 24.000 abitanti. Qui ci conosciamo tutti. È molto facile individuare coloro che guidano i gruppi che praticano il bullismo. Ovviamente, nessuno sfugge a questo flagello e, per evitarlo, facciamo colloqui in modo permanente, consigliamo studenti e genitori, abbiamo incontri con il team di orientamento scolastico e chiamiamo le famiglie quando rileviamo comportamenti strani. Questo può essere fatto perché la comunità educativa della Scuola è piccola, con non più di 170 studenti. Nella nostra Scuola, piuttosto che di cyberbullismo, abbiamo avuto alcuni casi di sexting, rispetto ai quali la famiglia è stata immediatamente avvertita e informata su come guidare lo studente.

In cosa eccelli a livello educativo?
Nella mia capacità operativa, nell'essere sempre attenta alle novità presentate dal mondo globalizzato e cercando di adattarmi ai cambiamenti. Vengo da un ramo della tecnologia, dove tutto è molto mutevole, effimero, in cui devi essere aggiornato per non rimanere nel passato. Credo che nel campo dell'educazione accada la stessa cosa. Non mi aggrappo ai vecchi sistemi, che non servono più allo studente del XXI secolo.

Cosa pensi sia più utile e importante avere in una scuola che funzioni?
Ottenere insegnanti ispirati, che lavorano per realizzare un futuro migliore per i loro studenti, avere una Scuola in contatto con la comunità, partecipare a progetti di solidarietà, fare visite educative, con la partecipazione di professionisti di vari settori che mostrino agli studenti che esiste un mondo senza confini. Ho trovato molto motivanti piccole conferenze tenute dai Diplomati della scuola, dove spiegano agli studenti attuali perché hanno deciso di perseguire una certa carriera, superato gli ostacoli e quale impronta ha lasciato la scuola e gli insegnanti nella loro vita.

Quale consiglio vuoi dare agli insegnanti, ai genitori e ai ragazzi?
Per gli insegnanti, essere partner nell'apprendimento perché abbiamo molto da imparare dai nostri studenti. In molti casi, non possiamo superare la quantità di ore Internet consumate, con la quantità di informazioni che implicano; instillare il piacere della lettura e dell'apprendimento, ricercare il talento negli studenti, guidare nelle decisioni, saper ascoltare, sviluppare le loro idee, sfidarli facendo superare le loro difficoltà, lavorare su progetti collaborativi, aprirsi al mondo, rendere la formazione permanente un patrimonio di conoscenza.
Per le famiglie, affiancare gli insegnanti nel compito di educare, lavorare sui valori, avere pazienza, dare loro affetto e comprensione quando i risultati dell'apprendimento non sono quelli che si aspettavano. Per gli studenti, approfittare di questa fase di apprendimento e socializzazione, rispettare gli insegnanti che hanno scelto di esserlo, essere felici per quello che hanno, poco o molto, e di sognare in grande.


Una gran bella opportunità è il Global Teacher Prize; entrare in contatto con docenti di altri Paesi ti apre la mente, in un confronto dove si parlano tante lingue, ma l'obiettivo è unico: arrivare ad avere un mondo in pace, grazie alla formazione che le scuole contribuiscono a dare ai tutti i ragazzi.

"Se io ho una mela e tu hai una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un'idea e io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee" (George Bernard Shaw).
Bisogna far divenire cittadini del mondo i nostri ragazzi, offrendo loro un'istruzione fondata sui valori, che fornisce competenze, sia nella vita sia nel lavoro, e li prepara a un mondo in cui incontreranno persone di diverse nazionalità, culture e religioni. Il "Global" è l'incontro per la condivisione di buone pratiche, offerta del proprio agli altri, per la realizzazione di strategie unitarie per il bene comune mondiale.
Un Io che diventa un NOI.

Buona fortuna a tutti i docenti e ai prossimi Ambasciatori della Varkey Fondation; che il prossimo anno sia bello e ricco di soddisfazioni e di successi educativi.


Barbara Riccardi, docente dell' IC "Padre Semeria" di Roma, Global Teacher Prize, counsellor della Gestalt Psicosociale e Giornalista pubblicista
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