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n.52 Aprile 2015
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Grandi lettori per bambini in pigiama
Una serata particolare nei nidi di Roma
di Cattaruzza Mariella - Didattica Laboratoriale
Un viaggio di studio arricchisce sempre educatori e insegnanti che, dal confronto e dallo scambio di buone pratiche con i colleghi, ricevono sapere e linfa vitale per operare, migliorando, nei propri servizi. Sono stati proprio un paio di viaggi autonomamente promossi e finanziati nei nidi e nelle scuole dell'infanzia di Pistoia a far nascere l'idea di organizzare una serata di letture per i bambini e per le loro famiglie da parte dei gestori di tre servizi educativi presenti nel X municipio di Roma (nell'entroterra di Ostia).

Il nido "Bianconiglio" di via Anterivo, il nido "Dire, fare, giocare" di via di Pianabella e il servizio educativo 0-6 "Progetto Infanzia" di via Archippo venerdì 13 marzo, dalle 20 alle 21.30, hanno aperto le loro porte per una serata di letture a lume di candela.
Non sta a me raccontare la magia e il clima dell'evento che verrà rievocato di seguito in tutto il suo fascino dai diretti protagonisti, piuttosto preferisco evidenziare il valore di una simile iniziativa considerandola in tutti i suoi aspetti. Da alcuni anni, grazie al progetto Nati per leggere che vede coinvolti pediatri, bibliotecari, librai e, soprattutto, educatori, insegnanti e genitori, la lettura indirizzata ai bambini, fin da piccolissimi, sta finalmente acquisendo l'importanza che merita nel loro percorso formativo. Con l'avvento di una sempre più ricca e variegata letteratura per la primissima infanzia che vede autori ed illustratori di fama internazionale misurarsi in originali e insolite produzioni artistiche, il libro, oltre a rappresentare uno degli strumenti principali per raggiungere apprendimenti di tipo cognitivo e linguistico, costituisce per il bambino un'occasione per avvicinarsi alla bellezza e per provare lo stupore estetico nei confronti di un'immagine che nulla ha a che vedere con la volgarità e la povertà delle troppe figure stereotipate che lo circondano nella quotidianità.

Tuttavia è soprattutto nella sua funzione aggregante che va considerata la lettura quale forma privilegiata per avvicinare piccoli e grandi, figli e genitori e i bambini tra loro. Sia che si tratti di un adulto che legge ad alta voce ad un piccolo gruppo di bambini raccolti intorno a lui, sia che si tratti di un papà che avvicina dolcemente al sonno la propria figlia con una filastrocca o, ancora, di una mamma che, in mezzo ad un prato, tiene il proprio figlio sulle ginocchia dopo aver estratto dalla borsa la merenda e un libro, in tutti questi casi ed altri facilmente immaginabili, stiamo parlando di vicinanza fisica ma, soprattutto, di vicinanza affettiva.

La lettura è un gesto d'amore e lo sfogliare le pagine fa pensare a carezze per l'anima.

No, non si tratta di sdolcinate reminiscenze da libro Cuore! E' sempre più difficile al giorno d'oggi fermare il nostro passo, sedersi e trovare per noi il tempo di una buona lettura. Per i più fortunati il viaggio da pendolare su treni e metro può rappresentare una buona occasione in tal senso anche se le sirene tentatrici dello smartphone o dei vari tablet portano spesso l'interesse altrove.
Nella mia lunga esperienza di educatrice ho potuto constatare tanti cambiamenti nei comportamenti dei bambini. Negli ultimi dieci anni molti di loro sono irrequieti, tristi, in sofferenza per lo più a causa di una società adultocentrica, frettolosa, distratta rispetto ai loro bisogni e diritti.
Tuttavia per ciò che riguarda il gioco, lo stupore, la meraviglia i bambini sono quelli di sempre; quelli che, disposti in cerchio intorno all'educatrice o distesi tra le braccia del genitore si fanno incantare dalla voce narrante e assaporano fino in fondo il piacere e il calore di quella voce e di un adulto che, finalmente, si è fermato per loro.

Per il nido "Bianconiglio" racconta Stefania Bossini, coordinatrice pedagogica.
Nido Bianconiglio
Nido Bianconiglio
Sono arrivati tutti puntualissimi. Via Anterivo pullulava di piccole lanterne che, a vederle da lontano, sembravano lucciole in una sera di maggio. Erano fieri nel portare queste lucine e sorridenti per mano alle loro mamme e papá.
La ricetta per partecipare era facile: banditi i cellulari, abbigliamento comodo (meglio se in pigiama), coperta e cuscino, calzini antiscivolo, lanterna e voce bassa. Inoltre avevamo allestito con cura l'ambiente affinché fosse caldo e accogliente, volevamo che i bambini entrassero in un vero mondo fiabesco ed infatti è stato bello osservare il loro stupore nell'affacciarsi all'interno delle isole che avevamo creato con dovizia di particolari.
La nostra é stata una visione culturale molto ambiziosa in quanto la narrazione non era l'unico aspetto centrale della serata: abbiamo voluto attivare energie, creare atmosfere magiche perchè non vi é narrazione senza magia.
Narrare è come abbracciare ed i bambini ed i loro genitori, avvolti nelle loro copertine, stavano abbracciati davvero con il corpo e con la mente gli uni agli altri.
Ci siamo trovate di fronte a diverse felicità perché la felicità di un bambino non è come quella di un adulto. Il bambino era lì rapito dalla scenografia, dal tremolio delle fiammelle, dal tono della voce del narratore, dal sottofondo musicale, dal contenuto di una storia a lui gradita, dal trovarsi accanto ai suoi amici ed ai suoi affetti più cari, dalla piacevole comodità del suo pigiamino. L'adulto era felice nel vedere il proprio figlio/figlia godere nel vivere questa esperienza, soddisfatto di poter condividere questa avventura con lui/lei, orgoglioso di divenire anch'egli voce narrante...
Ma anche noi eravamo orgogliose perché consapevoli di aver dato corpo ad un'idea semplice ma, allo stesso tempo, complessa nella sua organizzazione ed importante nei suoi contenuti.
Non era semplice accogliere bambini che non ci conoscevano, catturare la loro attenzione, farli sentire a loro agio in un ambiente per loro sconosciuto e, soprattutto, alla sola luce delle candele e delle fiaccole. Invece tutto è andato per il meglio e quando, dopo i racconti, ci siamo ritrovati a bere tutti insieme tisane e camomilla, i genitori non facevano che ringraziare ed i loro piccoli non volevano saperne di andar via... Abbiamo dovuto promettere loro che presto li avremmo ospitati di nuovo e contiamo di farlo davvero, magari la prossima volta alla luce delle stelle.


Per il Nido "Dire, fare, giocare" racconta Daniela Arborini, coordinatrice pedagogica.
Nido Dire Fare Giocare
Nido Dire Fare Giocare
Al nido Dire Fare Giocare la nostra serata dei "Grandi lettori per bambini in pigiama" è stata un crescendo di emozioni: dall'organizzazione, la realizzazione dei materiali con e senza l'aiuto dei genitori, la scelta dei libri e dei lettori ...fino al momento topico: l'arrivo dei bambini con le loro famiglie.

In pochi minuti il nido, con le sue luci fioche e immerso nel buio della campagna del litorale, si è illuminato dell'entusiasmo e delle piccole lanterne sorrette dai nostri piccoli in pigiama che portavano con sé un cuscino, qualcuno un bambolotto, mentre qualcun altro era avvolto in una calda coperta.
Pian piano ognuno ha preso posto. I genitori hanno messo a nanna dentro ad una bustina appositamente confezionata i loro cellulari... e la magia e scesa sul casale.

Le diverse isole ospitate nelle sezioni del nido si sono popolate di adulti seduti in cerchio e di bambini al centro, abbracciati ai loro cuscini o accoccolati tra le gambe di mamma o papà.
Le letture sono iniziate, magistralmente interpretate a turno dalle educatrici, avvolte in un magico mantello stellato. Il testimone è poi passato nelle mani dei genitori-lettori.
Per tutti il libro, e ancor più una lettura affettuosa (o appassionata), ha creato quel clima di vicinanza che ha fatto sentire i partecipanti come avvolti da una bolla di intimità.

Il rito della tisana, offerto dalle educatrici a grandi e piccini, ha accompagnato tutti verso la conclusione di un'intensa esperienza, lasciando in ognuno di noi il desiderio di ripeterla, magari ogni sera tra le pareti domestiche, o anche, chissà, nuovamente tutti insieme.



Per il servizio 0-6 "Progetto Infanzia" racconta Katia Amorese, coordinatrice pedagogica.
Servizio infanzia 0-6 Progetto Infanzia
Servizio infanzia 0-6 Progetto Infanzia
Sono stati l'esigenza e il desiderio di un tempo "diverso" il motore di questo evento: nel complesso ruolo di coordinatrice di servizi per l'infanzia, di psicoterapeuta familiare e di mamma di due bambine di cinque e due anni avverto forte, oggi, il bisogno (sociale?) di intraprendere un nuovo cammino educativo.
La progettazione di questa serata ha offerto l'opportunità preziosa di "riflettere insieme" sulla necessità di adottare strategie didattiche di rallentamento. Da qui la scelta di utilizzare il libro in quanto strumento privilegiato per fermare il tempo, per incantare e far sorridere.
I genitori di oggi sono spesso disorientati e vulnerabili di fronte alla grande quantità di informazioni in campo educativo, spesso contraddittorie fra loro. La riflessione condivisa sui benefici che ha la pratica della lettura in famiglia, porta alla scelta di introdurre il libro fra gli oggetti dei bambini e conduce alla consapevolezza del valore della relazione. Sono fortemente convinta del valore della voce nella relazione: l'adulto ha un potere di umana magia nella gola, leggere ad alta voce è di per sè contatto e abbraccio, è un'opportunità unica di comunicazione e scambio.
Ma veniamo al racconto di quella sera. Mi adopero per esserci con il mio gruppo educativo prima, nella fase di preparazione all'evento, e poi alle 20 sono la mamma di Chiara. I bambini e i genitori sono invitati ad accomodarsi su un grande tappeto. Chiara sceglie di adagiarsi sulla mia gamba, come fa a casa, prima di addormentarsi. Le accarezzo i lunghi capelli biondi. La luce della candela che ha accompagnato la nostra entrata al nido le conferisce un particolare riflesso dorato sul viso e sui capelli. Sento che il battito cardiaco rallenta. Sto bene. Da una sacca magica esce un libro con il quale Antonella ci conduce per mano all'interno della storia. Il silenzio, l'ascolto e gli occhi attenti, sono la conferma alla convinzione che il libro e la lettura sono un'occasione di piacere, di benessere. Fra le tante cose, ciò che ho maggiormente apprezzato è stata l'assenza di qualsiasi performance teatrale o personale. Il lettore (genitore e/o educatore) sono stati il mezzo attraverso cui la storia e le emozioni prendevano forma. Di quella sera ho portato a casa il valore dell'abbraccio, di mani che si accarezzavano, di contatti fra grandi e piccoli: un'opportunità, purtroppo sempre più rara, di lasciarsi andare, di abbandonarsi alle proprie certezze e un'occasione per oltrepassare le barriere mentali che ci impediscono di entrare in contatto profondo con noi stessi e con gli altri a causa di uno stile di vita improntato su ritmi frenetici.

Mariella Cattaruzza, educatrice di nido - Comune di Roma
verbalibera@gmail.com
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