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Numero: 3 -Febbraio 2008 -Anno I   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 18 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Articolo 'Hei maestra, ma i banchi sono ... >>>
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Hei maestra, ma i banchi sono tutti messi male!
Una preziosa opportunità per imparare a risolvere problemi.
di Ferraccioli Elena - Organizzazione Scolastica
Avete presente la "famigerata" giornata di martedì grasso in cui alunni e insegnanti allentano molto i freni per trascorrere una mattinata all'insegna del divertimento, degli scherzi, delle maschere da costruire, della musica, delle stelle filanti sparse a chili sul pavimento dell'aula e chi più ne ha più ne metta?
Di solito il risultato finale è l'euforia degli alunni che in tanta insperata concessione di libertà ci sguazzano benissimo e la soddisfazione degli insegnanti per la condivisione con i bambini di un momento così speciale, senza parlare poi dello sfinimento che ti costringe a richiedere in famiglia il silenzio assoluto per almeno due ore, al rientro a casa!

Nella nostra classe prima, però, ci siamo accorti il giorno dopo di una ulteriore conseguenza: l'aula era stata sì ripulita, ma i banchi, che il giorno prima avevamo accostato tutti intorno alle pareti dell'aula, per creare uno spazio più idoneo ai vari momenti ludici, erano rimasti così come li avevamo lasciati.
Appena entrata in classe l'istinto iniziale è stato quello di rimettere in ordine prima che arrivassero i bambini ma, per fortuna, mi sono immediatamente frenata pensando che avrei sottratto ai bambini una preziosa opportunità di risoluzione di un loro problema, un problema reale e mi sarei persa le loro reazioni di fronte ad una situazione nuova.

La campana suona, i bambini cominciano ad entrare, ci si saluta anche se io faccio la vaga più del solito, sistemano lo zaino e ... qui i comportamenti più diversi: c'è chi si siede imperturbabile dando la faccia al muro, chi gira per la classe come spaesato, chi gira un banco verso la cattedra...ma è con l'ingresso di Marco che il problema si palesa in modo inelusibile:
"Hei maestra! Guarda! I banchi sono tutti messi male!".
Per "costringerlo" ad alzare il tono di voce e catturare così l'attenzione dei compagni, faccio come di consueto finta di non aver sentito bene ( nei miei giovanissimi allievi si è già radicata la convinzione che la maestra abbia dei seri problemi di udito e di tanto in tanto mi consigliano di farmi vedere da un bravo medico).
"Scusa non ho sentito bene! Che cosa hai detto?"-
"Ho detto che qui è tutto un macello! Guarda! I banchi sono messi male!"-
" Dici? Non me ne ero accorta!".
E i compagni aggiungono: "Sì maestra, non ti ricordi come stavano?".
? "Beh, pensateci un po' voi a sistemare".

E le grandi manovre hanno inizio!
Immaginate venti bambini tra i cinque e i sei anni che spostano, tutti concentrati, banchi e sedie: c'è chi è divertito dalla gran confusione, chi ne approfitta per fare gara di scontri, chi prova a prendere in mano la situazione: " Hei! Dove vai? Attacca il banco qui!....girati da quella parte...spostati più indietro..." , ed è proprio in momenti come questo che l'insegnante ha l'opportunità di osservare alcuni aspetti delle dinamiche del gruppo soprattutto in merito alla definizione dei ruoli - quali i leader naturali e quali gregari.

Risultato finale di tutta questa gran fatica?
Un'unica interminabile lunga e stretta tavolata stile cena in pizzeria di fine anno scolastico!
Ma dove sono finite le nostre "tre isole", dove è finito il ricordo di tanti momenti in cui le maestre si dividevano per seguire i gruppi di lavoro?
I bambini si siedono senza la minima esitazione così mi ritrovo con dieci alunni che danno le spalle a me, alla cattedra e alla lavagna, gli altri dieci posti faccia a faccia con i precedenti che cercano di trovare il giusto varco tra un compagno e l'atro per ottimizzare la visione, un po' come si fa a teatro! Insomma, possibile che non si rendano conto da soli che c'è qualcosa che non va? Resisto e non sbotto in un: "Sveglia! Aprite gli occhi! Non vedete che siete messi sempre male?".

Mi posiziono davanti alla cattedra e comincio a parlare, alcuni bambini si girano per vedermi, altri continuano a darmi le spalle; comincio a scrivere alla lavagna e chiedo loro di copiare sul quaderno. Qui la cosa si complica e vedo che cominciano ad essere più agitati: "Ti levi che non vedo!...E spostati!...Maestra, Andrea non mi fa vedere!...", alcuni si alzano, vanno alla lavagna per leggere le parole e poi tornano al posto per scrivere.
"Insomma bambini ma che cosa c'è? Vi vedo così agitati! Quale è il problema?"
"E' che non ci vedo! ...io mi devo sempre girare..."
" Sì! Questo l'ho notato, ma gli altri giorni non accadeva! Come mai oggi sì?"
"Beh ...è per colpa dei banchi!...Si sono messi in modo diverso !..".

Da qui parte una lunga discussione sulla nuova sistemazione dei banchi.
I bambini stabiliscono che così, per vedere la maestra che sta davanti alla lavagna e per copiare, proprio non va bene, decidono però che quella soluzione è sicuramente la migliore per fare merenda, perché così si guardano tutti in faccia; andrebbe abbastanza bene se la maestra raccontasse loro una storia seduta a capotavola, ma poi, libro alla mano, si accorgono che i più lontani da me vedono le figure troppo piccole perché distanti.
Finalmente si ricordano delle nostre isole e decidono in maggioranza, dopo un lungo dibattito, di provare a rimettere i banchi nella sistemazione originaria. Partono le grandi manovre numero due: i bambini "leader" prendono in mano la situazione e provano a coordinare a loro modo gli energici spostamenti : " Ma non vedete che qui ci sono troppi banchi e in quell'isola ce ne sono solo tre? ...Porta qui le sedie! Ne mancano ancora due!...".

Certo che se avessi sistemato questi benedetti banchi quando ero stata tentata! Ma chi me l'ha fatto fare! Risultato finale dopo dieci minuti di totale trambusto: l'arcipelago è tornato in aula!
E lo sguardo dei bambini è acceso e soddisfatto!

Elena Ferraccioli Docente di sostegno 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 -Roma
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