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n.58 dicembre 2015
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Ho incontrato il Ministro dell'Istruzione Giannini
La conseguenza di essere tra i cinquanta finalisti al Global Teacher Prize
di Riccardi Barbara - Orizzonte scuola
Il Ministro Giannini vuole conoscermi personalmente. Martedì 23 dicembre ore 19,30 ho sentito e vissuto nettamente il passaggio "da fuori a dentro" il palazzo del Ministero della Pubblica Istruzione, nel momento di salire la rampa di scale per arrivare davanti la portineria, è stato come lasciare una dimensione ed entrare in un'altra totalmente diversa.
La dimensione MIUR è un qualcosa di surreale, da telefilm alla Kirk Douglas, nella sua sfera enorme, bianca e trasparente in cui rotolavo in balia non sapevo bene di cosa. La transumanza di me da fuori a dentro è stata rimarcata dalla colonna sonora accattivante di un musicante di passaggio e dal suo sax che passo passo mi ha seguito, marcando ogni momento saliente dell'incontro in modo empatico.
Il MIUR così mastodontico nella sua fattezza, con scalinate e colonnati che ogni personaggio che accede qui assume la fattezza di un lillipuziano, dove ogni ambiente e ogni arredo è proporzionale alla dimensione dell'edificio, come l'albero di Natale e i suoi addobbi che maestosi sovrastano la vista e come Alice nel Paese delle meraviglie, mi sono sentita inglobata in una scenografia fantastica. A catturarmi ancora le note del sax che melodiche echeggiavano nel silenzio della sera per il poco scorrere delle auto, e incuriosita ho sbirciato da una delle finestre, spostando la tendina, l'affaccio dal secondo piano si è aperto direttamente sulla scalinata di ingresso, luogo di ritrovi di protesta, di pensatoi di richieste acclamate, di malesseri a dimostrazione di voler trovare una linea di incontro e di ascolto. Comunque, pur cambiando la prospettiva da dentro a fuori e da fuori a dentro, il luogo richiama ugualmente tanta fatica.

Mentre il mio imbarazzo era all'estremo per l'orario e la prevedibile stanchezza da parte di colei che stavo per incontrare, invece il personale di segreteria e i suoi addetti stampa si dimostravano pimpanti, gioviali dai sorrisi accoglienti nel condurmi verso la sua sala di ricevimento.
Appena aperta la porta, confine tra la sala regia e la sala di aspetto, mi viene incontro una figura alta e solenne che all'inizio stento a riconoscere le sue sembianze per la gran luce proveniente da lampadari luminosissimi che fanno da aureola alla persona che mi si stava ponendo davanti. Primo ad arrivare al mio sguardo il suo sorriso, poi la sua mano dalla stretta energica che mi fa riprendere dallo stato di stordimento, riportandomi in contatto con la realtà, si era lei il Ministro tanto nominato dal popolo scolastico.

Di primo acchito avrei voluto chiederle: "Ministro qual è il suo segreto nel non far trapelare nessun segno di stanchezza a quest'ora, anche dopo una giornata di lavoro serrato?"
L'accoglienza leggera mi ha dato la possibilità di rilassare i miei pensieri che fino a quel momento erano focalizzati su cosa dire e su come essere. Persona attenta e in ascolto dell'interlocutore, di solito la maggior parte delle volte le persone di alto rango sono prese ad interessarsi a quanto esponi solo i primi 10 minuti, poi l'allontanarsi verso altri pensieri viene facile, soprattutto da parte di chi è lontano, non appartiene al mondo scuola.
Lei invece era lì per conoscere me, ascoltare la mia storia e trarne insieme il migliore risultato su come operare per dare voce alla mia esperienza e passar parola alle altre persone. Intenso e gratificante lo scambio che ha aperto e accompagnato un dialogo costruttivo per delineare anche un percorso di incontri in altre città, soprattutto disagiate, per diffondere le buone pratiche dal motto (della Scuola Possibile): "Si può fare". La Scuola Possibile nel mondo, per fare luce sulle cose belle e di qualità che vengono realizzate dai docenti in ogni scuola, facendo rete, unendoci a tutti i livelli per fare emergere finalmente dall'oscurità il lavoro certosino fatto con passione da tutti gli attori principali dell'azione educativa, 'si può fare?' La formazione (quella buona) crediamo sia la via per "sostenere" persone capaci ed abili, autonome, critiche ed ironiche, perché la scuola è un luogo fondamentale per costruire una nuova visione del mondo, in cui ogni persona possa diventare un caposaldo per lo sviluppo futuro di una società integrata e solida.

Certo è che dopo tre anni di estenuante ricerca nell'ottenere un'intervista ad uno dei Ministri MIUR, ero lì: tenacia? Ostinazione? Piglio? Fortuna? Forse il mix di tutte queste chiavi di accesso porta ad ottenere ciò che si cerca, in poche parole, una grande soddisfazione soprattutto perché parlo della Scuola che pratico e in cui credo.
Come per tutte le novità, come per tutti i cambiamenti nulla è perfetto, tutto è perfettibile, quello che rimarrà un mistero: "Come mai ogni volta che c'è un cambio di rotta si parte sempre da zero, non si potrebbe per una volta iniziare da tre, dalle cose buone e giuste che nella scuola funzionano, senza toccarle e rivedere invece tutto da capo?".
Per ora posso solo ringraziare per avere ottenuto la sua massima disponibilità all'ascolto.
Nel prossimo numero leggeremo l'intervista che farò al Ministro, per cercare di capire quanto veramente gli aspetti progettuali della Scuola possono essere valorizzati, sfatare dubbi e perplessità e scoprire le ultime novità "nel bene e nel male": un cambio di rotta verso una "Scuola Possibile" su tutto il territorio, sarà realizzabile?
Noi docenti 'possibili' ci siamo e, in questo momento, la visibilità che mi dà l'essere tra i cinquanta finalisti al Global Teacher Prize mi rende 'testimonial' di questa ...possibilità!

di Barbara Riccardi



Il Ministro incontra la nostra Barbara.
Esempio di una scuola diversa, buona e possibile.

(Articolo tratto da il Messaggero online del 23 dicembre)

Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini ha incontrato la romana Barbara Riccardi, unica finalista italiana fra i 50 docenti candidati al Global Teacher Prize, il "premio Nobel" degli insegnanti.

È stato lo stesso ministro a darne conto sul proprio profilo Facebook: "Di Barbara mi ha colpito l'entusiasmo che mette nel raccontare la quotidianità del suo lavoro con gli alunni dell'Istituto "Frignani" di Roma. Una scuola di Spinaceto, nella periferia sud-ovest della Capitale, dove il progetto di gemellaggio fra i suoi alunni di primaria e quelli di un istituto di Parigi sta cambiando la mentalità dei bambini, ma anche delle loro famiglie".

La Giannini, che ha anche pubblicato delle foto dell'incontro al ministero, ha colto l'occasione per scrivere anche della questione delle periferie: "Credo che il 2016 debba essere un anno in cui dare grande attenzione alle periferie. Il Governo lo ha fatto stanziando nella legge di Stabilità risorse per la riqualificazione. Che passa anche dal tema della conoscenza. Per questo sosterremo la candidatura di Barbara, come esempio di una scuola diversa, buona e possibile. Visiterò presto l'Istituto di Barbara, per conoscere da vicino i suoi progetti. La sua storia può servirci per accendere ancora di più il faro sul valore dei nostri insegnanti e sull'importanza che la loro voglia quotidiana di educare e innovare riveste nella vita dei nostri ragazzi. Serve uno sforzo di tutti per cambiare passo".

dalla Redazione
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