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n 75 settembre 2017
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Articolo 'I cambiamenti delle onde'  >>>
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I cambiamenti delle onde
Le esperienze modificano il corpo e la mente
di De Angelis Giovanna - Orizzonte scuola
Siamo pronti per ricominciare, uguali eppure diversi.
Riflettevo sulla spiaggia, guardando le onde del mare agitato, su quanto sia difficile prevedere, solo guardando, quale sarà l'onda che invaderà il tratto più ampio di spiaggia, quella più vigorosa o quella più pericolosa. Entrando in acqua, la sensazione era ancora più evidente. Alcune onde all'apparenza inoffensive, risultavano particolarmente violente, altre che sembravano voler creare un disastro, si infrangevano quasi senza colpo ferire.
Mi è allora tornata in mente questa frase di Alessandro Baricco:

"La vita si ascolta così come le onde del mare...
Le onde montano, crescono, cambiano le cose...
Poi, tutto torna come prima, ma non è più la stessa cosa."


Poco più di due mesi sono trascorsi da quando abbiamo salutato i nostri alunni, augurando loro buone vacanze, e poi sono iniziate quelle di noi insegnanti. Se ripenso a questo periodo mi rendo conto di quante esperienze nuove ho vissuto: cose che avevo segnato nel taccuino di quelle "da fare prima o poi nella vita" e che sono riuscita a realizzare, quante delusioni inaspettate, perdite, allontanamenti, incontri imprevisti, luoghi nuovi che ho visitato, persone interessanti con cui ho parlato, nuove sfide che ho deciso di affrontare, emozioni che mi hanno segnato, senza considerare quei due/tre kg presi e che dovrò smaltire al più presto.
Poco dopo l'assegnazione da parte del Dirigente Scolastico delle classi in cui insegnerò quest'anno che, per continuità, sono due quarte, una collega mi ha fatto notare quanto sia facilitato il mio lavoro visto che già conosco bene quegli alunni.
Il parallelismo con le onde è stato immediato. A volte siamo convinti che tutto resti immutato nei nostri alunni, a parte forse l'aspetto fisico. Ma come è semplicistico credere che ciò che ha segnato la mia estate, non possa avere avuto ripercussioni anche sui miei alunni. Chissà le loro vacanze come li avranno modellati! Avranno assaggiato nuovi cibi, visitato diversi luoghi, conosciuto altri bambini con cui si saranno dovuti relazionare, superato alcune paure o sperimentato qualcosa di incredibile o interessante?
Sarò capace di ascoltare i cambiamenti delle onde nella loro vita?
Sicuramente l'accoglienza in classe quest'anno sarà differente, perché prima di tutto, io sono differente. Li aspetterò cercando di non soffermarmi più di tanto sugli evidenti e innegabili cambiamenti fisici che avranno subito. Voglio essere pronta a conoscerli nuovamente, come se fosse la prima volta che li guardo, senza farmi troppo condizionare da ciò che già sapevo su di loro. Sarà un condividere esperienze comuni, emozioni ed empatia per ripartire insieme verso nuove mete, verso un viaggio incredibile che ci farà crescere reciprocamente, senza farmi dimenticare obiettivi e traguardi a cui devo tendere, risultati calibrati su ciascuno di loro a cui voglio aspirare.
D'altronde, anche se le onde delle nostre vite montano, crescono e cambiano le cose, il timoniere sono sempre io e devo conoscere bene, venti, correnti e maree per approdare con sicurezza, insieme ai miei alunni, su nuove e meravigliose isole che aspettano solo...di essere scoperte!


Giovanna De Angelis - docente IC Fara Sabina - Rieti
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Sono presenti 5 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito lunedì 25/09/2017 ore 18:32 da Luisella Garbini
C'è un detto che dice che la mente assume la forma di ciò su cui si posa.Cio significa che possiamo deliberatamente prolungare e anche creare le esperienze che modellano il nostro cervello verso il miglioramento. Bisogna cioè imparare ad assorbire il buono! E sicuramente,te cara Giovanna,con la tua passione ed il tuo entusiasmo saprai accompagnare i tuoi ragazzi verso nuove scoperte facendogli sempre gustare tutto il buono della vita!
inserito sabato 23/09/2017 ore 16:53 da Monia
E sai che noia se nulla cambiasse? Ogni esperienza che viviamo, ogni persona che incontriamo lascia una traccia nella nostra vita...è cosi per gli adulti, figuriamoci per i bambini con le loro menti fortemente assorbenti! Ed è con lo spirito che descrivi tu che dobbiamo porci, è nostro dovere....lo dobbiamo a loro...e a noi stessi! Brava Gio!
inserito venerdì 15/09/2017 ore 23:33 da Franca
Brava Giovanna, appassionata come sempre! Riesci sempre a porti con saggezza nei confronti della parte più importante del tuo lavoro....i nostri ragazzi! "Buon Anno"!!!
inserito venerdì 15/09/2017 ore 22:34 da Laura
Cara Giovanna,ho letto molta passione nelle tue parole,amore per l'insegnamento e umiltà d'animo.Gli ostacoli che affronta un'insegnante sono tanti.In bocca al lupo maestra Giovanna😘
inserito venerdì 15/09/2017 ore 20:15 da Ilio Rapanà
Riflessione molto interessante cara Giovanna! che condivido appieno. i cambiamenti fisici sono abbastanza evidenti ma non ci rendiamo conto che sono cresciuti e che dovremmo rimodulare la didattica e i nostri comportamenti sulle loro nuove esigenze...sulla loro maturità. Nella primaria li seguite per cinque anni: metà della loro vita! e non di rado stanno più con la Maestra che con la Mamma (tanto che confondono i due ruoli). Come dici nel tuo articolo ad un certo punto ci si dovrebbe fermare e osservarli come se fossero sconosciuti. E' impossibile ma sarebbe molto utile: gli anni passati li hanno cambiati, sono sempre loro ma non sono più gli stessi che hai preso in prima!
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