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n. 90 febbraio 2019
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I Programmi internazionali di "scambio culturale"
Un'esperienza di valore nell'offerta formativa scolastica
di Presutti Serenella - Orizzonte scuola
immagine da: http://www.occhiodiavellino.it/
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L'Istituto comprensivo "via Padre Semeria", che dirigo ormai da quattro anni, è tra gli Istituti inseriti nel partenariato culturale attivato tra l'USR per il Lazio e l'Académie de Paris, attraverso un accordo firmato nel 2014 tra le due Istituzioni e rinnovato per un nuovo triennio nel novembre 2018.
Gli Istituti scolastici coinvolti hanno avuto la possibilità di firmare a loro volta accordi che aprono scenari di diverse opportunità di lavoro educativo-didattico-culturale.

All'art. 2 dell'Accordo sopra citato troviamo espresso quanto segue:
"Le due parti concordano di:
-Promuovere l'insegnamento della lingua e della cultura del paese partner con particolare riguardo alle tematiche del patrimonio culturale;
-favorire i gemellaggi tra le Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado;
-incoraggiare gli scambi a distanza tra alunni ed insegnanti, grazie all'uso del digitale;
-facilitare i contatti per la mobilità degli alunni nell'ambito di programmi di scambio;
-incoraggiare i periodi di frequenza temporanea presso gli istituti partner in particolare nelle sezioni ESABAC;
-facilitare la mobilità degli insegnanti per periodi di durata breve e media secondo un principio di reciprocità (e.g programma "Jules Verne" o ERASMUS+);
-facilitare la mobilità dei Dirigenti scolastici per permettere l'osservazione e l'analisi di pratiche correnti o innovative quali l'inserimento di alunni disabili e con bisogni specifici e l'organizzazione scolastica;
-facilitare i contatti tra gli Istituti tecnici, professionali e le imprese per favorire l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.


L'esperienza di gemellaggio dell'I.C. "via Padre Semeria" è stata avviata già nell'ambito del primo accordo, con risultati interessanti per la ricaduta sulla didattica e soprattutto per l'ampliamento educativo-culturale dell'offerta formativa di Istituto; la fase della rinnovata sottoscrizione apre scenari di approfondimento e di sperimentazione di contenuti e modalità non solo per gli alunni, ma anche per i docenti.
Trovo sia interessante delineare il profilo delle scuole coinvolte in questo gemellaggio, e far emergere i punti di forza che risultano essere di gran lunga maggiori sulle criticità.
La scuola partner francese è un école élémentaire, école "Saint Jacques", posizionata nel centro storico di Parigi, nel Quinto arrondissement cosiddetto "Quartiere Latino", tradizionalmente legato alla presenza dell' Université de la Sorbonne e dell'Académie de Paris. Per gli alunni del grado scolastico della primaria/elementare è già possibile attivare nelle scuole lo studio di una Lingua diversa dal Francese con insegnanti madrelingua; la scuola partner appunto è tra quelle che hanno attuato l'opzione sulla Lingua Italiana. Questa scelta didattica rappresenta il primo elemento di forza e favorente lo scambio culturale tra i due Istituti, insieme alla corrispondenza di un consistente numero di scelte della Lingua Francese nella nostra realtà scolastica; attualmente 6 sezioni di secondaria di 1° grado presentano questa opzione di L2 dopo l'inglese.
Il programma di scambio culturale, sancito con accordo specifico tra le due scuole, prevede all'art. 3 -Ambito della cooperazione-:
"Le due parti partecipano alla realizzazione della mobilità degli alunni. Gli scambi linguistici e culturali sono organizzati dagli istituti partner, la scuola elementare "28 Rue S. Jacques" e "l'Istituto Comprensivo Via Padre Semeria". Questi scambi possono assumere la forma di mobilità degli alunni, in quanto gruppo scolastico in un primo momento, con possibilità di scambi individuali in seguito nonché, da subito, scambi a distanza attraverso mezzi informatici. Il partenariato farà parte del cosiddetto "Projet d'Ecole", contribuirà alla realizzazione degli obiettivi definiti dalle parti e dai programmi nazionali. Il partenariato si baserà su un progetto di cooperazione educativa e didattica per un lavoro unitario destinato a perdurare a lungo termine.

Le due parti si impegnano a:
-favorire gli scambi di classi intere, gruppi di classi o anchemiste;
-favorire gli scambi di insegnanti o dirigenti per periodi di formazione o osservazione nella struttura partner;
-permettere la realizzazione di progetti su tematiche comuni attraverso la piattaforma e-twinning, e anche un progetto specifico al quale aderirebbero gli insegnanti nonché le direttrici delle due parti;
-promuovere la realizzazione di progetti di mobilità attraverso i programmi europei ERASMUS PLUS e Ministeriali".


Due punti tra quelli su indicati rappresentano l'asse portante della sperimentazione di modalità didattiche e organizzative innovative:
-favorire gli scambi di classi intere, gruppi di classi o anchemiste;
-favorire gli scambi di insegnanti o dirigenti per periodi di formazione o osservazione nella struttura partner.


Questi elementi in particolare hanno dato l'opportunità al nostro Istituto comprensivo di impostare uno scambio "misto", con alunni di scuola elementare e di scuola secondaria di primo grado; non è molto diffusa questa modalità, infatti si preferisce di solito organizzare scambi tra classi "parallele", possibilmente anche della stessa tipologia di studi.
La nostra recente esperienza di novembre 2018 si è caratterizzata per essere stata costruita sulle basi di uno scambio tra gli alunni e le loro famiglie, i docenti e il dirigente scolastico. Lo scambio didattico e quello tra adulti professionisti si è intrecciato fortemente con le relazioni che si sono costruite tra i bambini più grandi e più piccoli e le famiglie, aprendo un interessante confronto tra similitudini e differenze degli stili di vita, delle appartenenze culturali e anche di quelle religiose.
Il reale "valore aggiunto" del Progetto di scambio culturale è evidenziato nelle considerazioni appena esposte e il loro valore educativo-pedagogico supera di gran lunga quello dei contenuti didattici; rappresenta di per sé, a mio avviso, la riflessione a margine più importante da esprimere, soprattutto rapportata a questa fase storica, dove appare evidente il "cattivo status" di salute della Unione Europea, nei suoi principi e finalità, nonché nell'operatività degli accordi nel rispetto delle regole condivise precedentemente.
I Principi e le Finalità alla base degli organismi di rappresentanza internazionale europea sono attraversate da una stagione di profonda crisi e di attacco da parte delle diverse anime nazionaliste, se non addirittura sovraniste; la crisi presenta contorni molto più ampi, non solo europei, e i percorsi di cooperazione, di gemellaggio e di scambio culturale potrebbero essere disseminati da diversi ostacoli e difficoltà.
Praticare queste dimensioni progettuali può rappresentare attualmente una forma di "resilienza" culturale, antidoto contro il pensiero avverso ed egoistico all'origine dello stato separatista, dei confini marcati dai muri e dalla inimicizia tra i popoli.
Sostenere la continuità dei Progetti inseriti nei Programmi europei assume dunque un significato molto profondo, a difesa della "cultura di pace" che ha contraddistinto la storia degli Stati europei dal dopoguerra ad oggi e, in buona sostanza, dell'affermazione del Diritto fondamentale all'espressione del libero pensiero, fondamenta dello Stato democratico e dell'esercizio della cittadinanza attiva.

La speranza più grande viene riposta nell'auspicare l'emergere di un forte dissenso alle logiche del "contro" qualcuno e qualcosa, per sostenere la crescita e lo sviluppo delle generazioni di cittadini "costruttori di ponti".


Serenella Presutti
Dirigente scolastica dell'I.C. "Via Padre Semeria" di Roma, psicopedagogista e counsellor professionale
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