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n.38 dicembre 2013
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I Risultati O.C.S.E - PISA 2012
Alcune considerazioni
di Presutti Serenella - Orizzonte scuola
ragazzi ai test.....
ragazzi ai test.....
I recenti risultati PISA (Programme for International Student Assessment) del 2012, resi noti dall'O.C.S.E agli stati membri e diffusi dal MIUR sul territorio nazionale, sono degni di nota e di attenzione da parte di tutti e non solo degli addetti ai lavori, in considerazione che l'intenzione è quella di riconsegnare se non esattamente una fotografia dello "status" del Sistema di Istruzione, almeno delle forti indicazioni; ed ecco che emergono, proprio lì nel punto di congiunzione più "critico", il passaggio dal ciclo primario a quello secondario con l'assolvimento dell'obbligo scolastico, dati che dovremmo leggere con assoluta onestà intellettuale e senso di concretezza.

Il "focus" sulle PRINCIPALI CONCLUSIONI consegnato dall'O.C.S.E ci dice che:

- i risultati medi in matematica, scienze, lettura sono inferiori alla media OCSE; pur tuttavia i progressi degli studenti italiani sono tra quelli maggiori in matematica e scienze;
- l'indice di variabilità tra gli istituti scolastici in Italia è rimasto stabile e comparativamente alto;
- la percentuale degli studenti 15enni nelle scuole italiane (7,5 %) è il più basso tra i paesi OCSE, ma è cresciuto rapidamente tra il 2003-2012;
- oltre uno studente su tre (35%) dichiara di non essersi presentato ad almeno una lezione e uno studente su due (48%) dichiara di non aver frequentato una o due volte nelle due settimane precedenti i test PISA. E questi comportamenti sono tra quelli associati ai risultati inferiori.

Molte sono le sollecitazioni e riflessioni meritevoli di nota, per cui cercherò di esprimere il mio parzialissimo punto di vista soffermandomi su due/tre aspetti che ritengo molto importanti, in particolare riguardano la variabilità costante tra Istituti anche dello stesso territorio e i comportamenti di dispersione scolastica, diciamo così, "strisciante".
La variabilità della qualità del Servizio tra Istituti, anche nello stesso territorio, registra forti differenze, per diventare drammatica tra scuole del Nord e del Sud Italia; c'è da considerare inoltre che troppo spesso nel nostro fare quotidiano nelle scuole di ogni ordine e grado si è scambiato per "libera" scelta organizzativa o di insegnamento, didattica o gestionale, il confrontarsi o meno con gli altri, magari con i soli dirimpettai di quartiere.
Purtroppo il concetto di "rete" di scuole è ancora troppo labile e legato più a logiche di economie che ad un'idea di vero e proprio "sistema" di territorio.
Le norme scolastiche non sostengono abbastanza la messa a punto di questi processi di sviluppo nella loro operatività, e le misure governative sono risultate addirittura frenanti e non prioritariamente per la cosiddetta "politica dei tagli" quanto per l'approccio culturale che ne è scaturito. Un atteggiamento del "io speriamo che me la cavo" che non solo non ha prodotto il necessario confronto per la costruzione di un "sistema di scuole", ma ha confermato sostanzialmente una cecità culturale verso il valore della valutazione, interna ed esterna ad ogni istituto.
Il quadro che ne esce dal confronto tra Regioni italiane e "Regioni " OCSE è complesso quanto interessante; troviamo "Regioni over 494" (inteso come soglia di punteggio medio europeo ai test) che reggono il confronto con i livelli nazionali di alcuni stati.
Troviamo pertanto ai primi posti, a punti 523, il Friuli V.G., il Veneto insieme ai Paesi Bassi, a 517 la Lombardia con la Navarra, a 506 l'Alto Adige con l'Austria, a 500 l'Emilia Romagna con la Danimarca, seguita a 496 le Marche con l'Aragona e a 495 la Toscana con la Francia.

In cima a questa classifica europea, al terzo posto dopo Lietchtenstein e la Svizzera, a 524 il Trentino, a 494 il Regno Unito.
Sotto la media europea OCSE:

Umbria (493)
Val d'Aosta (492)
Liguria(488)
Puglia (478)
Abruzzo (476)
Lazio (475)
Molise, Basilicata (466)
Sardegna (458)
Campania (453)
Sicilia (447)
Calabria (430)
(.... il Galles a 468 e i Paesi in lingua spagnola tra i 493 e 462; tra il Trentino e la Calabria c'è un "gap" misurabile di 94 punti.....).
Quindi una significativa variabilità che testimonia ancora una volta l'importanza dei "contesti" di apprendimento; l'organizzazione dei gruppi di apprendimento, le modalità di fare scuola, le scelte operative, possono fare la differenza più delle risorse finanziarie e diventare motivo di successo o meno, più dei tagli.....

Certo non è auspicabile per il nostro Paese continuare nella politica (scellerata) del tagliare fondi alla scuola e alla cultura, perché le risorse servono per operare meglio proprio nel fare queste scelte vitali per lo sviluppo delle nostre scuole, ma i denari da soli non bastano e mai basteranno....ed è un importante messaggio per riflettere in questi tempi di crisi e di decremento mondiale di risorse.
E' centrale il ruolo dell'adulto/educatore, competente si, ma che soprattutto non abdichi al suo ruolo fatto "in primis" di relazioni e quello che ne deriva dalla loro gestione (o la rinuncia a farlo).

Secondo elemento: la dispersione "strisciante", cioè quell'insieme di comportamenti che scaturiscono in una frequenza incostante, saltuaria e soprattutto priva di interessi all'apprendere......
E' comprovato che "stare a scuola" sortisce effetti benefici, di protezione e di prevenzione dei comportamenti escludenti e devianti....se la scuola sa essere inclusiva, accogliente e motivante.....
Quindi torniamo alla centralità della relazione insegnamento/apprendimento, al focus dell'impegno nel prendersi cura della crescita dei nostri ragazzi; spesso il motivo per venirci a scuola riusciamo a farlo balenare nelle loro menti di persone in crescita (e nel loro cuore) se riescono a "sentirci"....se capiscono che noi siamo lì per loro, con loro....il resto viene dopo.....con OCSE PISA .
Meditiamo fortemente sulla QUALITA' DELLA RELAZIONE INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO che instauriamo con gli Alunni, capovolgiamo il nostro punto di vista e saremo pronti per affrontare il cambiamento.

"Non insegno mai nulla ai miei allievi. Cerco solo di metterli in condizione di poter imparare"
Albert Einstein


Serenella Presutti,
Psicopedagogista, Counsellor
Dirigente scolastico dell'I.C. via Frignani - Roma-
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"focus" risultati OCSE PISA 2012
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