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Numero: 2-ottobre 2008- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 24 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Idiosincrasia per la scrittura
La risposta che può dare la scuola
di Traversetti Marianna - Didattica Laboratoriale >>> Percorsi laboratoriali
La questione pedagogica relativa ai crescenti interrogativi sui possibili interventi didattici per riabilitare la lingua scritta in una forma più squisitamente letteraria e corretta, si pongono all'interno di una riflessione teorica che punta il dito contro le abitudini, sempre più attuali nei giovani, di abbreviare e semplificare quanto più possibile la frase scritta, mediante l'uso di codici non prettamente linguistici, ma piuttosto immersi in un abbecedario fatto di sigle, simboli e segni di interpunzione sballati e inadeguati.

Non ci si può stupire di fronte a ragazzi che non sanno come comporre una pagina relativa anche ad un argomento estremamente semplice, come può essere il racconto di un'esperienza personale, visto che i giovani di oggi si nutrono quotidianamente di messaggi inviati tramite cellulare, che costano meno proporzionalmente al numero di parole e di spazi che vi si utilizzano, in cui il linguaggio è grammaticalmente "contratto" omettendo articoli, aggettivazioni, frasi subordinate; ragazzi che vengono assorbiti da slogan pubblicitari con frasi choc e impatti visivi flash, che divengono spettatori di programmi televisivi nei quali si esemplifica all'osso il lessico che si deve ,giocoforza, adeguare al format dei destinatari.
Del resto, la società attuale non è interessata a favorire la capacità critica, a privilegiare la ricchezza intellettuale e rinvigorire il patrimonio di valori etici e sociali, ma piuttosto tende a disinnescare il "tarlo", quasi naturale nei ragazzi, della curiosità, perché li vuole chiusi in campane dogmatiche estremamente semplici, compromettendo lo sviluppo delle facoltà speculative.

E la scuola? Ha una risposta?
Anche se può sembrare ambizioso asserirlo, ebbene sì!
Credo che la scuola abbia quasi sempre una risposta.

La chiave didattica per insegnare a comporre è la motivazione alla scrittura - lettura.
L'aspetto motivazionale, anche per questa ricaduta formativa, è l'anello portante di un iter che, ben strutturato e dinamicamente fluido, conduce l'allievo ad imparare a scrivere attraverso la pianificazione di elementi metodologici che divengono per lui lo strumento di accesso a questa abilità strumentale ed espressiva.

Il primo obiettivo da perseguire in una pratica didattica volta ad avviare l'alunno al comporre ed all'uso delle diverse tecniche narrative è favorire un contesto di interazione e comunicazione sociale, il più possibile sereno ed aperto al confronto ed al dialogo, tra gli attori del processo (gli alunni, gli insegnanti, gli operatori, la comunità scolastica). In questa prospettiva, ad esempio, l'allestimento di una performance teatrale può essere di ausilio perché essa comporta, primariamente, la formazione del gruppo-classe come insieme di entità individuali che agiscono parallelamente ed intrinsecamente tra di loro e per un fine comune.

Il secondo step è dato dalla capacità dei docenti e degli alunni di trovare occasioni significative, tratte da eventi, feste, spettacoli, esperienze condivise, letture animate ed approfondite, che possono felicemente tradursi in opportunità creative di scrittura, focalizzando l'attenzione sulle emozioni che il contenuto dello scritto suscita ed arricchendo la pagina scritta di dettagli che provengono dalla "teatralità" degli eventi ( le cause, gli effetti, le successioni dinamiche, gli stati d'animo, i toni vocali ...); l'attenzione va posta, vale a dire, sul processo creativo dello scrivere, piuttosto che sul prodotto finito.

Il terzo passaggio è indicato nel feedback, nell'interazione di ritorno, innanzitutto, tra l'autore e l'evento scritto e, successivamente, tra lo scrittore e l'interconnessione di significati di cui ciascun lettore è portatore. In questa prospettiva, si attua la ricaduta didattica: nella possibilità che offre la scrittura ai suoi autori di sentirsi parte di una comunità sociale qualificante, perché ricca dei contributi personali di tutte le individualità che ne fanno parte, e significativa perché portatrice di significati aperti e condivisi.

Marianna Traversetti Docente 196° Circolo didattico Via Perazzi 46 - Roma
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