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n. 90 febbraio 2019
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Il '900 nella scuola primaria
"Intrecci e fatti" di Storia contemporanea per costruire il futuro del buon cittadino
di Calcagni Maria - Orizzonte scuola
Quest'anno, nella nostra comunità, si sono succedute delle manifestazioni rievocative, organizzate dall'Amministrazione Comunale, che hanno visto protagoniste le classi quinte della scuola primaria, nelle quali insegno Storia.
Gli alunni, in una prima cerimonia, hanno ricordato e ripercorso, attraverso diverse rappresentazioni e figurazioni, i tragici fatti che condussero alla distruzione della stazione ferroviaria del paese, per mano degli alleati, durante la loro avanzata verso Roma, nell'ultima convulsa fase della seconda guerra mondiale.

Il 29 gennaio è stata la volta della Giornata della Memoria e le stesse classi hanno condiviso con la cittadinanza reminiscenze e riflessioni sull'Olocausto, a testimonianza perenne dei "disumani" eventi che hanno condotto al più grande genocidio avvenuto nella nostra Europa, in tempi e con protagonisti ancora molto vicini a noi.

Con una capacità incredibile, questi ragazzi, che ancora non hanno studiato gli eventi e la storia del '900 come previsto dalle Indicazioni ministeriali, hanno dimostrato grande sensibilità e attenzione verso l'argomento trattato nelle sue articolate espressioni, comprendendone i significati e traendo insegnamenti sul carattere umano, ideologico, sociale e politico di eventi tanto inconcepibili e agghiaccianti quanto ordinari nel suo compiersi tra l'indifferenza e il disinteresse sia del singolo che delle grandi potenze politiche mondiali.
Nello spazio dedicato alla realizzazione delle attività documentaristiche, i ragazzi si sono mostrati curiosi e riflessivi, in una parola maturi per lo studio di una Storia ad essi preclusa, che più di altre risulta vicina alla loro storia familiare e a quella del territorio dove vivono.
Dalla visione dei resoconti dei suddetti accadimenti, avvenuta mediante documenti storici e film adatti all'età, sono partite riflessioni sui motivi che inducono l'essere umano a fare ad un suo simile tali violenze, sul concetto di diverso, di escluso, sul senso della legalità e del rispetto reciproco. Durante la visione di cartoni animati, che riassumevano il susseguirsi degli eventi della seconda guerra mondiale, sono state individuate analogie con comportamenti simili, riprodotti in alcuni videogiochi conosciuti che hanno per temi guerra e sopravvivenza. Mettere dimensione virtuale e reale una accanto all'altra ha permesso loro di rilevare la superficialità con cui alcuni videogame in commercio ripropongono aggressività, violenza e morte.
Ciò che ha reso importante la riflessione sulla ferocia perpetrata nei conflitti è proprio il riconoscere una sua attualizzazione con riferimento a comportamenti di intolleranza percettibili anche ai nostri giorni, per arrivare a vederne segnali da non sottovalutare nei comportamenti scaturiti nelle classe, con specifico legame a dinamiche relazionali tipiche degli episodi di bullismo.

Grazie all'analisi di questi fatti storici abbiamo potuto fornire agli allievi indispensabili strumenti cognitivi, altrimenti affidati al solo poco tempo riservato a temi di cittadinanza, tradotti in competenze sociali e civiche riscontrabili all'interno delle classi.
A mio parere, affidare lo studio della Storia contemporanea esclusivamente alla scuola secondaria limita il panorama da cui partire per trattare i temi che l'attualità continuamente ci impone, col rischio di mantenere i nostri studenti degli ordini inferiori in uno stato di inconsapevolezza delle proprie radici ancora vicine e appartenenti ad una passato che definirei più prossimo che remoto. Lo studio della Storia, in generale, è essenziale per imparare a stare al mondo e acquisire competenze di convivenza civile e di rispetto del ricco patrimonio storico culturale del nostro paese.
La storia è un'antologia, è una collezione estremamente vasta di precedenti da cui trarre insegnamenti e moniti. Ogni avvenimento accaduto in ogni antica civiltà, o ancor più nella Storia contemporanea, ha presentato conseguenze dalla cui riflessione possono partire la voglia e l'esigenza di non riproporre gli stessi errori. Purtroppo la maggior parte di ciò che vediamo oggi è riconducibile a qualcosa che è accaduto anni o millenni fa, qualcosa che poteva essere impedito, fermato.
Lo studio degli avvenimenti passati aiuta ognuno di noi a capire chi è e ciò di cui è potenzialmente capace nel bene e nel male. Tutto ciò che si pensa di poter fare per costruire un futuro migliore per i cittadini di domani è, in un certo senso, stato già provato in diecimila anni di storia dell'uomo, occorre solo un lavoro di analisi e di interpretazione. Se scorporiamo le singole date, la Storia è una imprevedibile narrativa, un palcoscenico in cui vizi e vicende dell'uomo si sono susseguite e sviluppate. Solo studiando il passato, soprattutto quello "prossimo", si comprende il quadro storico in cui ci siamo "evoluti", si prende consapevolezza della propria identità di cittadini, si comprende il presente e si costruisce un futuro di convivenza civile.
Ovviamente dipende da come lo si racconta, ma è innegabile che il migliore autore di romanzi storici sia la Storia stessa.


Maria Calcagni
Sociologa e pedagogista clinico, docente presso l'Istituto Omnicomprensivo di Roccasecca (Fr)
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