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n.6 ottobre 2010
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:17 Novembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Il bambino iperattivo'  >>>
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Il bambino iperattivo
Il seminario che si è svolto il 13 ottobre a Roma
di Rosci Manuela - Organizzazione Scolastica
Compito di un docente è mantenersi in continuo allenamento "mentale", cercando di individuare spazi e tempi idonei dove acquisire aggiornamento e formazione di qualità.
Non è sempre possibile perché l'offerta a volte è povera e non sempre all'altezza delle proprie aspettative. La conseguenza è che spesso si esce da un convegno o da un seminario con la sensazione di non aver acquisito nulla di più o di diverso da quanto già sai.

Per fortuna (!) non è stato così al seminario del 13 ottobre su "Il bambino iperattivo. Strategie terapeutiche ed educative con i ragazzi affetti da ADHD (Attention Deficit and Hyperactivity Disorder)" promosso dall'ASAL (Associazione Scuole Autonome del Lazio) e il Dipartimento di Neuroscienze - unità operativa di Neuropsichiatria infantile dell'Ospedale Pediatrico del Bambino Gesù di Roma.

Il mio interesse per l'argomento è stato dettato sia dalla presenza a scuola di alunni che presentano questo disturbo, sia dall'aver curato recentemente la pubblicazione "Fortunato ...un bambino iperattivo" e-Book di Esterina Castaldo e Loredana Schettini, ottobre 2010 (leggi la presentazione).
Questo doppio coinvolgimento mi ha permesso di apprezzare non solo quanto presentato (il contenuto) ma anche il modo con cui è stato presentato, soprattutto dallo staff del Bambino Gesù; d'altra parte, mi ha permesso di mettere a confronto il lavoro che le due Autrici (la prima logopedista e la seconda insegnante) hanno raccontato partendo dalla storia di Fortunato, dalle difficoltà iniziali con i genitori e poi dalla collaborazione sviluppata, l'intervento cognitivo comportamentale e gli impegni che ogni parte ha assunto: i docenti, i genitori, gli specialisti. Un vero gioco di squadra che ha dato i suoi risultati in questo racconto di intervento su un bambino iperattivo.

Il Prof. Stefano Vicari (responsabile dell'U.O. di Neuropsichiatria infantile del Bambino Gesù) ha inquadrato il disturbo, la difficoltà nel riconoscere il disturbo e l'importanza che gioca la scuola, soprattutto la scuola primaria, proprio nella fase di individuazione e di segnalazione alla famiglia: non certo diagnosi ma l'invio che si può/deve fare per capire se si tratta di un vero disturbo ADHD o altro.
Il Prof. Vicari è stato chiaro nell'indicare un parametro di riferimento: non tutti i bambini "agitati" sono iperattivi; per la diagnosi è necessario che i sintomi si manifestano in più contesti (per esempio a scuola e in famiglia); e che i segni del disturbo (i criteri per la diagnosi) debbano creare un impedimento funzionale, debbano dare un problema al bambino. E' seguita una dettagliata presentazione dei criteri diagnostici (dal DSM IV e Dall'ICI 10) con una indicazione di massima:
in età prescolare si manifesta maggiormente il sintomo dell'iperattività (con un alterazione del ritmo sonno- veglia, ad esempio);
in età scolare predomina maggiormente il disturbo di attenzione e l'impulsività
in adolescenza, il 35% recupera spontaneamente (nonostante la scuola!), il 50% mantiene i segni della difficoltà di attenzione e di apprendimento, il 15% presenta forme gravi di disturbo di adattamento sociale.
Il dato epidemiologico oscilla a seconda dei criteri utilizzati e va da un 4-5% (1 ogni venticinque bambini) all'1-2% delle valutazioni più restrittive.
L'indicazione è che il 10% della popolazione infantile ha un qualche disturbo dello sviluppo!
Sono state poi trattate le cause (fattori biologici, struttura dell'encefalo, il funzionamento dei neurotrasmettitori).

Il dott. Pietro Panei (Istituto Superiore di Sanità) ha indicato il contesto in cui i bambini vivono un fattore di criticità, in quanto le recenti modificazioni sociali non aiutano questi bambini, "il territorio sembra una malgama mal riuscita di integrazione, mentre la cultura era in relazione al territorio di appartenenza...La scuola è una rete che accoglie il bambino per un lasso di tempo. E' il luogo dove si manifestano i problemi. E' un osservatorio privilegiato per valutare lo sviluppo evolutivo. E' un mediatore culturale dove la rete di relazioni territoriale è saltata."Ho trovato questo intervento meno chiaro e coinvolgente del precedente ma è importante sapere che il problema dell'ADHD è "sotto controllo" da parte dell'Istituto Superiore di sanità che ha dedicato un sito proprio a questo dove è possibile trovare info anche riguardo i Centri che sono accreditati e riconosciuto a rilasciare la diagnosi, e il registro per la somministrazione del farmaco ai soggetti affetti dal disturbo.

Il dott. Antonio Cutolo (Miur, Direzione generale per lo studente, l'integrazione, la partecipazione e la comunicazione) è stato l'artefice di iniziative ministeriali sul disturbo, che ha visto anche emanata una circolare a giugno che , forse (?), è rimasta un po' nascosta e l'informazione non ha raggiunto i docenti! Il funzionario ha parlato anche in veste di padre di un bambino con ADHD, puntando il dito sull'incapacità della scuola di dare risposte alle esigenze di questi bambini. Il dibattito ha sfiorato poi toni polemici quando è stato evidenziato che lo stesso Ufficio (Miur) che emette circolari che richiamano alla professione docente ("la scuola fallisce la sua mission formativa!") è lo stesso che compie tagli di personale, di classi (tempo pieno) e di risorse economiche!
Comunque la circolare del 15 giugno 2010 è indirizzata Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali e ha per oggetto: Disturbo di deficit di attenzione ed iperattività.

Sarà necessario augurarci che ci sia un altro genitore-funzionario Miur che abbia un problema specifico con il proprio figlio, per augurarci che altre "attenzioni" siano poste su altri disturbi di cui noi, persone di scuola, ci "occupiamo" ogni giorno?

Il Dott. Giovanni Valeri (Neuropsichiatra infantile dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù) ha affrontato il problema delle terapie affrontando il delicato e alquanto discusso ricorso ai farmaci (Ritanil). Un istogramma ha permesso di visualizzare i successi terapeutici:
1. il solo intervento psicosociale (senza farmaci) raggiunge il 34% di efficacia
2. soltanto l'intervento farmacologico il 56%
3. il farmaco insieme all'intervento psicosociale raggiunge il 68% di efficacia.

L'intervento psicosociale in questo momento più accreditato è quello cognitivo- comportamentale. L'orientamento del dott. Valeri è "che si sviluppi una discussione tra i neuropsichiatri (senza quindi riferimenti alle aziende farmacologiche) per avere un raccordo sulle indicazioni che devono essere calibrate sul singolo (paziente). Non avere eccessive paure".

La polemica sull'impiego del farmaco (movimento giùlemanidai bambini, ad esempio) sembra, dal suo punto di vista, superata proprio dal fatto che non c'è una ingerenza delle case farmaceutiche perché il Ritalin è un farmaco "fuori brevetto", quindi costa poco è ha un'efficacia del 75% con una significativa riduzione della disattenzione, dell'iperattività e dell'impulsività. L'OMS (l'Organizzazione Mondiale della Sanità) stila la lista dei farmaci essenziali e ha sanzionato l'Italia non aveva introdotto il farmaco "che va utilizzato in maniera intelligente" . Ma chi decide se dare il farmaco? Qual è la procedura? Il genitore o l'insegnante segnala il "dubbio" al pediatra di famiglia, che se condivide il dubbio, invia alla struttura territoriale che decide il tipo di trattamento. Se questa valuta la necessità di un trattamento farmacologico, invia il bambino a una equipe specializzata (come ad esempio l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù , ma ci sono altre indicazioni di strutture sul sito dell'Istituto Superiore di Sanità) che compie una serie di controlli periodici.
Il dott. Valeri si augura che ci possano rimanere dei dubbi ma che si possa uscire dal seminario con "anticorpi culturali" per leggere diversamente l'impiego del farmaco.

Il Dirigente scolastico Stefano Sacandi ha presentato le finalità e le attività della Rete delle scuole del Municipio 12° di Roma -Scuoleinsieme- di cui più volte abbiamo parlato nelle pagine di questa rivista. "Siamo in un processo perché affrontiamo i problemi tutti insieme, ma ne affrontiamo sempre di più rispetto a vent'anni fa. Nella scuola si fa integrazione anche niente male. In Europa non va benissimo ...Domani faremo meglio di oggi e oggi facciamo meglio di ieri. Questa è una tematica che nessuno può affrontare da solo" . Poi ha parlato dell'esperienza all'interno della Rete del GLH di distretto, luogo dove è possibile condividere strategie territoriali che, a cascata, influenzeranno anche le scelte che i singoli team faranno nelle classi, per il singolo alunno in difficoltà. "Accogliamo, ascoltiamo, non vuol dire che promettiamo il successo al 100%, con tutti i problemi della scuola. Progetto serio e realistico: un gruppo "tenta" delle soluzioni e assisteremo ancora a momenti di rifiuto. Questi fenomeni accadono, non ci devono spaventare."

Nel pomeriggio i lavori sono ripresi con la dott.ssa Carmen Napoletano (dell'equipe del prof. Vicari) che ha parlato di valutazione di un bambino ADHD: il livello psicologico, il livello adattivo (come funziona il bambino?), le competenze accademiche (lettura, scrittura, calcolo).

La sig.ra Patrizia Stacconi, genitore e Presidente dell'Associazione AIFA Onlus (Associazione italiana Famiglie ADHD) ha parlato del mutuo aiuto e dell'informazione sul disturbo da dare ai genitori. L'Associazione nasce nel 2002 per creare una rete di genitori disponibili all'ascolto e all'aiuto ad altri genitori in difficoltà; per favorire le conoscenze scientifiche; la mappatura dei centri specializzati. L'Associazione denuncia che:
 il disturbo è ignorato e messo in dubbio (per alcuni non esiste!)
 non sempre è diagnosticato e curato
 le terapie sono a carico dell'assistito
 i sintomi sono considerati secondari
 gli adulti non sono seguiti

La situazione è complicata dalle denunce che questi genitori hanno dagli altri per il comportamento dei figli a scuola, ad esempio. Sono spesso bambini espulsi dalla scuola o invitati ad andarsene, o sono bocciati. Sono genitori che spesso devono affrontare i disturbi psichici che si presentano nei fratelli oppure difendersi da consigli e terapie inutili, prolungate e dispendiose.
Tutto questo ha dell'incredibile.
E' intervenuto un altro genitore dell'associazione, Paolo De Luca che denuncia "i ragazzi si sentono costantemente presi di mira e stigmatizzati" e parla di due tipologie del disturbo: ADHD e il disturbo ADD che non presenta iperattività ma disattenzione. "Quale sarà il futuro di mio figlio? Il futuro è adesso, si costruisce oggi, all'interno di ogni classe... Il sostegno è un coordinatore ...devono intervenire i curricolari... Sono ragazzi che se aiutati nel modo giusto possono funzionare "normalmente. Ci sono delle metodologie che possono essere utilizzate con tutti i ragazzi come le mappe concettuali o il sociogramma (per vedere la relazione interna alle classi) .. Il funzionamento sociale è preoccupante perché i nostri figli non li vuole nessuno, non li chiama nessuno. Capite i problemi che abbiamo come famiglie?"

Per ulteriori info vai al sito

Poi sono intervenute delle insegnanti.
La dott.ssa Gaudio (insegnante e psicologa) ha affermato che gli insegnanti riescono subito a capire che un bambino ha un problema, anche se possono non sapere che tipo di disturbo. E subito attivano la famiglia. Nella scuola dell'infanzia è difficile che i genitori accetti una diagnosi, prevalentemente è segnalata l'iperattività. Il pediatra dice che il bambino è un po' agitato e poi si calmerà. Di solito si segnala in seconda/terza elementare: i genitori ascoltano i suggerimenti dell'insegnante e si orientano verso i centri specialistici. Il problema grosso è la socializzazione. Gli insegnanti si sentono frustrati perché riescono a capire poco, i bambini funzionano in maniera discontinua. Se questi bambini riescono ad avere buoni rapporti con docenti e compagni, la loro autostima salirà. Un triangolo disfunzionale vede spesso contrapposti scuola e famiglia: c'è una rottura della comunicazione con l'attribuzione di "colpa"!
Il teacher training consiste nel:
1. conoscere il disturbo
2. conoscere i processi cognitivi che sottendono i comportamenti
3. modificare gli atteggiamenti didattici tradizionali
4. rispettare le caratteristiche di apprendimento del bambino
5. prestare attenzione alla dimensione psicologica

L'insegnate può:
 instaurare delle routine ( le regolarità aiutano a organizzare il comportamento)
 stabilire delle regole: cosa può fare e cosa non può fare (costo della risposta)
 offrire informazioni di ritorno: che cosa è successo? Parlare con il bambino su quale è stato il suo comportamento non adeguato
 cercare la collaborazione dei compagni

Sono intervenute poi le docenti di Monterotondo, di Civitavecchia e dell'I.C. Marta Russo che ha presentato il progetto "La scatola magica":" Per essere dei buoni insegnanti dobbiamo avere nel cilindro tante soluzioni, flessibilità ed empatia, stabilire una relazione con il bambino.. Per lavorare dobbiamo avere chiari i punti di forza ... Questi bambini vivono nel "qui e ora", non ce la fanno ad aspettare ... Dietro una diagnosi c'è la persona.

Non dobbiamo mai dimenticarlo.
Ho cercato di sintetizzare quanto raccolto in questa giornata seminariale per offrire l'esperienza "indiretta" a chi non ha potuto partecipare. Come vi anticipavo, ho valutato positivo l'incontro e alla luce proprio del seminario, ritengo che la storia di Fortunato possa essere un buon esempio di percorso didattico e di trattamento, senza false aspettative, banalizzazioni o ipertecnicismi.

Un contributo affinché tutti i docenti conoscano un po' di più chi è un bambino con Deficit dell'attenzione e iperattività e sappiano anche come muoversi ... un po' di più e un po' meglio.

Affinché un genitore non senta mai più "sfrattato" da scuola il suo bambino.

Manuela Rosci



In allegato:
Vai all'articolo sulla presentazione dell'e-Book "Fortunato ...un bambino iperattivo" di Esterina Castaldo e Loredana Schettini

Portale dell'Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile- Dipartimento di neuroscienze e neuro riabilitazione - prof. Vicari

Sito dell'Istituto Superiore di Sanità

Miur. Circolare 15/ 06/ 2010 "Disturbo di deficit di attenzione ed iperattività"

Il portale della Rete delle scuole del 12° Municipio di Roma

Il Comitato "Giù le mani dai bambini"

Il portale dell'Associazione AIFA Onlus
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