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| Il bello dei bambini |
| A scuola con buonumore |
| di Parisi Serena - Organizzazione Scolastica |
E' vero che l'insegnamento è una professione impegnativa. Abbiamo il dovere di garantire a tutti i bambini il successo scolastico, dobbiamo fare in modo che vengano a scuola volentieri abbattendo la dispersione, dobbiamo insegnar loro nel modo in cui sanno imparare, dando loro fiducia in se stessi, ma calibrando le loro risposte in maniera che siano adeguate al contesto sociale. Non è un'impresa facile! Ma quanto danno loro a noi?
In questi 19 anni dai bambini ho avuto tantissimo!
Anche se la giornata parte male per qualche difficoltà, loro hanno la capacità di farmi tornare il sorriso. Mi vengono incontro nel cortile della scuola correndo quando arrivo al mattino, o si sbracciano vedendomi da lontano. E i loro regali? Disegni pieni di cuori rossi e rosa, guerrieri di Dragonball Z con improbabili pettinature, caramelle appiccicaticce e cioccolatini semisciolti e poi i loro abbracci e baci, bisognosi di dare e ricevere affetto. Quando vengono vicino a me per la correzione di un compito, a volte sembra che venga loro voglia di salirmi in braccio.
Mi tengono sempre aggiornata sugli ultimi cartoni animati, le mode per la loro età, i regali di Natale più azzeccati per i figli degli amici che hanno età diverse da quelle dei miei figli, la musica che va per la maggiore.
Facciamo a gara a chi va ai concerti più belli con i più grandi, o a chi vede i cartoni più recenti con i più piccini.
Chi vive a contatto con i bambini rimane sempre un po' sognatore in un angolino dell'anima, anche se prevale comunque il lato professionale. La cinicità del mondo arriva con un po' di ritardo se hai attorno tanti bambini, ti lasciano addosso una scintilla della loro capacità di vivere in una "realtà fantastica".
L'altro giorno, durante la ricreazione, alcuni alunni mi stavano mostrando i loro stickers, nient'altro che adesivi di tutte le forme, di tutti i colori, profumati e non, ne hanno a migliaia! Riempiono album per fotografie che diventano pesanti come macigni e li dividono per categorie: farfalle, fiori, personaggi dei cartoni, automobili, teschi ed un milione di altre specie. Una volta elogiata la varietà delle loro collezioni ho iniziato la lezione e, prima di insegnare un traditional Christmas carol (un canto di Natale in inglese), ho chiesto se tutti fossero cattolici. Un bambino di origine tunisina mi è sembrato perplesso. L'ho chiamato e gli ho chiesto "Tu sei cattolico?" "NO" mi risponde lui. "Allora sei musulmano?" "No" ribadisce lui. "Fai il Ramadam?" chiedo io per verificare se la parola gli dicesse qualcosa. "Vai in chiesa o in moschea?" Nulla! All'ennesima risposta negativa mi fermo per un istante a pensare e lui, pur di farmi contenta, mi dice "Però ho gli stickers di DIO!"
Serena Parisi, insegnante specialista di inglese, I.C. Via Perazzi,46 Roma.
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