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n. 90 febbraio 2019
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A Carnevale ogni personaggio vale
Super-eroi e principesse dei nostri giorni
di Russo Raffaella - Oltre a noi...
Il Carnevale piace moltissimo ai bambini, è un momento in cui ci si può divertire a trasgredire gli ordini precostitutiti, si possono infrangere le regole "perché ogni scherzo vale!" e soprattutto ci si può "mascherare", si può diventare qualcun altro, qualcosa di diverso da quello che siamo abitualmente, mettendo in scena aspetti che vorremmo avere e che nella vita quotidiana temiamo di non possedere o, più verosimilmente, abbiamo paura di esprimere.

Le maschere che amano oggi i bambini non sono più quelle della tradizione, pochi bambini sognano di vestirsi da Pierrot, con la sua lacrima triste sul volto, da Pulcinella o da Arlecchino. Sicuramente una presentazione in classe delle maschere tradizionali, con la loro connessione al territorio regionale, potrebbe essere utile per permettere ai bambini anche di riflettere sul significato di quei personaggi, oggi così poco conosciuti.
Questo però non deve portarci a pensare che la scelta dei costumi di oggi sia solo dettata dalla televisione e dal cinema, non abbia in sé un valore. I bambini non scelgono a caso, ma sono sempre guidati da fattori che, seppur inconsciamente, li spingono verso un eroe piuttosto che un altro, una principessa piuttosto che un'altra.

Analizziamo alcuni tra i personaggi preferiti dai bambini, quelli a cui vogliono assomigliare, e soprattutto proviamo a capire i perché.

Per i maschietti, il riferimento immediato è quello dei super eroi, "super" in quanto dotati di poteri oltre misura, che chiunque vorrebbe possedere nella vita quotidiana: essere invisibili per vedere senza essere visti, veloci per arrivare dove si vuole in pochi secondi, forti per alzare perfino montagne con un braccio solo.

Passiamo a conoscere tre personaggi nello specifico:

Captain American
E' un ragazzo che per il suo fisico poco forzuto era stato giudicato non idoneo ad arruolarsi nell'esercito americano per combattere durante la seconda guerra mondiale e che grazie ad un esperimento si trasforma in Captain America in grado di realizzare il suo sogno. Perché un bambino dovrebbe identificarsi con questo super-eroe? Perché il Capitano riesce a superare i suoi limiti? Perché di fronte ad una difficoltà oggettiva, fisica, non si arrende, ma trova il coraggio di trasformarsi?
Certamente ciò può avvenire solo con l'aiuto di un altro, in questo caso di uno scienziato. Dovendo ritornare alla vita quotidiana dei bambini, potremmo dire che l'Altro potrebbe essere un genitore o un insegnante, un adulto che riesce a vedere oltre la difficoltà, oltre la differenza, che trova le potenzialità di ogni bambino e crea un ambiente favorevole alla sua crescita.

Hulk
Il personaggio incarna la manifestazione degli impulsi più profondi che vengono fuori senza freni inibitori e in particolare della rabbia. Un bambino sogna di potersi arrabbiare, urlare, prendere a pugni tutto, senza nessuna conseguenza e quindi sceglie di essere Hulk. Non a caso questo super-eroe è tanto amato dai bambini piccoli, di 2-3 anni che si trovano a vivere una prima adolescenza, il primo tentativo di differenziarsi dai propri genitori e di reagire alla valanga di "no".

Spider man
L'uomo ragno è la sintesi di due universi differenti, quello umano e quello animale, l'incontro di due diversità che si trasforma in qualcosa di speciale, di forte, di invincibile. Il ragazzino Peter scopre di essere agile, in grado di muoversi velocemente aderendo alle pareti con mani e piedi. Tutto ciò lo fa sentire tanto forte da poter dire a se stesso che "da grandi poteri, derivano grandi responsabilità". Quando un bambino si sente sicuro delle sue potenzialità, e ci arriva in un percorso di accettazione anche delle parti interne che gli sono più estranee e difficili da comprendere, è in grado poi di muoversi per il mondo, di fare progetti, di tessere le sue ragnatele.

Passiamo ora alle eroine più amate oggi dalle bambine.
Le bambine da sempre si identificano con le principesse, ma le principesse di oggi non sono le stesse di venti anni fa, non aspettano nessun principe che venga a salvarle, perché sanno salvarsi da sole, hanno dei progetti e li portano avanti con le loro forze e le loro qualità.

Elsa di Frozen
La regina dei ghiacci è amatissima dalle bambine, sia nella fascia della scuola dell'infanzia che della scuola primaria. Dopo aver lottato con la gestione del proprio potere, decide di seguire la sua strada e di costruirsi un suo regno, dove sentirsi finalmente libera. È una principessa indipendente, forte, anche se in lotta con se stessa. Solo dopo aver accettato di essere "diversa", facendone un punto di forza, può tornare da chi l'ha sempre amata per quella che era, da sua sorella Anna.

Merida-The brave
Merida vuole crescere indipendente e assecondando le sue predisposizioni; per farlo deve scontrarsi con la madre, con le regole di una società patriarcale e con le sue rigide aspettative. Ha una bellezza anticonvenzionale, con i suoi lunghi e ricci capelli rossi, ed è imperfetta, ma è forte e decide di lottare per essere se stessa.

Vaiana
Vaiana è una ragazza a cui è destinato un grande compito, quello di governare il suo popolo. Prima però dovrà superare una prova: imparare ad esplorare, a farsi aiutare, a scontrarsi col pericolo e quasi a bruciarsi col fuoco. Vaiana è una ragazza che vede oltre, oltre le apparenze di un mostro infuocato, che ha perso la sua bontà perché gli è stato letteralmente rubato il cuore, oltre l'arroganza di un semidio vanitoso che invece nasconde una profonda ferita, quella dell'abbandono da parte dei suoi genitori. Vaiana sa farsi strada, aiutando l'altro e nello stesso tempo conoscendo bene i suoi talenti e le sue qualità.

Insomma i bambini vogliono "lottare" sin da subito per affermarsi e per fare prove di libertà e indipendenza, anche attraverso un costume, ma sicuramente non possono fare a meno della guida degli adulti.


Raffaella Russo
Psicoterapeuta presso il centro S.P.I.G.A. (Società di Psicoanalisi Interpersonale e GruppoAnalisi) e autrice di libri per bambini
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