Torna nella homepage
 
n.82 aprile 2018
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:17 Luglio 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Il colloquio con i genitori'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage

Ricerca avanzata >>>
Il colloquio con i genitori
I luoghi e i tempi per costruire condivisione
di Rosci Manuela - Editoriali
L'anno scolastico è in gran parte trascorso e stiamo per entrare nella fase "conclusiva" e le operazioni che stiamo per compiere sono rivolte a tirare le somme di quanto realizzato, di quanto raggiunto.
Aprile è il mese dedicato alle uscite didattiche oltre che alle prove Invalsi per accedere agli esami finali del primo ciclo. In alcune realtà si progettano le prove di verifica per valutare gli apprendimenti finali, per dare i voti/giudizi nelle discipline. Rimane comunque ancora tempo per concludere e avviare ancora le ultime UdA, le Unità di Apprendimento o Percorsi Significativi, come preferisco definire io quella organizzazione del piano annuale delle attività che incrocia il curricolo disciplinare con l'esigenza fondamentale di promuovere competenze.

E' vero dunque che stiamo iniziando la fase di atterraggio ma la conclusione del nostro viaggio è ancora ricca di tante sollecitazioni e di impegni importanti. Tra questi, il colloquio con i genitori rappresenta un evento a cui prestare un'attenzione particolare. Il colloquio - per sua definizione - è una "conversazione tra due o più persone su un argomento particolarmente importante, che spesso richiede una discussione o un chiarimento", una "conversazione con scambio di idee", un "incontro programmato per discutere argomenti rilevanti".
Pertanto mi preparo al colloquio con i genitori per parlare di un argomento importante (loro figlio, il nostro alunno), che potrebbe richiedere un chiarimento da parte di entrambi le parti, con uno scambio di idee che potrebbero essere diverse e, se non convergono su una linea comune, potrebbero sollevare una discussione. Si tratta sempre di un impegno programmato, anche se al di fuori di quelli in calendario, sia che lo richieda l'insegnante sia il genitore. Non possiamo chiamare colloqui infatti quelli che avvengono al di fuori della scuola, all'uscita o all'entrata, si tratta di semplici comunicazioni che non possono mai assumere i toni e l'importanza richiesta da uno "scambio" di idee per affrontare un argomento notevole. E' sempre corretto definire i luoghi in cui è possibile svolgere le singole azioni: aiuta tutti a comprendere meglio e definire cosa sta avvenendo.
Il colloquio con i genitori è anche tanto altro perché il significato che attribuisco a questo avvenimento (accade solo due, max tre volte l'anno!) non può limitarsi al contenuto (ciò che verrà detto) e alle modalità di relazione (se ciò che verrà detto porterà verso una condivisione o verso una discussione, con posizioni anche molto lontane). Dobbiamo aver chiaro lo scopo che vogliamo raggiungere, che è certo differente, ad esempio, a seconda che si tratti di una classe d'ingresso o che siano genitori già conosciuti. Diverso sarà anche il comportamento del genitore che ha esperienza perché ha figli più grandi, oppure se ha cercato in tutti i modi di farsi assegnare a quella classe, con quei docenti.

L'incontro con i genitori va programmato non solo nelle date ma in quello che vogliamo accada.

Gli elementi quindi da considerare per prepararsi al colloquio con i genitori dovranno tener conto delle possibili aspettative, degli stati d'animo che caratterizzano l'attesa dell'incontro con il docente, con i docenti. Anche il docente ha aspettative nei loro confronti. Vorremmo che apprezzassero il nostro lavoro, che riconoscessero la nostra capacità di aver "capito" il figlio; di riconoscere le eventuali discrepanze nella lettura del comportamento a casa e a scuola; di accettare le richieste o le indicazioni suggerite senza doverle troppo discutere. Se rimanessimo ancorati al concetto di colloquio, potremmo essere tentati di voler parlare solo di rendimento scolastico e di comportamento, sia i docenti che i genitori. Certamente non è questo il comportamento dei nostri lettori e credo che la capacità di condurre l'incontro abbia assunto negli anni toni sempre più professionali ma il pericolo di scivolare in tentazione è sempre dietro l'angolo: rispondere alle sole attese del genitore che giustamente chiede "come va a scuola?" rischia di mantenere in squilibrio lo scambio di idee perché il genitore, non presente a scuola, si deve solo fidare di quanto dicono i docenti. Ed è proprio il riconoscimento della figura docente che sembra farla da padrona, quasi fosse la premessa su cui poi si definisce l'andamento del colloquio. Il docente che si sente squalificato nel suo ruolo, probabilmente agirà in attacco, cercando di affermare il suo pensiero ad ogni costo; altrimenti potrebbe agire passivamente, mandando avanti i colleghi, cercando di non esporsi. Il genitore non sempre ha intenzione di attaccare o squalificare il docente, vuole a sua volta essere riconosciuto capace di educare, di agire con il proprio figlio. Chi non lo vorrebbe!

Il rischio quindi che i colloqui si riducano a incombenze amministrative per i docenti e lunghe attese per i genitori è reale. Se invece immagino il colloquio come un incontro, mi predispongo a cogliere e sottolinearne la "direzione di movimento, e più in particolare il movimento verso persone che siano a loro volta dirette o rivolte verso di noi" (Dizionario Treccani). L'arte dell'incontro presuppone il venirsi incontro, costruire la condivisione, definire l'altro non necessariamente in contrapposizione ma con un punto di vista diverso dal mio. L'incontro richiede energia e non può essere utilizzato solo per dare quelle info (i voti) che oggi assolve il registro elettronico. E proprio l'introduzione di questo strumento sottolinea l'importanza di dedicare il tempo ad altro, che l'informatica non può sostituire: stare insieme per condividere idee, per prendere decisioni, per trovare soluzioni.
Incontrare allora i genitori diventa occasione di conoscenza; significa andare oltre quello che vediamo in classe di quell'alunno, entrando nella sfera privata, quella del "figlio" agli occhi dei suoi genitori; rappresenta la reciproca presentazione/rappresentazione di due mondi educativi, a scuola e a casa; costituisce il fulcro della collaborazione; consente di dirimere incomprensioni che possono nascere in corso d'opera, da subito o durante il percorso scolastico; permette la messa a punto di strategie condivise, seppur diversificate per ruolo e contesto in cui si agisce; offre la possibilità di dare e ricevere rinforzi.

I recenti colloquio con i genitori ne sono stati un esempio: la mamma che dice "se va tutto bene, potevo non venire!" e la risposta" Assolutamente no! E' importante per la bambina avere una restituzione che passa attraverso l'apprezzamento dei genitori e anche per voi sapere che avete fatto e continuate a fare un buon lavoro". Ecco, se dovessi dire cosa abbiamo cercato di trasmettere con la collega è: avete lavorato bene, vostro figlio, vostra figlia sta partecipando, è curiosa, è attenta, si sente che la seguite; siete bravi genitori (ma chi lo dice mai ai genitori!!), certamente faremo un buon lavoro insieme.
Non sempre tutto è rosa e comunque bisogna partire da ciò che funziona, dal pieno e non dal vuoto: "Ha iniziato a muovere i suoi primi passi e sebbene molto titubanti ha bisogno di incoraggiamento. Che ne dite se ......"; "Ci siamo rese conto che arriva troppo stanca e rischia di non approfittare delle opportunità che il percorso scolastico offre per la sua crescita. Che ne dite se ...."; "Siamo convinte che avete fatto molto, forse potreste provare con ..."; "Il comportamento che sta mettendo in atto non funziona, capiamo che a casa non è così ma capirete che vivere in 26 in classe è diverso. Ci fa piacere sapere che non è lo stesso in casa con voi (forse non è vero, ma come facciamo a confutarlo??), perché probabilmente a scuola è più faticoso. Che ne dite se per aiutarlo anche voi ...."

Qualcuno potrebbe pensare che tutto questo non funziona, certamente non con i propri genitori che sono difficili, che non ascoltano, che non collaborano, che non riconoscono l'autorevolezza dell'insegnante ...
E' difficile ma non impossibile. Richiede energia da investire, tempo da dedicare ad ognuno come se nulla fosse più importante in quel momento; vuol dire sorridere ad ogni ingresso del nuovo genitore anche se l'ansia assale perché dalla lista delle prenotazioni vi rendete conto che siete abbondantemente fuori orario; di mantenere la disponibilità all'ascolto e la lucidità per dire, anche se il collaboratore inizia a suonare la campanella, prima per avvisare che mancano dieci minuti al termine dei colloqui, poi per dire che si chiude, poi ancora per segnalare che state sforando un po' sull'orario, poi sempre più insistentemente perché avete un'ora di ritardo.
Accipicchia, vedi ora quando si esce!!
Anche in questo caso è necessario scegliere: rimaniamo dentro i tempi indicati (tre ore) e sacrifichiamo alcuni colloqui oppure "tagliamo" un po' su tutti ... oppure DECIDIAMO che in quel momento INVESTIRE TEMPO con i genitori è fondamentale?

Usciamo dall'aula con il timore di dover discutere, invece no, ringraziamo il collaboratore per la pazienza, siamo le ultime alle 20.35. Mi offro però di chiudere uno dei cancelli, cinque minuti risparmiati per lui.
La mattina dopo, entrando sorridente, trovo tutti i collaboratori con la soluzione: la prossima volta, proponiamo di fare i colloqui in due giorni, perché avete bisogno di tempo per parlare bene con tutti i genitori, ma anche per voi, non potete finire così tardi!

Giusto! Se le cerchiamo, le soluzioni arrivano sempre.


Manuela Rosci
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional