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n 67 novembre 2016
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Articolo 'Il curricolo di storia'  >>>
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Il curricolo di storia
La progettazione in verticale
di Ventre Angela - Organizzazione Scolastica
E' stabilito che le scuole, in base alle Indicazioni, devono dotarsi di un curricolo verticale costruito sulle competenze che stimoli gli alunni e favorisca il raggiungimento di "traguardi" condivisibili e confrontabili a livello nazionale.
Il nuovo obbligo d'istruzione fa riferimento alle otto competenze chiave di cittadinanza acquisibili attraverso i quattro assi culturali, considerati il cardine per la costruzione di percorsi di apprendimento, in grado di consolidare quei saperi e quelle competenze utili alla vita adulta e lavorativa. Non si parla più solo di una testa piena, ma di una ben fatta, che ponga un soggetto in grado di apprendere tutta la vita (1), di unire quello che conosce (sapere) con quello che sa fare (competenze) e con quello che è (saper essere). Le conoscenze, pertanto, hanno un peso importante, ma non sono fine a se stesse. Non siamo più davanti ad un sapere inerte, nozionistico, ma ad un sapere che avrà un peso nella vita quotidiana di ogni singolo studente.
Gli insegnanti sono chiamati a costruire percorsi di apprendimento centrati sullo sviluppo di competenze oltre che di conoscenze: ma quale importanza ha lo studio della Storia in quest'ottica? Se dovessimo considerare la percezione della materia da parte degli studenti risponderemmo nessuna.
Come costruire un curricolo di Storia utile alla formazione delle competenze in chiave di cittadinanza?

Il primo passo consiste nel coinvolgere i discenti in processi che vadano oltre il modello meramente trasmissivo, manualistico della Storia, affinché quest'ultima venga considerata come una vera e propria disciplina di studio e di ricerca utile per la conoscenza degli eventi storci locali, nazionali, europei e mondiali, cogliendo le connessioni con i fenomeni sociali ed economici e per la partecipazione responsabile alla vita sociale nel rispetto dei valori d'inclusione e dell'integrazione.

"La storia è la disciplina che la lo scopo di produrre conoscenze su aspetti, fatti e processi del passato mediante procedure regolate e controllabili e operazioni cognitive pratiche di organizzazione delle informazioni e delle conoscenze"(2).

Bisogna preparare i giovani al futuro, fornendo loro quelle competenze indispensabili per poter essere protagonisti all'interno del contesto sociale ed economico in cui vivono (3), formare cittadini attivi e consapevoli, critici e liberi, aperti al mondo e al futuro. E' importante predisporre un curricolo di storia che interpreti questo intento e una didattica che lo realizzi (4).
Per assolvere al suo compito il curricolo di Storia deve avere le seguenti caratteristiche: ESSENZIALE, articolato per conoscenze e competenze significative; NON AUTOREFERENZIALE, cioè non chiuso nel proprio ambito disciplinare ma interconnesso, aperto alle altre discipline; INTERCULTURALE, capace di far comprendere che le storie del mondo e dell'umanità sono storie di tutti; MODELLATO SULLE DIVERSE SCALE, con riferimento allo spazio, al tempo, ai soggetti; MODELLATO SUI diversi MODI DI ORGANIZZARE LE CONOSCENZE storiche, infatti, poiché gli studenti arrivano a scuola con un proprio bagaglio di esperienze, preconoscenze e potenzialità cognitive, bisogna partire da queste per definire un percorso di formazione di cultura storica il più possibile corrispondente alla maturità degli allievi.
Ciò porta tutti gli insegnanti a progettare una fase curricolare in cui, attraverso la riflessione e la rappresentazione delle esperienze vissute degli alunni, si formino le disposizioni cognitive e affettive allo studio della storia (I fase del curricolo). Una volta individuate le conoscenze possedute, la fase successiva è aiutare gli allievi nella formazione del primo sapere storico (II fase del curricolo). Ciò avviene attraverso la configurazione dei quadri di civiltà che vengono studiati utilizzando una mappa spazio - temporale del passato, stabilendo relazioni tra le civiltà conosciute, eseguendo confronti tra di esse e costruendo periodizzazioni. Appreso il passato del mondo attraverso i quadri di civiltà e la mappa, bisogna verificare che gli studenti abbiano quelle abilità cognitive atte a conoscere le trasformazioni del mondo e a dare ad esse la giusta collocazione spazio - temporale (III fase del curricolo), ossia la formazione del secondo sapere storico. Acquisita la padronanza degli argomenti, non è il caso, come prevede la ciclicità scolastica, di riproporli, ma sarebbe opportuno formare il pensiero critico, lo spirito di investigazione, per promuovere un sapere storico più elevato (IV fase del curricolo), la formazione del terzo sapere storico.
Le fasi, pur perseguendo obiettivi diversi, non sono a se stanti, si integrano l'una con l'altra, in uno sviluppo verticale. Ogni fase prevede traguardi specifici, percorsi d'istruzione differenti in verticale, ma continui, poiché in ognuna gli alunni sono impiegati a organizzare i saperi con le medesime abilità cognitive e operative man mano più raffinate (curricolo verticale di storia).
Il curricolo di storia, così come pensato e progettato, contribuisce con efficacia, insieme con le altre discipline, alla formazione del cittadino competente, fornendo una quota importante di conoscenze e di abilità utili alla formazione delle competenze chiave di cittadinanza.
Diamo alla Storia il valore che merita.

Angela Ventre, insegnante "I.C. Alfieri - Lante della Rovere", Roma


(1) Morin E., La testa ben fatta, Raffaello Cortina, Milano, 2000.
(2) Rabitti M.T., Per il curricolo di storia - Idee e pratiche, Franco Angeli, Milano, 2015.
(3) Lettera di Fioroni al mondo della scuola - anno 2007.
(4) Fioroni, op. cit., 2007.
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