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n.86 ottobre 2018
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Il Dirigente Scolastico nel terzo millennio
Le sfide generazionali: dalla digitalizzazione alla dematerializzazione
di Battisti Claudia - Orizzonte scuola
Portare la scuola nell' era digitale non è solo una sfida tecnologica ma anche organizzativa, culturale, pedagogica, sociale e generazionale.
La "Rivoluzione Copernicana" che la legge 107 del 2015 ha introdotto nel sistema scolastico italiano, puntando proprio, tra le altre cose, sull'innovazione tecnologica, sia nella didattica che negli ambienti di apprendimento, ha portato il legislatore a rinnovare il Piano Nazionale per la Scuola Digitale, già avviato nel 2008.
Il PNSD previsto dal comma 56 dell'articolo 1 della legge 107 del 2015 risponde alla chiamata per la costruzione di una educazione nell' era digitale, attraverso un processo che per la Scuola si deve correlare alle sfide che la società affronta nell' interpretare e sostenere l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita (lifelong learning) e in tutti i contesti, formali, informali e non formali.
Il PNSD prevede che le Istituzioni scolastiche si aprano a momenti formativi organizzati per le famiglie e per gli altri stakeholder territoriali (Comuni, biblioteche, imprese, fondazioni, banche ecc.) cercando di promuovere la diffusione di una cultura della cittadinanza digitale condivisa e dell'alternanza scuola lavoro in maniera diffusa sui territori.
Per questo le scuole devono essere sostenute in un numero di passaggi sempre crescente e via via più impegnativi, dall' acquisto di dotazioni tecnologiche alla loro configurazione, dalla predisposizione di spazi più flessibili, multimediali e innovativi, alla diffusione di politiche organizzative in grado di sostenere le nuove esigenze, per arrivare ad avere un curricolo di istituto, e non solo, al passo con i tempi.
La legge 107 del 2015, prevedendo la revisione del D.I. 44 del 2001, nell' ottica di un'effettiva autonomia finanziaria delle istituzioni scolastiche, va a modificare ed ampliare il contenuto dell'art. 3 del DPR 275 del 1999 e a rimuovere gli ostacoli amministrativi che impedivano di fatto al MIUR di fornire il quadro certo della dotazione finanziaria disponibile annualmente nel bilancio di ciascuna scuola. Con l'assegnazione e l'erogazione delle risorse entro limiti temporali stabiliti per legge e in termini quantitativamente completi per l'intero anno scolastico, si realizza pienamente l'auspicata autonomia scolastica in materia di gestione finanziaria.
Anche attraverso i finanziamenti europei, le scuole dei Paesi membri, partecipando con Programmi Operativi Nazionali (PON per la scuola 2014-2020), possono contare su risorse economiche aggiuntive per "migliorare l'intero sistema ed elevare la qualità dell'insegnamento".
Inoltre l'Unione Europea ha anche previsto la possibilità per le scuole, attraverso il programma "Erasmus +" di ottenere finanziamenti per scambi/mobilità di docenti e studenti, sempre nell'ottica di un miglioramento della qualità dell'offerta formativa.
Ma la crisi economica che il nostro Paese sta attraversando, insieme ad altri nel resto dell'Europa, con l'emergenza delle scelte politico-sociale dettate dal nuovo fenomeno dell'immigrazione che attraversa il Mediterraneo, è arrivata anche fra i banchi di scuola.
Traghettare l'istituzione scolastica verso un cambiamento epocale come quello che stiamo attraversando, senza avere i mezzi adeguati, è davvero una "mission impossible".

Un Dirigente scolastico leader e manager, formato ed informato, un corpo docenti anch' esso aggiornato e valorizzato, collaboratori motivati e stimolati verso il cambiamento, una comunità che condivida e sostenga le scelte della scuola, mezzi e strumenti adeguati: se tutto ciò fosse una realtà, saremmo davvero incamminati sulla strada indicata dalla "Rivoluzione copernicana" della Buona Scuola. Purtroppo non per tutte le istituzioni scolastiche è così.

La legge 107, riprendendo l'art. 7 del DPR 275 del 1999, indica nelle reti di scuole (di ambito e di scopo) una delle possibilità che le istituzioni scolastiche hanno a disposizione per "... valorizzare le risorse professionali...realizzare progetti o iniziative didattiche di interesse territoriale..." nonché organizzare piani di formazione per il personale.
I nuovi strumenti digitali rappresentano senza dubbio una risorsa importante sia per la gestione amministrativa sia per gli obblighi di pubblicità e trasparenza che ogni scuola è chiamata ad assolvere. Secondo quanto indicato dal d.lgs. 82 del 2005 C.A.D.(codice dell'amministrazione digitale) e successive modifiche, le istituzioni scolastiche sono tenute ad avere siti istituzionali semplici, chiari e facilmente accessibili a tutti, devono dotarsi di una casella di posta elettronica certificata, la conservazione dei documenti deve avvenire in formato digitale ecc... La progressiva dematerializzazione infine ha portato all' utilizzo, per i Dirigenti scolastici, della firma elettronica, per i docenti del registro elettronico on line e della pagella in formato elettronico; anche le iscrizioni degli alunni ormai vengono effettuate in modalità on line.

E' auspicabile quindi che con una sinergia di contributi dall'interno e dall'esterno delle diverse realtà scolastiche italiane, si possa passare al più presto dal calamaio al mouse, per poi rendere anche la dematerializzazione una realtà e non più solo un obiettivo.


Claudia Battisti, docente di sostegno dell' IC "Maria Montessori" di Roma
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