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| IL DISCORSO DEL RE. Un film, una storia... |
| anzi...una storia e un film |
| di Presutti Serenella - Long Life Learning |
Il discorso del re. Un film, una storia o forse, come sempre in questi casi, una storia e un film.
Un racconto di "debolezze", di problemi che sembravano insolubili fino a raggiungere il successo, quello più importante, il successo personale.
La storia di Bertie, Re Giorgio VI d'Inghilterra, può essere la storia comune di molti che non credendo in sé stessi, o meglio, avendo "imparato" a non credere in se stessi si trovano spiazzati quando qualcuno dimostra loro il contrario.
Bertie incontra la persona giusta, che lo sa aspettare ma anche stimolare... che sa trovare la leva per sfidare se stesso ed un destino di eterno "ultimo".
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Non è la competizione con il fratello o chicchesia che è alla base dei significati più profondi di questo bel film, ma è la competizione con se stessi per superarsi....
Il film è anche un magistrale esempio di un percorso di coaching, per trovare la motivazione ad andare oltre le apparenze e i pregiudizi di chi ha già scritto un copione per non rendere protagonisti della propria vita gli individui...il bravo coach, un educatore consulente, o, in alcuni casi, un ri-educatore allenatore per trovare la strada della conquista dell'autostima e dell'autoefficacia personale...
Ho conosciuto molti "piccoli Bertie", che già in tenera età avevano maturato la convinzione di non potercela fare, tanto da non volerci neanche provare... coltivando un profondo senso di inadeguatezza, tanto grande quanto la presenza al loro fianco di altrettanti rassegnati adulti....
Molte però sono ormai le prove scientifiche di quanto conti il sostegno alla motivazione e all'autoefficacia personale per cambiare rotta dall'insuccesso al successo, dal problema alla sua soluzione.
Gli studi internazionali più accredidati sostengono queste tesi; in particolare gli studi della Prof.ssa Daniela Lucangeli, dell'Università di Padova, premiati anche dalla prestigiosa Iarld (International Academy for Research in Learning Disabilities), dimostrano da anni che si impara a studiare e a superare le difficoltà come si impara l'impotenza, cioè ci si può convincere della propria incapacità e inadeguatezza da renderle croniche...un punto di non ritorno, soprattutto nell'apprendimento della matematica e delle scienze (dati INVALSI e OCSE lo dimostrano)
Pensate se molti di noi avessero avuto un bravo educatore-allenatore come il magnifico terapista di Bertie, che so...per imparare a fare i problemi o le espressioni con le frazioni?... beh! consiglio a tutti di fissare questo pensiero in testa prima di guardare la magnifica scena finale del film...che vi/mi regalo con grande piacere.
Buona visione e buone feste a tutti!
Serenella Presutti, Dirigente scolastica del 143° C.D."Spinaceto" di Roma, Psicopedagogista, counsellor professionista
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