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n 7 novembre 2010
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Il disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività
disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività
di Castaldo Esterina - Integrazione Scolastica
Eccomi qua di nuovo a parlare di iperattività perché purtroppo ancora se ne parla troppo poco. Mi sono chiesta più volte il perché, ma non sono riuscita a darmi una risposta soddisfacente. Allora mi sono detta che il motivo non è uno solo, ma sono tanti motivi: poca consapevolezza da parte dei genitori, poca collaborazione scolastica, la difficoltà nella gestione di un bambino iperattivo.

Questi e altri motivi portano questo importante argomento ad essere messo da parte, perché è più facile dire che il proprio figlio è particolarmente "irrequieto" piuttosto che ammettere che abbia un problema. Così come per i docenti è più facile mettere in punizione il bambino che si agita in continuazione, che non sta fermo, che ride, parla, scherza, fa le marachelle, non ha regole, piuttosto che capire cosa ha fatto scattare quel comportamento inadeguato.

A tal proposito, vorrei ricordare ancora una volta la storia di Fortunato, un bambino iperattivo, che i genitori non hanno mai capito che il figlio avesse dei problemi, facevano finta che tutto fosse e nonostante i continui richiami da parte delle maestre non si sono mai accorti che Fortunato, con i suoi comportamenti bizzarri, stava cercando aiuto, stava manifestando la sua profonda sofferenza.

Io ho conosciuto Fortunato perché aveva problemi di apprendimento. Oltre ad essere dislessico, Fortunato aveva problemi con la scrittura (disgrafia). Quando scriveva qualcosa nessuno riusciva a capire cosa scrivesse, nemmeno lui. Per le maestre era quasi impossibile riuscire a decifrare i suoi testi.
Si sono rivolti così alla logopedista.

Fin dall'inizio mi sono accorta che oltre alle evidenti difficoltà di apprendimento c'era qualcos'altro. Parlando con i genitori loro dicevano che a casa era vivace, insieme al fratellino, ma non notavano niente di problematico! Le maestre, invece, si sono mostrate molto preoccupate del comportamento di Fortunato. Abbiamo deciso che era il caso che il bambino fosse visitato da un'equipe multidisciplinare cosicché si potesse delineare il profilo cognitivo-comportamentale di Fortunato.
Logopedista, psicologa, educatrice, neuropsichiatra infantile, genitori, maestre tutti uniti per il bene del bambino.

La parte più complessa all'inizio è stato far capire ai genitori il reale problema di Fortunato; abbiamo organizzato degli incontri con loro dove si discuteva del DDAI, abbiamo cercato tutti insieme di stilare una lista di consigli da dare ai genitori ma anche a scuola, in modo tale che tutte le persone che ruotavano attorno a Fortunato potessero essere pronte ad affrontare i suoi comportamenti inadeguati. Tutto questo è durato per circa un anno e mezzo durante il quale Fortunato seguiva la terapia logopedia e la terapia cognitivo-comportamentale.

Oggi Fortunato ha 10 anni, è un bambino diverso anche se continua la terapia per consolidare tutti i successi e i progressi che ha fatto.

Fortunato è solo un esempio di quello che i bambini iperattivi devono affrontare, ma basta che la collaborazione sia totale, che tutti siano uniti per il bene del bambino e i successi arrivano.

Per saperne di più sull'iperattività e sul percorso di Fortunato: ho scritto un e-Book insieme a Loredana Schettini, perché credo che l'esperienza di ognuno di noi possa essere un contributo per il lavoro degli altri.

Esterina Castaldo, logopedista, Roma

Puoi approfondire:
Esterina Castaldo e Loredana Schettini: "Fortunato ...un bambino iperattivo" e-Book, Sysform Editore, ottobre 2010
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