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| Il fascino indiscreto della lettura |
| Chiediamoci cos'è e soprattutto perché... |
| di Traversetti Marianna - Attività Laboratoriali |
Indiscreta, affascinante e complessa... un universo personale e sovente sorprendente che abbraccia tra le sue movenze seducenti ed incalzanti le conoscenze e le culture. Questo è la lettura: un'implicazione emotiva ed un'attività cinestetica che attraversa e cavalca molte esperienze e che avvolge in sé, quasi inconsapevolmente, tutte le discipline scolastiche e le fonti del sapere più autentico. Essa, vale a dire, si esplica nel paradigma formativo come un processo di ricerca, di comprensione e di interpretazione del significato del testo per costituire la risposta ai bisogni personali e sociali dell'individuo. E'ormai cosa nota al mondo pedagogico che l'atto del leggere è un processo cognitivo complesso in cui trovano applicazione sia fattori percettivi che concettuali e per il quale sono interessate molte funzioni del cervello: dall'attenzione alle funzioni sensoriali, dalle operazioni di classificazione e categorizzazione a funzioni mnestiche di vario tipo.
In questo senso e preciso contesto d'indagine la lettura prende le mosse con la veste affabulatrice di un processo complesso, tramite cui si instaura un rapporto di ineluttabile ed a volte impercettibile comunicazione con l'ambiente. Ed è proprio la stretta relazione tra lettore e contesto la condizione necessaria per "leggere" la realtà in modo autonomo ed indipendente, per far sì che la libertà di pensiero possa svilupparsi ed esplicarsi nelle sue forme più proprie e diversificate.
Quando, dunque, si discorre di "lettura", si intrecciano i due piani attraverso i quali questo atto si compie: il processo di decodificazione dei segni, l'atto puramente tecnico in sé e tutte quelle operazioni che tale esercizio richiede per la comprensione del significato del segno. Nel momento in cui si avvia la capacità di lettura, vale a dire, vengono ad attivarsi l'abilità di acquisire tecniche strumentali per la decodificazione del segno scritto e l'azione di sviluppo del processo cognitivo - costruttivo che permette di capire ciò che si legge.
In questa prospettiva, dunque, è assolutamente indispensabile che la scuola, il mondo dell'educazione, più propriamente gli insegnanti, promuovano un impianto programmatico di apprendimento della lettura in cui i due piani non solo non sono distinti e disgiunti, ma al contrario l'uno non può prescindere dall'altro. E ciò vale per tutti i bambini che imparano a leggere in prima classe e, ancor più, vale per tutti quegli alunni in difficoltà di apprendimento che non concettualizzano la lettura come conquista di significato, di senso e di autonomia personale, ma restano ancorati ai processi di decodifica del segno grafico perché incontrano molte difficoltà legate alle funzioni vitali: alla memoria, alla categorizzazione, all'analisi...
Marianna Traversetti Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi 46 - Roma
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