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n.2 aprile 2010
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Il fenomeno del "vulcanismo" nella Scuola
Cosa hanno in comune il Bullicame e la Scuola....
di Riccardi Barbara - Didattica Laboratoriale
il Bullicame- terme di Viterbo
il Bullicame- terme di Viterbo
Il Bullicame è un luogo meraviglioso e naturale che raccontato dai grandi viaggiatori di passaggio da Viterbo. Non è un caso se Dante Alighieri parla del Bullicame. Infatti, nella Divina Commedia, non c'è posto per luoghi che non siano di una grande ed unica bellezza. Quindi il Sommo Poeta, già nel XIV secolo, investì il Bullicame di un titolo che oggi in termini moderni è chiamato "Patrimonio dell'Umanità", ed è gestito dall'Unesco.

Il Bullicame sta lì a ricordare che Viterbo è una zona vulcanica interessata attualmente da un vulcanismo cosiddetto secondario. Il vulcano di Vico (400.000 anni fa) è quello che ancora consente al Bullicame di erogare acqua calda a 58 gradi centigradi. Recenti scoperte hanno infatti stabilito che una goccia di pioggia che cada sulla catena montuosa dei Cimini, dopo 6 o sette mesi compare sulle nostre tavole sotto forma di acqua potabile. Ma se la stessa dovesse entrare nei profondi meandri che alimentano le falde acquifere termali, ebbene quella goccia impiegherebbe 30 o 40 anni per ritornare in superficie dalla caldaia del Bullicame.

Nei versi danteschi (Inferno canto XIV) il Somma Poeta mette a fuoco due "notizie". Le peccatrici presenti vicino alla "callara", secondo alcuni commentatori della Commedia il termine peccatrici potrebbe essere stato trascritto male al posto di pettatrici. Quest'ultime erano braccianti che provvedevano a mettere a bagno nell'acqua del Bullicame i fasci di canapa per la macerazione. Infatti, in quel periodo del Medioevo Viterbo era famosa per la qualità del lino e della canapa che era bianchissima e molto ambita. (da Wikipedia)
Anticipando quello che oggi, con cognizioni di causa affermano i testi di medicina: le acque terapeutiche del Bullicame sono una vera panacea per la cura delle infiammazioni di ogni genere. Poi la seconda notizia è racchiusa nei versi "lo fondo suo ed ambo le pendici/fatt'erano pietra e margini di lato". Infatti, dovunque passi l'acqua di questa sorgente, la terra si trasforma uno strato di travertino. Intorno alla "callara" si può ancora oggi leggere la storia dei ruscelli che in passato uscivano da questa nelle concrezioni pietrose che questi flussi hanno lasciato sul terreno. La cosa stupenda che è un luogo fruibile gratuitamente da tutti.

I suoi abitanti si adempiono a prendersene cura come una loro proprietà, una loro creatura. Come perfetti ed attenti padroni di casa, scrutano minuziosamente gli erranti visitatori che condivideranno con loro tale spazio. All'inizio scostanti e poco socievoli, si dimostrano poi gioviali e chiacchieroni, vicini di vasca dediti alle onoranze di casa, ospitali, offrono ogni bontà gastronomica con generosità, concedendo inoltre i loro comodi cuscinetti di gomma per un relax da veri sovrani del Regno della cura psicofisica.

Cari lettori non ho cambiato lavoro, non faccio parte della Proloco di Viterbo, la mia mission rimane sempre l'insegnamento, e arrivo al dunque. "Intrigata" da tal bellezza e di tanto benessere, ho pensato così di utilizzare il Bullicame come alto valore simbolico.
Il Bullicame come esempio, per caparbia, resistenza, estrema bellezza e soprattutto per le sue doti curative, per la sua natura vulcanica, per l'aspetto gratuito, possiamo dire che il Bullicame può essere paragonato alla scuola, ma fino a quando lo sarà? Fino a quando ci permetteranno di esercitare il nostro lavoro senza spegnere il fuoco di passione che nasce dal desiderio di trasmettere cultura gratuitamente creando un clima ed un ambiente di benessere piacevole e sereno? Sarà solo una scuola dell'immaginario fantastico, una scuola che andrà scomparendo? Della scuola rimarrà solo la parola in un vocabolario?
Coraggio non arrendiamoci, la forza del vulcano è con noi!!!....silenzio, tutto tace, nessuna risposta....

Se ci chiediamo cosa sia questo silenzio intorno a noi, al tempo stesso assordante, ascoltiamo i nostri puntini di sospensione interiori che hanno bisogno di essere disegnati e che attendono fiduciosi delle risposte. Carnosi e tondi, se ne stanno sparpagliati nella nostra testa, hanno voglia di chiarezze. Solitari, si chiedono perplessi quando sarà il momento di parlare, esporre, tirar fuori la parte vera di ognuno di noi. Parlare di quello che desideriamo per i nostri ragazzi, quello che vogliamo trasmettere e donare. I nostri puntini silenti, nicchiano, rimbalzano, qualche volta bisbigliano, ma la maggior parte tacciono senza esporsi a pareri, iniziative e proposte operative. Perché accade tutto ciò?...Perché...
....certo è che la fantasia, la creatività, non ce le possono togliere, l'arte ci può venir incontro, aiutare a superare le barriere comunicative. Oltrepassare il confine dell'impossibile, il diniego del non osare, "Non ti muovere"...

Come "Ladro di bambini" catturiamo ed esaltiamo la fantasia e l'immaginazione, aiutiamo lo spirito critico, consolidiamo opinioni, idee, aiutiamo i nostri ragazzi a rafforzare la loro autostima, consolidiamo le loro abilità.
Il vero "Ladro di bambini", direttamente dal grande schermo in carne ossa, è venuto a trovare proprio noi nel nostro 143° Circolo Didattico. L'attore cinematografico e teatrale protagonista principale del film, Enrico Lo Verso, che ci ha regalato un momento di vera magia. Un giocoliere tra parole, domande e interventi si è conquistato la curiosità proprio di tutti, piccoli e grandi. Noi ben sappiamo che non è cosa facile e che tutti sanno fare.
Capacità/dote che è solo di chi parla con passione e dedizione di quello che fa e che ama fare.
Uno stimolo a non arrendersi, ad andare avanti, contro anche situazioni e persone che ti affossano, per le quali è tutto catastrofico, inutile. Cos'è gelosia? Voglia di emergere? Cosa fa diventare una persona un'arma da guerra contro gli stessi simili?
Perché non si collabora unendo le forze di ognuno remando verso la stessa direzione, invece di schiacciare e ferire con le parole, senza costruire, distruggendo solo perché l'altro fa, ha voglia di fare?
Perché invece di puntare solo il dito non ci stringiamo tutte e cinque le dita della mano con sincera intenzione per arrivare a fini comuni, eliminando ruoli da prime donne/uomini?...
Prendere esempio da chi lavora con fervore, gioca con i più piccoli, con animo da bambini.

Questo ci ha regalato Enrico. La sua bravura? Creare un dialogo alla portata dei piccoli, la capacità di pensare ed interagire con il loro mondo fatto di curiosità e fantasia.
Impariamo dai nostri ragazzi le regole del gioco, osserviamo quello che ci circonda, la natura, gli animali, gli eventi, così da comprendere perché le cose sono conseguenza di altre, per poterci muovere nel miglior modo possibile.
Da tutto quello che abbiamo intorno possiamo capire come comportarci, imparando dall'esterno si può comprendere cos'è che possiamo fare. Non ci si può arrendere davanti alla prima difficoltà/fallimento, si comincia dal basso, dall'interno, dalla fucina del nostro vulcano interiore, per poi pian piano espanderci, come il Bullicame, che passa e lascia parte di sé. Educare per lasciare in dono qualcosa di noi.

Grande entusiasmo da parte dei partecipanti al nostro Cineforum, pochi si, ma buoni intenditori. Fino alla fine i nostri piccoli spettatori hanno gustato ogni battuta per poi commentare insieme al nostro ospite ogni curiosa perplessità con vivace partecipazione.
Questo entusiasmo di una nicchia di elitè sia il virus di passione e bramosia di conoscere, che chiede "ancora, ancora...", che andrà in giro contaminando e diffondendosi tra i altri fruitori non solo della nostra scuola, ma anche di quelle limitrofe di ogni ordine e grado. E' questo lo scopo, convogliare grandi e piccoli in un momento di condivisione tra cultura e divertimento, leggendo con occhi diversi personaggi, storie e ambienti filmici ritrovabili nel quotidiano vivere di tutti i giorni.
Che dirvi, indossiamo il nostro sorriso migliore, il più splendente che abbiamo, tronfi e sicuri di noi oltrepassiamo le barriere mentali di gente gretta/grezza, scavalchiamo le costrizioni di pensieri provinciali, abbattiamo il ghetto di reclusione di gelosie demodè, bardiamoci di tutori di protezione e annientiamo le barricate di squadroni anti passione, anti insegnamento vulcanico, ma da encefalogramma piatto.

P.S. Un grande abbraccio e un speciale grazie per la dimostrazione di affetto dei fans piccoli e grandi: II A, III A, V A del Plesso di Avolio. Andiamo avanti tutta siamo forti così!!!

Grazie al principio dell'amore reciproco gli uomini sono destinati ad avvicinarsi l'un l'altro continuamente, e grazie al rispetto, che essi si debbono vicendevolmente, a tenersi a una certa distanza l'uno dall'altro; e se mai una di queste due grandi forze morali venisse a mancare, allora 'il nulla dell'immoralità inghiottirebbe nelle sue fauci l'intiero regno degli esseri (morali), come una goccia d'acqua'". I. Kant, Metafisica dei costumi

Barbara Riccardi Docente 143° CD Spinaceto - Roma
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