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n. 73 maggio 2017
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Articolo 'Il giudizio "sospeso"'  >>>
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Il giudizio "sospeso"
Una decisione degna di "nota"
di Pettinari Francesco - Orizzonte scuola
In principio fu la nota sul registro, poi, di nota in nota, dal singolare si passò al plurale indefinito, ci fu l'avvertimento, l'ultima chance e, infine, dopo averle provate tutte, piombò sugli alunni quella parola di per sé quasi aerea, impalpabile, appesa tra cielo e terra eppure foriera di una sinistra e severa pesantezza: la sospensione.
Cosa fare se due ragazzi, alti 1 metro e 30 l'uno, da quasi un anno non la smettono di stuzzicarsi, punzecchiarsi, provocarsi?
Quando, per dirla col frasario tipico del prof., "nonostante i continui richiami" nulla o poco cambia?
Se neppure i rinforzi positivi e i premi, le strategie più innovative ed efficaci, i ripetuti colloqui con i genitori e col dirigente scolastico danno i loro frutti?
Sospensione, l'ultima frontiera dei casi renitenti e disperati.
Ecco allora riunirsi il Consiglio Straordinario, una sorta di "Protezione Civile Scolastica per le calamità"; la coordinatrice espone l'ultimo fattaccio accaduto e le prime proposte per tentare di dare risposte valide e adeguate.
C'è sempre, in ogni Consiglio di classe che si rispetti, un piccolo Parlamento; c'è l'area oltranzista, quella che la sospensione di sette giorni è l'unica soluzione (che se lo tengano pure i genitori a casa per un bel po'!), l'area liberale, quella per cui bisogna sempre e comunque comprendere gli alunni e che non metterebbe una nota sul registro neppure a chi si arrampica sulle finestre armato di coltelli a serramanico; c'è, infine, l'area moderata, quella che "vediamo cosa si può fare e troviamo insieme una soluzione".
Una cosa ho capito con certezza sulle dinamiche dei Consigli di classe: se vuoi far prevalere la tua linea devi cercare alleanze, devi creare una condivisione di idee tra aree affini del "Parlamentino", ancor meglio se prima della seduta comune.
Nel caso in questione l'area liberale si è alleata con l'area moderata e qualcosa di buono per gli alunni, forse, ne è uscito fuori:

-"No, la sospensione, lasciandoli stare a casa, non funzionerebbe, sarebbe per loro sì una giusta sanzione, ma rischiamo di far vivere loro quasi come un premio il dover restare a casa, senza contare il fatto che daremmo un messaggio negativo di esclusione non particolarmente educativo".

-"La sospensione è la sospensione, o se ne stanno a casa e se ne occupano i genitori o non ha alcun senso questa sospensione con obbligo di frequenza", ribatte l'area oltranzista ai moderati e ai liberali, in netta maggioranza e i cui interventi, esponente dopo esponente, stanno avviando la risoluzione verso una mediazione costruttiva.

-"Capiamoci bene, anche noi li vogliamo sospendere, bisogna dare un segnale chiaro a loro e alla classe e, quindi, su questo punto siamo tutti d'accordo, ma prendiamo in considerazione gli effetti positivi che potrebbero derivare da una sospensione con obbligo di frequenza, ben pensata e organizzata. Potrebbero svolgere durante quella giornata un'attività comune, insieme, che li metta faccia a faccia per produrre qualcosa di buono", controbattono i liberal-moderati.

Dall'area oltranzista, improvvisa e inattesa, arriva un'idea geniale: -"Potrebbero fare un cartellone su Torino, la città in cui andranno in gita giovedì prossimo, con immagini e didascalie da presentare poi alla classe".

Una proposta fantastica, penso subito! Il dado è tratto, le resistenze sono oramai sciolte, lo sento, il repentino coinvolgimento dell'esponente oltranzista, più o meno inconscio, segna un decisivo punto di non ritorno.

"In quel giorno svolgeranno il lavoro senza incontrare i compagni di classe, nella biblioteca, perché è pur sempre, a tutti gli effetti, una sospensione rispetto alle normali attività", aggiungo con piglio, fornendo un assist tattico all'area oltranzista che sembra apprezzare l'intervento fuori campo.


Se l'appetito vien mangiando, le idee vengon pensando e così, di seguito, la collega di scienze motorie si fa avanti, appoggia in pieno la mozione liberal-moderata e propone di far svolgere ai due alcune attività di cooperazione corpo a corpo, poi arriva la disponibilità del prof. di tecnologia, un liberale doc.
Insomma il quadro è completo e la mozione presentata viene approvata dal "Parlamentino" a maggioranza quasi assoluta: io introdurrò la giornata con alcune dinamiche prosociali e di conoscenza reciproca, il prof. di tecnica, fornito di squadre e righe, imposterà insieme a loro il cartellone e poi, dopo aver condiviso le regole di condotta da rispettare, procederanno fino all'ultima ora nella realizzazione del lavoro anche insieme all'educatore.
Mi sembra perfetto! Una sintesi ben riuscita di tutte le aree, ne usciamo tutti visibilmente soddisfatti ed è cosa rara, a dire il vero, per un Consiglio di classe, troppo spesso ridotto a sterile adunanza elencatoria di ciò che non va.
Abbiamo stabilito che daremo loro uno stop, una sanzione seria perché sono ripetutamente andati oltre i limiti, ma, allo stesso tempo, indicheremo loro di nuovo, ancora, senza stancarci, la direzione giusta, la strada da percorrere, daremo una nuova opportunità con tutte le risorse umane, i mezzi e gli strumenti che possiamo mettere in campo.
Tutto il contrario della sospensione, a ben vedere. Non un "tenere sospesi" come dice alla lettera la parola, un lasciare nell'incertezza, ma un tenere dentro e insieme, dentro la scuola e le sue regole, dentro la collaborazione e la condivisione.
-"Se la sospensione ha questi effetti ci tocca sospendervi tutti i giorni", dico ai ragazzi mentre li vedo organizzare insieme gli spazi sul cartellone, scegliere i colori più belli da utilizzare e li sento dirsi: "Che ne dici Luca se la O di Torino la facciamo a forma di pellicola cinematografica?" e li ascolto incredulo domandarsi: "Scusa, posso? Mi passi per favore la colla? Ci sta bene il verde col giallo? Dai, che ce la facciamo a finirlo entro le due!".
-"E comunque no, grazie prof! Facciamo ancora il lavoro insieme, ma senza sospensione", mi dice Luca con gli occhi piccoli e il sorriso tra i denti.


Francesco Pettinari, docente di sostegno, IC "Morosini Manara", Milano
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