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Numero: 1 -Dicembre 2007 -Anno I-   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 21 Settembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Articolo 'Il lavoro sul testo'  >>>
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Il lavoro sul testo
L'importante comunque è partire da un principio irrinunciabile...
di Rossini Simonetta - Didattica Laboratoriale >>> LARSA di Italiano
Perché si insegna ai bambini a leggere un testo, a lavorarci sopra?
Perché leggere è bello, perché "fa bene". Ma soprattutto perché gli si offre la possibilità di imparare a leggere la vita. Gli si insegna a muoversi in una realtà complessa e articolata che si può affrontare solo se si conosce.
Troppo ambiziosa come spiegazione? Io non credo.
Insegnare a leggere in modo strumentale tutto sommato non è difficile....Lo è molto di più insegnare a leggere quello che è scritto tra le righe, quello che non è così evidente come si crede, quello che " non c'è scritto".
L'obiettivo principale è quello di far maturare nei bambini capacità e competenze che gli permetteranno anche in futuro di porsi domande quali: che cosa mi vuole dire questo testo?.....quale richiesta in termini di lavoro e di risposta mi pone?....quali nuove conoscenze scaturiscono dalla sua comprensione?...
Quando si propone ai bambini un lavoro sul testo si dovrebbero evitare due rischi : il bambinese e la banalità.
Il primo riguarda i testi "troppo confezionati" per i bambini, fatti di niente, dedicati ad un pubblico ...che non sembra in grado di ragionarci su più di tanto; il secondo riguarda una lettura superficiale e poco "partecipata", con successive domande del genere....chi è il protagonista?..... che cosa fa?....ti sei mai trovato nelle sue condizioni ?....racconta!!!!
L' approccio al testo dovrebbe creare un momento speciale, di grande empatia tra chi legge e chi ascolta; sguardi, toni, gesti dovrebbero essere usati per coinvolgere tutti i soggetti presenti.
Ogni volta che lavoro sui testi cerco di tener conto di quanto segue:
- Scegliere un testo significativo non necessariamente per bambini ( ...molti bambini sanno che esistono libri bellissimi che si intitolano "Il nome della rosa...I miserabili..."). Personalmente, delle riviste specializzate o dei libri di testo, uso solo quelle che possono fare da spunto per analisi approfondite e per attività il cui obiettivo fa riferimento a quanto espresso sopra. Molti dei testi che propongo fanno parte delle mie letture, dei "miei libri preferiti" (ho sempre una matita a portata di mano per sottolineare qualcosa che posso portare ai miei alunni). A volte può essere comunque utile e interessante anche un semplice foglio sul quale qualcuno ha scritto un appunto, una ricetta ....
- Spiegare ai bambini che stanno per vivere una bella esperienza , che stanno per conoscere un testo importante, speciale, che tutti arriveranno a comprendere ed apprezzare.
- Leggerlo (a volte sarebbe meglio dire " recitarlo") a voce alta oppure proporre una lettura individuale tenendo conto dei diversi tempi di ognuno.
- Spiegarne il contenuto, i termini difficili facendo sempre riferimento alle esperienze dei bambini, coinvolgendoli nella ricerca di risposte attraverso l'analisi delle conoscenze già in loro possesso. Ogni nuovo sapere si deve costruire su conoscenze preesistenti.
- Lasciarli parlare, sollecitare le loro emozioni e le loro impressioni facendo attenzione alla coerenza e all'attinenza degli interventi, ai tempi....ma senza l'ansia del compito da fare (ma questi bambini quando hanno il tempo di parlare per essere ascoltati?).<</i>br> - Premesso che esistono molti testi con finalità comunicative diverse, portare i bambini a comprendere a quale genere il testo appartiene e quali sono le caratteristiche che lo distinguono dagli altri con la consapevolezza, comunque, che in ogni testo possiamo incontrare caratteristiche che forse non pensavamo appartenessero a quel genere: il testo insomma è "una cosa viva" o meglio, il modo in cui lo si legge lo rende tale. Quando inizio a lavorare ho ben chiaro l'obiettivo del lavoro ma posso abbandonarlo in favore di qualcosa che il gruppo classe ha individuato, in favore di un clima particolare che si è creato e che porta in una direzione diversa da quella iniziale ma non per questo meno importante.
- Spiegare con chiarezza quale sarà l'obiettivo del lavoro da fare con quel testo.
- Procedere poi con le indicazioni didattiche proprie di ogni testo.

Ogni indicazione deve comunque partire da un principio irrinunciabile: il rispetto delle diverse potenzialità di ogni bambino inteso sia come valorizzazione delle abilità e delle competenze in loro possesso sia come consapevolezza che ad ognuno di loro spetta un canale comunicativo "speciale".

Simonetta Rossini Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi - Roma
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