Torna nella homepage
 
n.19 gennaio 2012
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:15 Novembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Il lungo percorso della valuta... >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Per visualizzare le sottoaree clicca sull'icona
Dalla redazione Dalla redazione
Dedicato a te Dedicato a te
L'intervista L'intervista
Long Life Learning Long Life Learning
Orizzonte scuola Orizzonte scuola
Sotto la lente Sotto la lente
Editoriali Editoriali
Integrazione Scolastica Integrazione Scolastica
Didattica Laboratoriale Didattica Laboratoriale

Ricerca avanzata >>>
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Il lungo percorso della valutazione
Un viaggio alla scoperta di sè
di Ansuini Cristina - Long Life Learning

‎"Spesso gli amici mi chiedono come faccio a fare scuola e come faccio a averla piena.
Insistono perché scriva per loro un metodo, che io precisi i programmi, le materie, la tecnica didattica.
Sbagliano la domanda, non dovrebbero preoccuparsi di come bisogna fare per fare scuola, ma di come bisogna essere per poter far scuola".

Don Lorenzo Milani


In un mondo ideale l'insegnante dovrebbe "essere" qualcuno, con una sua interiorità ricca ed articolata, con una voglia costante di mettersi in discussione, di rinnovarsi, la cui forza motrice sia la curiosità. Sotto questa luce il momento della valutazione è davvero cruciale, perché punta a mettere in discussione non gli apprendimenti solo dei bambini, ma soprattutto quello che si è fatto per loro, per dare ad ognuno l'opportunità di apprendere secondo le proprie capacità, a modo suo.

Proprio per questo non vivo molto bene questo momento, questa parte della mia professione in cui spesso mi si chiese una data uguale per tutti, una scheda - magari in comune con altre classi diversissime dalla mia-, una standardizzazione di una lavoro che, secondo me, non può essere standardizzato.
Che dire allora di quell'intervento brillante che ha messo in chiaro che il riconoscimento del verbo in una frase era ormai acquisito? E di quella luce chiara negli occhi dopo aver afferrato un passaggio cruciale nella storia degli Etruschi? O di quel disegno che raccontava tutta la storia appena letta insieme?
Non è facile da spiegare ma per me la valutazione più che un momento di riflessione e di concentrazione è un lungo processo, tutto da percorrere, da osservare, da elaborare non tanto all'esterno, ma dentro di me, un continuo "mettersi dall'altra parte", un costante rimodulare attività e interventi.

Messa così la faccenda è tutt'altro che semplice e sembra addirittura di una difficoltà praticamente insormontabile, ma avendo la cura di provare a "sentire" cosa c'è dall'altra parte o se, più banalmente pensiamo a tutti quei bambini penalizzati da valutazioni sbagliate o frettolose, forse vale comunque la pena provare.

L'OSSERVAZIONE credo che sia un elemento imprescindibile: studiare le reazioni dei bambini ad una nostra proposta, leggere le espressioni, il loro modo di mettersi al lavoro. Tutto questo ci dà una serie di informazioni utili sul modo di procedere, se proseguire su quella strada o se vale la pena tentare un'alternativa: mi è capitato più volte di entusiasmarmi per una storia o un libro su cui lavorare in classe e decidere poi di cambiare percorso perché i bambini non lo trovavano per niente stimolante e gradevole.
La valutazione quindi come esperienza quotidiana che deve basarsi sempre sulla CONSIDERAZIONE DELL'ALTRO: l'esperienza più brutta che si possa fare, più ancora della non accettazione, è quella della non considerazione, del sentirsi trasparente, magari per qualcuno a cui teniamo.

Mi capita spesso di riflettere su questo, quando tocco con mano che la considerazione di qualcuno che stimo non arriva, quando leggo sui giornali di quanto poco contino gli insegnanti nella nostra società, quando ascolto banalizzazioni sul nostro lavoro...

E allora: come può sentirsi un bambino quando non ha neanche uno scambio oculare con la sua maestra? Quando si accorge che una prova non è nelle sue corde? Quando la sua timidezza non gli consente di esprimere tutto quello che ha imparato?


Può essere salutare ogni tanto rimettersi in gioco come discenti e analizzare le nostre sensazioni e le nostre emozioni;...come ci valuteranno i nostri insegnanti di un corso di francese o di psicopedagia?

Cristina Ansuini, Psicologa, Docente presso la scuola "2 ottobre 1870", I.C. Piazza Borgoncini Duca, Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional