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| Il mestiere di maestra |
| Una professione come "modo di essere" |
| di Ansuini Cristina - Attività Laboratoriali |
Alla fine dello scorso mese di novembre l'occasione dell'apertura della scuola al territorio - e dunque a tutti coloro che fossero ineressati a conoscerla in vista di future iscrizioni -, l'Open Day, mi ha dato modo di riflettere sul mio "essere maestra": cosa avrei potuto mostrare agli eventuali visitatori sconosciuti di bello e rappresentativo? Come avrei potuto dare un'idea, seppure limitata e relativa, di quello che facevamo insieme a scuola?
Mi è passato per la mente il mio modo di intendere la mia professione, un modo fatto di gioco, curiosità, scambio, complicità, cooperazione ... ma come avrei potuto farne partecipi dei genitori sconosciuti? Non sono molto brava a parlare in pubblico, quindi una sorte di lezione simulata o di chiacchierata formale era fuori discussione...
Pensa e ripensa alla fine ho relizzato che la cosa migliore fosse preparare un'attività laboratoriale, con uno stile familiare per i bambini, improntata alla lettura, all'osservazione e alla discussione collettive.
Da giorni stavo studiando un'attività relativa alla Giornata Mondiale dei Diritti dell'Infanzia (20 novembre - proprio la giornata scelta per il nostro Open Day! Quando si dice la fatalità!), perché mi piace che i bambini vivano le vicende attuali, siano coscienti dei problemi sociali, siano partecipi di ciò che li circonda, sappiano selezionare la mole di notizie che arriva loro e la sappiano metabolizzare nel modo giusto; mi piace tentare di dare loro uno strumento in più per conoscere la realtà e per evitare che si lascino fuorviare da elementi di disturbo o scivolare addosso qualcosa che vedono estremamente distante, ma che in realtà non lo è...
Ho deciso quindi di preparare una serie di attività proprio legate al significato di questa Giornata, utilizzando come fil rouge il libro "Storie di bimbi senza storia" di Lorenzo Terranera e Giovanni Floris, edizioni Lapis.
È in libro che procede per flash, utilizzando immagini evocative e frasi sintetiche, spesso basandosi sul confronto tra bambini più e meno fortunati e prendendo spunto da articoli della Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia (firmata il 20 novembre 1989).
Dall'osservazione e dalla lettura di disegni e parole è venuta fuori un'animata conversazione sulle difficoltà e sui disagi in cui si trovano a vivere molti bambini nel mondo, ma anche vicino a noi!
I bambini si sono sentiti molto coinvolti e si sono ritrovati con sorpresa a riflettere che tante cose che danno per scontate in realtà non lo sono per tutti!
Molti si sono resi conto che in realtà era capitato loro di sentir parlare di bambini che lavorano invece di andare a scuola, di bambini poveri che devono fare tanta strada per andare a prendere l'acqua piuttosto che aprire un comodo rubinetto, di bambini che non vengono curati e rispettati...
Dalla discussione guidata è venuto fuori un bell'elenco dei diritti irrinunciabili dei bambini con annessi disegni.
Proprio durante l'elaborazione di un cartellone che organizzava tutte le osservazioni e le riflessioni fatte insieme, sono arrivati i genitori con i loro bimbetti di cinque anni, tutti presi ad esplorare e ad affacciarsi sul mondo che sarebbe stato loro da lì a poco, il mondo delle parole scritte, dei numeri da mettere insieme, dei libri da leggere...
È stato un bell'incontro, anche perché è venuto naturale a me ed ai miei alunni raccontare i disegni che stavamo completando, i cartelloni che andavamo realizzando, i libri e le storie che avevamo letto fino a quel momento.
Che dire? Mi sono sentita bene perché ho sentito che in qualche modo ero riuscita ad esprimere il mio "essere maestra", al di là delle griglie dei verbi e dell'invenzione di filastrocche, delle mappe di storia e degli appunti da sottolineare... che pure sono una parte importante, fondamentale del mio lavoro!
Mi sono sentita bene nel mio essere maestra, nel mio modo di essere coinvolta, di guardare oltre, di trasmettere emozioni e sentimenti oltre che storie e tecniche
Chissà quanto durerà questo "benessere", sempre a rischio, in balia di voluminosi documenti da produrre o da esaminare, di una considerazione costantemente da riconquistare, di nuove regole da comprendere e digerire.
Spero durerà a lungo e che ci sia sempre, magari un po' in sordina, sempre pronto a venir fuori davanti al disegno di bimbo o alla lettura di un testo pieno di emozioni condivise.
Cristina Ansuini, Psicologa, Docente presso la scuola "2 ottobre 1870", I.C. Piazza Borgoncini Duca, Roma
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