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n.39 gennaio 2014
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Articolo 'Il metodo montessoriano'  >>>
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Il metodo montessoriano
Gli elementi dell'impianto
di Comberiati Nicola - Orizzonte scuola
Il metodo montessoriano è caratterizzato da tre intuizioni: 1) la "casa" dei bambini costituita come ambiente speciale a misura dei bambini, 2) dal "materiale scientifico" e 3) dalla "maestra osservatrice". Tre elementi spesso interpretati in modo rigido e ripetitivo, che hanno offuscato il carattere creativo e di ricerca del pensiero montessoriano.

Dalla mente assorbente alla mente matematica
www.montessori-ami.org
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La Montessori teorizza un vero e proprio itinerario evolutivo in termini psicologici anticipando le grandi ricerche di Piaget.

Da 0 a 3 anni la mente del bambino si configura come mente assorbente, e cioè come intelligenza inconscia attraverso l'assorbimento dei dati ambientali. La Montessori si distacca così dagli stereotipi lockiani del bambino "tabula rasa" e propone una visione psichicamente attiva del bambino, che si costruisce attraverso le prime esperienze umane la piattaforma della sua personalità. Sono i processi che Piaget chiamerà di assimilazione e accomodamento.

La seconda fase (da 3 a 6 anni) è l'età prescolare, ma estremamente positiva per il bambino, che si scopre pian piano capace di ordinare la realtà approfondendo le intuizioni pure di spazio e tempo (Kant). Il mondo assorbito diventa un mondo ordinato attraverso l'"alfabeto" (il linguaggio struttura una grammatica logica), ma anche attraverso i primi procedimenti formali che organizzano la realtà in simboli numerici. Il materiale che offre al bambino è cosi scientificamente tarato in modo che possa accelerare i processi di appropriazione creativa della realtà. Dalla mente assorbente il bambino passa alla mente matematica, capace di definire il materiale scientifico come complesso di "astrazioni materializzate".
Su queste intuizioni la Montessori fonda la sua certezza che il tempo prescolare si può e deve essere organizzare in una vera e propria "scuola dell'infanzia".

Deviazioni e processo di normalizzazione
Il bambino accolto nella scuola dell'infanzia non è il bambino tutto gioco e immaginazione, ma un bambino già segnato dal mondo degli adulti, un bambino "deviato" dalle inibizioni provocate dall'adulto e dal suo potere, un bambino "spezzato", dissociato tra la creatività originaria e il mancato soddisfacimento dei bisogni, che lo ha costretto ai "capricci" e alle "fughe" nel mondo dell'immaginazione.
Forme di deviazione sono il gioco, il possesso, il potere, che accrescono la pigrizia, la paura, e alzano barriere psicologiche che impediscono la conoscenza.
Nella scuola dell'infanzia sono invece apprezzate pedagogicamente la concentrazione, la ripetizione dell'esercizio, la cura dell'ordine e il lavoro severo.
La "casa" si configura come una "clinica didattica", un vero e proprio laboratorio di ritrovamento del proprio io originario.

Alcune puntualizzazioni sull'importanza di un "ambiente ricostruito"
Sono molti gli intellettuali che negli anni dopo la I guerra mondiale abbandonano l'ottimismo positivistico. Diciamo che il Novecento si apre all'insegna del "Siamo tutti uguali, ma tutti malati": sono le grandi tragedie "mondiali" che sferrano un colpo mortale alla speranza. Nietzche muore pazzo, Svevo, Pirandello, Freud, Einstein, Chagall... sconvolti dalle "creazioni" micidiali dei prodotti umani. L'ambiente come società organizzata ha rivelato il fallimento dell'uomo adulto. Molti teorizzeranno la perversione naturale dell'uomo, le masse si convertiranno al fondamentalismo di un super uomo capace di guidarle verso una società efficiente, grandiosa, ordinata. Gli epiloghi saranno il fascismo e il nazismo. Se la società non intervenisse con la repressione - concluderà l'ultimo Freud ne Il disagio della civiltà - ogni sicurezza alla vita sarebbe compromessa.

www.alexandermontessorischool.com
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Lo Stato si farà perciò maestro naturale degli esseri umani, guiderà la sua educazione dalla nascita alla morte attraverso una teoria pedagogica che avrà l'obiettivo di far identificare il bambino con i valori dell'ideologia del potere: educazione organizzata nella scuola e nella polis, seduttiva, colorata, conclamata da grandi intellettuali ed artisti. Non è il bambino che costruisce la realtà, ma è lo Stato che dà la vita, l'anima ad ogni uomo.
In questo panorama la Montessori propone con forza uno dei cardini della pedagogia psicologica: la scuola come critica ad un mondo costruito per il potere dell'adulto, un ambiente organizzato come percorso sano che aiuta il bambino a liberare lo sviluppo delle sue energie positive.
La pedagogista si muove quindi nel terreno di una sanità originaria dell'uomo: l'ambiente per l'uomo, per fargli prendere coscienza che egli ha un io originario costruttivo e creativo, capace di costruirsi il mondo che si vuole rappresentare.

Da queste premesse si comprendono meglio alcune affermazioni della Montessori:
- Dopo aver affermato che l'adulto costruisce un ambiente che non sviluppa la vitalità del bambino, perché pieno di ostacoli che lo deforma, la scienziata scrive: "Deve però esserci una personalità, se quell'embrione spirituale che è il bambino segue un disegno costruttivo nel suo svolgimento psichico. C'è un uomo nascosto, un bambino sconosciuto, un essere vivo sequestrato che bisogna liberare...".
- All'affermazione di un io psichico autonomo segue l'impegno psicopedagogico di costruire un ambiente che liberi le manifestazioni infantili: "...Così, preparando l'ambiente aperto, l'ambiente adatto al momento vitale, deve venire spontanea la manifestazione psichica naturale e perciò la rivelazione del segreto del bambino. Senza questo principio è evidente che tutti gli sforzi della educazione possono inoltrarsi in un labirinto senza uscita...".
Principio spesso trascurato nelle concezione della scuola di oggi.

La struttura materiale della scuola
La scuola dell'infanzia concepita dalla Montessori è una "casa speciale", costruita a misura di bambino, dove si vive un'atmosfera di apprendimento, certo, ma anche si costruisce un'esperienza di vita sociale. La casa dei bambini è una comunità, ma soprattutto dietro una struttura materiale c'è una teoria sull'uomo: la scuola deve far apprendere in primo luogo la cooperazione, il senso della comunità, la percezione del mondo attraverso la costruzione di un mondo di oggetti da conoscere, manipolare, trasformare. Senza essere riconosciuta dalla società italiana, la Montessori era giunta a conclusioni non dissimili da quelle che avevano ispirato Dewey e la democrazia americana in "Scuola e Società", libro fondamentale per chi concepisce la scuola come esercizio di lavoro democratico, ma poneva anche un problema ancora trascurato nelle riforme odierne: il rapporto tra architettura della scuola, teoria dell'educazione e trasmissione dei saperi.

Il materiale di sviluppo
www.comprensivogmessina.it
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Corrisponde all'esplorazione della realtà secondo un modo tipico, naturale, scientifico, con cui il bambino comincia il suo percorso di sviluppo: incastri solidi e blocchi, materiale di colori, piani e forme geometriche, materiale di suoni..., un inventario di esperienze materiali che insegnano a conoscere, "sensate esperienze", secondo la lezione del metodo scientifico galileiano, che aiuteranno il bambino a comprendere che la realtà è scritta "... in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro labirinto" (Il Saggiatore).

Il bambino ricercatore, autonomo, si confronta con il lavoro di gruppo che si distribuirà secondo interessi condivisi e non per classi: una società infantile che è una società per coesione spontanea secondo i livelli di percezione della mente assorbente.

L'educatrice
Alla maestra spetta il compito di organizzare l'ambiente e aiutarne l'esplorazione spontanea senza rovinare la normale meraviglia e curiosità del bambino, i tempi strategici e i ritmi individuali. Una maestra socratica, attenta, vigile, ostetrica delle scoperte e non malata di verbosità cognitivista. Per questo deve trovare in se stessa un equilibrio, assommare in se stessa "il senso religioso di attesa della "rivelazione" del mistico e lo spirito di severo controllo dello scienziato".

Nicola Comberiati, Dirigente scolastico e psicologo

Leggi anche l'articolo "La concezione teorica educativa della Montessori. Una teoria della trasformazione" sempre su questo numero.


Due libri sono fondamentali per capire il pensiero della Montessori: G.M.BERTIN Il fanciullo montessoriano e l'educazione infantile, Roma, Armando, 1963; e F. FRABBONI, La scuola dell'infanzia, Firenze, La Nuova Italia, 1974. Hanno fato emergere l'importanza della Montessori e posto anche dei problemi critici.
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