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| Il mio lavorare con Federica |
| Quando l'incontro con una bambina speciale ti fa crescere |
| di Zingales Debora - Integrazione Scolastica >>> L'esperienza a scuola |
Sono Debora, un'insegnante della scuola primaria e lo scorso anno scolastico 2007-2008 ho conosciuto Federica (il nome è di fantasia) e il suo mondo fatto di sguardi.
Il primo periodo di tempo trascorso accanto a Federicaè servito a capire quali potessero essere le procedure più adatte per analizzare i comportamenti della bambina per poi cercare di comprenderli e porre degli obiettivi, anche cognitivi ed emotivi, insieme al prezioso aiuto della collega B.A..
Federica, spesso manteneva, anche per un lungo periodo, il contato visivo che mi imbarazzava il più delle volte. Ha due occhi fantastici: profondi e dolci! Guardandoli mi è sempre sorta una domanda : - Ma a cosa starà mai pensando?!-
All'inizio ero un po' spaventata, avevo un po' di timore ad affrontare questa nuova realtà; Federica aveva tensioni muscolari e anche attacchi simili a quelli dovuti all'epilessia, come se le mancasse il respiro, qualche volta piangeva e io mi sentivo impotente. Mi ha consolato e dato la forza il pronto e fondamentale aiuto di uno splendido team di colleghi che ha reso il mio cammino/percorso più facilitato. I genitori si sono dimostrati sempre disponibili e affabili: ci hanno informato in continuazione sugli stati fisici e d'animo di Federica a casa e durante la terapia e questo ha permesso di fare diversi paragoni e riflessioni per poi agire di conseguenza sulla scelta delle attività da seguire a scuola.
Per fortuna nel corso dello scorso anno scolastico Federica sembra abbia sviluppato una serie di interessi all'interno della scuola o comunque sembra abbia sviluppato processi di attenzione verso l'ambiente tutto.
Ha dimostrato particolare attenzione e interesse nei confronti delle persone, nello specifico era attratta dal viso e dalle voci dei bambini più che dagli oggetti che la potevano circondare e che le venivano sempre presentati e descritti. Ha dimostrato particolare interesse nei confronti di alcuni compagni di classe che l'hanno coccolata spesso. Alcuni litigavano o comunque discutevano fra di loro per ottenere, per esempio, la possibilità di toglierle la sciarpa ed il cappello al suo arrivo in classe la mattina, oppure per accompagnarla in giardino a fare una passeggiata o a sfogliarle un libro pieno di colori ed immagini o a spingere la sua sedia a rotelle. C'è stata molta solidarietà anche da parte dei genitori dei bambini compagni di classe di Federica e tutto ciò le ha permesso un migliore inserimento fra le mura scolastiche.
Ogni giorno il primo obiettivo posto era quello di allungare i tempi di attenzione: attraverso un aumento o una diminuzione o una modulazione di tono della voce Federica si emozionava e sorrideva sempre. E' capitato, spesso, che riconoscesse o comunque ricollegasse la voce di qualcuno, anche non avendolo davanti a sé, sorridendo. Diverse mattine, durante l'appello dei bambini, in risposta al suo nome spalancava gli occhi e sorrideva : questo capitava specialmente con una collega che ha un timbro di voce molto squillante. Sembrava molto divertita anche durante la lezione di musica e le ho 'fatto suonare' anche qualche strumento musicale accompagnandole la mano su di esso: Federica si rilassava molto con la musica. Insieme all'A.E.C. A.... abbiamo utilizzato spesso il metodo dell'ascolto di brani musicali, specialmente quelli a lei familiari, per tranquillizzarla nei giorni di particolare tensione. Purtroppo la bambina dormiva poco durante la notte e quindi ne risentiva spesso durante il corso dell'intero arco della giornata; per questo veniva massaggiata sulla schiena o sul pancino o sulle tempie per aiutarla a distendersi e rilassarsi.
Ogni mattina ho utilizzato la CAA (Comunicazione aumentativa): all'inizio questa tecnica mi ha molto incuriosito fino a diventare una sfida con me stessa per trarre e ottenere da essa tanti e più risultati positivi in breve tempo. Non nascondo che alcuni giorni mi demoralizzavo poiché Federica non sembrava minimamente attratta dalle fotografie che le venivano mostrate. L'aiuto e i suggerimenti della dott.ssa Giannatiempo, durante alcuni incontri fatti insieme anche in presenza dei genitori, sono serviti molto.
E' fondamentale soffermarsi sul rinforzo per non perdere le abilità acquisite con l'esercizio quotidiano. Sono state utilizzate le metodologie della discriminazione delle fotografie di persone familiari, di azioni funzionali alla comunicazione e di emozioni di base attraverso del materiale proveniente e dalla scuola dell'infanzia e dalla famiglia ma poi modificato e integrato. L'ultimo lavoro che ho svolto con lei è stato quello della metodologia di discriminazione delle parole 'papà' e 'mamma' e devo ammettere con molto piacere che i risultati sono stati più che positivi: è stata registrata un brevissima dimostrazione del lavoro ultimo svolto con Federica in un video che poi è stato mostrato ad un meeting sull'argomento a Parigi con molta soddisfazione da parte della dott.ssa Giannatiempo e della sua èquipe e naturalmente mia.
Sono cresciuta molto grazie a Federica sia professionalmente che umanamente; ho scoperto il suo mondo e capito che grazie ad uno sguardo è possibile dire e comunicare tante cose. Ho saputo che la ricerca sulla sindrome di Rett sta proseguendo e dando buoni risultati: chissà se un giorno la piccola Federica potrà comunicare tutti e a tutti i suoi pensieri.....
Debora Zingales Docente di sostegno 196° Circolo didattico via Perazzi 46 - Roma
Nell'articolo della dott.ssa D'Aloisio è raccontato "Il percorso d'integrazione scolastica di Federica affetta da sindrome di Rett"
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