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Numero: 1 -Dicembre 2007 -Anno I-   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 25 Settembre 2018

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Articolo 'Il Musical a scuola'  >>>
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Il Musical a scuola
Il teatro come strategia didattica per l'insegnamento della lingua italiana
di Traversetti Marianna - Didattica Laboratoriale >>> Percorsi laboratoriali
La consuetudine di operare all'interno di un laboratorio di teatro per bambini è la scelta metodologica e ragionata di "mettere me stessa" nel gioco, di vivere i bambini nella loro sfera più intima e di godere delle progressioni, di eludere per qualche ora le problematiche della vita quotidiana, di scoprirmi spensierata e curiosa, di meglio comunicare con gli alunni, di apprezzare le loro simbologie espressive, di contribuire a direzionare ciò che in loro è ancora in fieri e forgiare, nel tempo, la loro inclinazione verso l'amore per ogni forma d'arte e di cultura.
Un'esperienza particolarmente significativa e di forte impatto emotivo per me e per i miei allievi è stata la messa in scena di un musical in un teatro romano.
Si trattava di una classe quinta con cui ho condiviso successi e sfide per quattro anni scolastici, durante i quali il laboratorio teatrale, e quello strettamente correlato di scrittura creativa, ha polarizzato non solo l'attenzione dei singoli e del gruppo verso l'unitarietà tangibile delle discipline, ma anche gli impulsi di energia, di forza vitale e di originalità di cui ognuno di noi era portatore.
Dopo un'attenta analisi e visione teatrale e filmica di molti e famosi musical, i miei alunni hanno deciso di rappresentare "La piccola bottega degli orrori", avendo solo a disposizione un canovaccio i cui personaggi erano in tutto e soltanto nove.
Il problema agli occhi dei ragazzi è sorto subito: Maestra, questa trama è accattivante, ma vogliamo tutti recitare, non solo una piccola parte di noi!Come comportarmi allora, dovendo fare in modo che tutti i ventuno alunni ( di cui due portatori di handicap e due in difficoltà di apprendimento) avessero un loro ruolo da interpretare e un numero significativo di battute da recitare?
Quel gruppo ? classe aveva bisogno di sfide da affrontare ogni giorno e, anche in quel contesto, aveva trovato pane per i suoi denti.
Di comune accordo infatti, loro ed io, abbiamo stabilito di attivare un laboratorio di scrittura creativa per "smontare " il canovaccio preesistente e scrivere la nuova sceneggiatura, prevedendo:

- battute per ventun personaggi;
- un intreccio narrativo da sviluppare in due atti;
- l'uso di un lessico forbito e ricco di inglesismi;
- la collocazione di 23 canzoni per inframmezzare le parti recitate;
- la collocazione di 23 coreografie che dovevano anche avere la funzione di "copertura" durante i cambi di scena e di costume degli interpreti. I ragazzi, divisi in piccoli gruppi di lavoro, hanno lavorato alla stesura della sceneggiatura per oltre tre mesi a cadenza bisettimanale di due- tre ore ciascuna, con i seguenti compiti:
- il primo gruppo avrebbe deciso lo schema dell'intreccio narrativo da sviluppare nei due atti alla maniera proppiana;
- il secondo avrebbe lavorato sulla scrittura della sceneggiatura tratta dalla prima parte dello schema per il primo atto;
- il terzo avrebbe lavorato sulla scrittura della sceneggiatura per il secondo atto;
- il quarto avrebbe provveduto all'attribuzione dei ruoli tra gli alunni ( in base alle caratteristiche di ciascuno e alle diverse potenzialità).
Era quest' ultimo un compito delicato, poiché, essendo la classe particolarmente numerosa ed ognuno di loro dotato di una buona preparazione drammaturgica, era forte il rischio di disgregazione del gruppo. Ma i ragazzi, da qualche tempo, erano impegnati in un laboratorio di autostima e di formazione del gruppo ? classe condotto dai docenti curricolari e supervisionato da una docente esperta, che li aveva condotti, in breve tempo, ad ottenere in tal senso buonissimi risultati.
Così, i ragazzi, dopo aver ricompattato tutto il materiale, divisi in due grandi gruppi di compito, hanno provveduto alla correzione del manoscritto in due diverse fasi di lavoro:
- la correzione delle bozze ( che richiedeva il controllo ortografico partendo dall'ultima parola del testo ? copione alla prima: in tal modo si sarebbe spezzato il modus logico del racconto e l'errore si sarebbe reso più visibile);
- la correzione sintattica e compositiva della sceneggiatura ( il controllo voleva riferirsi alla ricerca della congruenza nei rapporti di causalità tra i diversi eventi narrati).
Da qui è scaturita poi la necessità di diminuire e / o ampliare le battute a qualche personaggio ( sia per motivi legati alla capacità mnemonica del singolo, che per ragioni di carattere più formale relative alla troppa visibilità di qualcuno rispetto ad altri e viceversa).
Il lavoro più farraginoso, ma squisitamente linguistico ? letterario, era stato fatto, si trattava ora di lavorare e divertirsi facendo due ore di prove al giorno ( unitamente alla didattica delle discipline che continuava ad essere svolta come da programmazione annuale senza grandi disagi: al contrario, gli alunni sembravano più predisposti e concentrati durante le lezioni, proprio in virtù del fatto che, appena terminato, si sarebbero premiati cimentandosi nella recitazione, nel ballo e nel canto). Infatti, lo spettacolo prevedeva molte coreografie inserite negli snodi narrativi più significativi interamente ballate dagli alunni e accompagnate da voci soliste e cori da parte di diversi ragazzi.
Mi sembra importante sottolineare che nessuno di loro praticava danza o musica al di fuori dell'orario scolastico, pochissimi avevano una vocazione innata verso questa forma artistica, ma tutti, davvero tutti, erano dotati di una travolgente carica di vita che dirompeva in ogni momento di difficoltà, risolvendo i problemi e avvolgendoli in una nuova veste creativa che ha permesso di mettere in scena un lavoro di qualità, ma soprattutto un esito di passione che traspirava in ogni momento della rappresentazione.
Le prove erano, per me e, sono sicura, per loro, un momento elettivo, speciale, sempre emozionante che cancellava, quasi non esistessero, le problematiche degli adulti ed i pensieri di insicurezza e inadeguatezza dei bambini.
Con una partecipazione vissuta e attenta di molte famiglie , si sono poi arrangiati i costumi e, con laboratori di manipolazione e pittura, si sono approntate le scenografie e realizzati gli accessori di scena.
Un impulso ulteriore al lavoro di preparazione dello spettacolo è giunto con l'arrivo di una nuova alunna inserita nella classe a marzo, a lavori inoltrati. E' stato incredibile, non trovo altro termine più efficace di questo per descrivere l'effetto, quando, entrata in aula Elisa, l'hanno tutti salutata ma, prima ancora di sentirla rispondere ( era molto timida e proveniva da una situazione familiare molto dissestata e da una pregressa realtà scolastica che aveva molto compromesso la sua sfera emotiva) le hanno detto: Bene, sei dei nostri: parlaci un po' di te, così capiamo quale parte assegnarti!
Io, in quei pochi secondi che sono succeduti all'ingresso della bambina, ho temuto che il dirompente entusiasmo dei miei ragazzi potesse, in qualche misura, ostacolare il suo sereno inserimento nella classe, se non compromettere ulteriormente la sua delicata situazione psicologica di quel periodo.
Ma, ancora una volta, i miei allievi si erano dimostrati felicemente imprevedibili, straordinariamente originali e, senz'altro, più fiduciosi di me nella vita.
Il laboratorio di scrittura creativa doveva riattivarsi, bisognava trovare una collocazione per Elisa nella sceneggiatura. C'è voluto poco tempo: i ragazzi avevano chiaro il copione ed ormai erano ben allenati a "manipolarlo".
Il musical era pronto, stavamo per andare in scena quando, ancora una volta, i miei attori ? cantanti ? ballerini, vedendomi estremamente ansiosa e visibilmente emozionata, mi abbracciano e, prima ancora che si alzi il sipario, prendono il microfono e, con voce corale tanto più forte quanto più vigorosa, gridano tra gli spettatori:

Noi, abbiamo già vinto!
Marianna Traversetti Docente 196° Circolo Didattico Via Perazzi - Roma

In allegato trovate gli approfondimenti su:
 il teatro didattico: una "esperienza irrinunciabile"
 scheda progettuale: fare italiano con il teatro
 faccio il laboratorio di teatro: perché?
 obiettivi formativi del laboratorio teatrale
 il teatro come strumento di coesione
 il copione:"La bottega degli orrori"
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