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Il Nobel per l'insegnamento 2017
Al Global Teacher Prize il rappresentante italiano è Armando Persico
di Riccardi Barbara - L'intervista
Un anno è passato dalla mia nomina al Global Teacher Prize 2016. Un tempo vissuto in sospensione tra realtà e sogno, a testimonianza che anche l'impossibile prima o poi può accadere.

Dubai è la sede della Varkey Foundation, organizzazione senza scopo di lucro in partnership con l'UNESCO, l'UNICEF e la Clinton Global Initiative, ideatrice del Global Teacher Prize per volere del Presidente Sunny Varkey che ha riunito, anche quest'anno, i migliori 50 docenti di tutto il mondo delle tre Edizioni, coinvolti in una due giorni di formazione, di tavoli di lavoro per lo scambio delle Buone Pratiche, di workshop, dibattiti, EdTalk di altissimo prestigio tenuti dalle più alte personalità nel campo della Cultura e della Formazione, intervenute da ogni parte del mondo.
La Fondazione Varkey è nata per migliorare gli standard di istruzione per i bambini svantaggiati in tutto il mondo (perché ogni bambino merita di avere un buon insegnante), attraverso campagne di sensibilizzazione e di promozione di eccellenze nelle pratiche di insegnamento e sovvenzionamenti alle organizzazioni partner che offrono soluzioni innovative a sostegno della nostra missione.
Ritrovare i compagni di viaggio dello scorso anno ha rianimato ed energizzato il nostro legame, consistito in un abbraccio che si fortifica ogni volta di più, consapevoli dell'importanza del nostro ruolo nel mondo. Quest'anno è stato ancora più sentito per me perché ho condiviso l'esperienza con il candidato italiano Armando Persico: ci siamo sentiti una squadra, dunque più sicuri nello scambio e nelle relazioni con gli altri.
Armando era nell'elenco dei 50 migliori insegnanti del Global Teacher Prize 2017, è l'esempio di docente appassionato che lavora per avvicinare i giovani al mondo del lavoro e dell'imprenditorialità. Da commercialista ha lasciato tutto per dedicarsi alla sua passione.

1 Com'è cambiato Armando Persico dopo il Global Teacher Prize?
Armando Persico prima era un professore con tanta passione per il suo lavoro. Come molti altri colleghi in Italia e nel mondo, appassionati al proprio lavoro, ho sempre messo al centro della mia azione la persona prima ancora che il docente. Dopo il Global Teacher Prize sono sicuramente più conosciuto in Italia e nel Mondo; in Italia è migliorata l'attenzione nei confronti dei nuovi approcci all'insegnamento cosiddetti destrutturati e esperienziali che già si stavano affermando dal basso, grazie all'azione di tanti attori, singoli insegnanti, plessi scolastici, associazioni e famiglie.

2 Quali sono i punti di forza del Curriculum Vitae che ti hanno fatto ottenere questo riconoscimento?
L'approccio innovativo nell'insegnamento dell'Economia Aziendale, i riconoscimenti europei ottenuti da me e dai miei studenti, ma soprattutto i successi ottenuti da loro una volta diplomati, in termini di approccio all'imprenditorialità e alla creazione di posti di lavoro e quindi di valore per la collettività.

3 I colleghi e gli amici come hanno preso la tua nomina?
Ho sentito una comunità che si è stretta attorno al riconoscimento di un valore importantissimo per la comunità stessa, che non è misurabile immediatamente e che quindi "non porta voti": l'educazione dei giovani, futuro della società. Tantissimi ex-studenti e le loro famiglie mi hanno inviato attestati di stima di cui essere orgogliosi. Essere stato una presenza positiva, insieme ai miei colleghi, per tanti giovani è un segno di speranza per il futuro delle nuove generazioni.

4 Quali sono i progetti che hai in cantiere?
Non smetterò mai di coltivare la creatività nei giovani, di infondere loro fiducia nelle proprie capacità e nel futuro, perché siano loro a costruirlo e non a subirlo. Un progetto che mi sta a cuore è quello di creare delle classi formate da ragazzi e ragazze provenienti da diverse culture anche nelle superiori per attrezzarli all'apertura al mondo. Se trovo i fondi...ho già tutto pronto.

5 Vuole fare una dedica agli studenti di tutto il mondo?
Non è una dedica, è una constatazione che ho fatto durante la mia esperienza a Dubai con tanti colleghi provenienti da tutto il mondo. L'educazione non deve avere confini o limiti di accesso in base alla razza, al sesso, al Paese di nascita o di provenienza o al ceto sociale. Per elevare la dignità dell'uomo, tutti, nel mondo, devono avere le stesse opportunità e soprattutto devono avere la possibilità di incontrare i migliori Maestri perché come dice Sunny Varkey: "Qualunque sia la questione, l'Educazione è la soluzione".

Uniti dalla stessa idea portiamo alta la bandiera tricolore: il mondo adulto deve essere di esempio nel trasferire la bellezza per il lavoro e per lo studio ai figli e agli studenti.


Barbara Riccardi, docente I.C. Padre Semeria di Roma, Counsellor della Gestalt Psicosociale e Giornalista pubblicista
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