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n. 30 febbraio 2013
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Il nuovo Governo si faccia realmente carico della Scuola
Ora sta a ognuno di noi verificare che questo accada ... senza se e senza ma.
di Rosci Manuela - Editoriali
Come abbiamo anticipato sulla precedente rivista di gennaio, abbiamo preparato questo numero mettendo mano ad una Agenda per una Scuola che noi crediamo POSSIBILE, con l'intento di sollevare alcune questioni che riteniamo fondamentali e che vorremmo consegnare a chi di dovere, ossia ai membri del nuovo governo che dovrebbe veder luce (?) in contemporanea all'uscita della rivista di febbraio.

La discussione, come sempre nel gruppo di Redazione, prende il via dalle questioni di vita scolastica, dall'impellenze poste dagli alunni, dalle soluzioni adottate, dai dubbi sollevati: tutte quelle azioni che rendono "speciale" il nostro lavoro quotidiano, per giungere, con toni passionali, agli aspetti che ci sembrano irrinunciabili per una scuola che si possa definire COMUNITA' EDUCANTE per davvero!

La cornice di riferimento da cui siamo partiti è l'AUTONOMIA della SCUOLA, condizione essenziale per produrre tutta una serie di cambiamenti o per attuare quelli che sono già insiti nel progetto, avviato intorno al 2000, di rendere la scuola autonoma, quindi protagonista diretta del proprio operato. Inevitabile è stato, quindi, ragionare sul perno di questa Autonomia che si potrà "realisticamente" reggere a condizione che le persone di scuola -prevalentemente composta da DOCENTI- si realizzino e si configurino come parte integrante e come motore per costituire la "comunità educante" in cui lavorano.

Intorno alla figura del DOCENTE, quindi, si sono fatte le considerazioni più urgenti in merito a:

? LA FORMAZIONE, intesa come parte integrante della professione che, ancora oggi, rappresenta un nodo controverso: i più preparati si formano i meno la evitano; la qualità della formazione rivolta alla scuola è spesso di livello inadeguato a sostenere il "miglioramento" delle persone e della loro professionalità; i percorsi formativi anche di un docente si devono collocare all'interno della long life learning e prevedere stadi di avanzamento/approfondimento che rispondano alle vere esigenze formative della persone, a volte assai diverse da quelle del collega o del collegio a cui appartiene. La formazione in ingresso necessita di essere completata "sul campo" con l'accompagnamento di un TUTOR D'INGRESSO, qualcuno che all'interno della scuola metta la sua esperienza al servizio di chi è nuovo alla professione. Si è ipotizzato anche l'impiego dei docenti in pensione che possono essere risorsa per la scuola.

? Il TEMPO SCUOLA del DOCENTE non può essere impiegato esclusivamente nell'attività frontale con la classe; una parte del tempo deve servire per "costruire insieme" la comunità educante, l'identità di quella specifica scuola che, seppur pubblica e uguale alle altre, si caratterizza per le scelte e l'indirizzo politico che viene dato non solo e non tanto dal dirigente scolastico ma da tutti coloro che ci lavorano.

? IL RAPPORTO SCUOLA-FAMIGLIA richiede che il docente assuma la conduzione del gioco all'interno della costruzione di un rapporto di collaborazione che si dovrebbe mantenere nel tempo. La fragilità delle famiglie e dei genitori non sempre è governata dalla competenza dei docenti che, da questo punto di vista, sono spesso impreparati.

? Una scuola che si possa definire una comunità educante deve avere al suo interno una LEADERSHIP CAPACE di condurre e valorizzare le risorse umane. Come il docente è il leader nella classe (nel senso di punto di riferimento e di stimolo alla crescita) così il dirigente scolastico deve saper tenere le redini di un gruppo di persone che rappresentano le risorse umane della sua attività.

? LA VALUTAZIONE, un tema scottante che richiama il primo punto, quello della formazione, e l'assunzione di RESPONSABILITA' da parte del docente di prendere decisioni, di saper stimolare e saper "pesare" il prodotto finale/il risultato raggiunto/il successo scolastico di ogni alunno.

? La PERSONA è al centro della nostra professione e lo spazio in cui agiamo, la scuola, è un luogo deputato alla RICERCA-AZIONE, un laboratorio continuo la cui finalità è individuare incessantemente cosa è meglio fare, quale strada è più opportuna per raggiungere sempre lo stesso risultato: il successo formativo del singolo alunno. La persona/docente si connota come fondamentale, essenziale al sistema formativo e necessita che ci sia un RICONOSCIMENTO del ruolo. Tale riconoscimento può partire solo dai docenti che, per primi, si devono sentire protagonisti capaci dell'impegno che si sono assunti verso le nuove generazioni. Scelta di non poco conto.

Altri temi sono stati affrontati e altri ancora sono soltanto rimandati: i punti irrinunciabili per una scuola di qualità (nel suo articolo Roberto Sabatini affronta i problemi della scuola secondaria), l'importanza del percorso formativo per diventare insegnante ma anche la necessità di ripartire da noi stessi (leggi gli articoli di Cristina Ansuini e Patrizia Aminta Infantino), l'innovazione tecnologica e le soluzioni possibili per una scuola online (leggi l'articolo di Maurizio Scarabotti e la nostra proposta per il registro elettronico e le pagelle online), la consapevolezza che il nostro modo di fare scuola è quotidianamente sottoposto alla valutazione/giudizio dei nostri alunni (leggi l'articolo di Lucia Giovanna Paci), edifici scolastici poco sicuri (nell'articolo di Simona Agolino).

Input che gli Autori della rivista hanno elaborato per rendere le riflessioni/proposte della nostra Agenda "possibili" per una Scuola che lavora nel presente, con lo sguardo al futuro e con la forza del suo passato. Un passato piuttosto recente quello che ha visto mettere in discussione l'organizzazione della scuola elementare (oggi primaria) -fiore all'occhiello del sistema di istruzione italiano- attaccata e svilita nella sua funzione di apripista del percorso formativo di una persona, nel riconoscimento di un tempo "pieno" di azioni educative, nell'annullamento di un tempo di attività congiunte dei docenti (le scomparse ore di copresenza dei docenti ), di un aumento di alunni per ogni classe, scelte di politica scolastica che ostacolano ciò che negli stessi luoghi decisionali viene richiesto alla scuola: la centralità dell'alunno, la necessità di interventi personalizzati, la possibilità di dare ad ognuno ciò di cui ha bisogno, la possibilità di utilizzare strumenti tecnologici. Belle parole, non sempre attuabili!

Voglio dire però che E' ORA DI FINIRLA con le azioni che "tolgono/tagliano" e non sostengono il cambiamento, il miglioramento del sistema scolastico. I nuovi governanti dovranno dimostrarsi all'altezza dell'impegno per cui si sono candidati (nessuno li ha cercati!): rendere la vita ad ogni cittadino e ad ogni lavoratore migliore di quella che hanno lasciato i predecessori, lavoro oggi non troppo difficile!
Noi docenti, di ruolo e precari, giovani e meno giovani, dovremo essere in grado di affermare con il nostro lavoro lo status di professionisti fondamentali per sostenere la crescita e lo sviluppo di un Paese, non solo per la capacità di trasferire conoscenze e di sviluppare competenze ma soprattutto per IL POTERE DI PROMUOVERE I VALORI su cui si fonda la condivisione in uno stato civile e democratico: l'onestà, il riconoscimento dell'altro diverso da me, la capacità di rispettare se stesso e gli altri, la condivisione e la visione di una crescita collettiva che è risorsa per tutti e non per pochi, la ricerca e lo sviluppo di ricchezza non solo materiale ma esistenziale.

Un augurio da parte nostra ai nuovi governanti che non avranno vita facile in quanto dovranno dimostrare con i fatti di essere capaci, salvo essere bocciati a breve. Un in bocca al lupo a noi tutti educatori perché le sfide che ci aspettano non possono essere eluse, neppure rimandate. Loro, i nostri alunni, sono lì che aspettano e valuteranno sempre, giorno per giorno, se saremo in grado di soddisfare i loro bisogni, se saremo all'altezza.
Tutti quindi sulla striscia di PARTENZA, senza esitazioni e lamentele, senza scorrettezze e sotterfugi, onorando i patti. Chi non li rispetta ... FUORI DAL GIOCO!

Che sia un buon inizio per tutti noi perché ... è adesso che noi siamo vivi!(da "Noi siamo infinito").

Manuela Rosci
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