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Numero: 1 -settembre 2008- Anno II   Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno: 19 Novembre 2018

Pubblicato da Sysform Promozione di Sistemi Formativi

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Il percorso d'integrazione scolastica di Federica affetta da sindrome di Rett
Dall'asilo nido alla scuola elementare e in terapia riabilitativa presso il centro ambulatoriale "Casa Giocosa"
di D'Aloisio Anita - Integrazione Scolastica
Federica è il nome di fantasia di una bambina affetta da sindrome di Rett
Fin dalla presa in carico si è ritenuto utile e necessario avere contatti con gli operatori dell'asilo nido frequentato da Federica. Si era avuta infatti la sensazione di un forte stato d'ansia e di preoccupazione determinati sia dalla difficoltà di gestione del caso che dalla scarsa conoscenza della sindrome.
Gli incontri si sono svolti prevalentemente presso il nostro Centro ambulatoriale CASA GIOCOSA anche mediante sedute di osservazione in ambito terapeutico.
In breve tempo la situazione si è positivamente modificata.
Contestualente i colloqui con i genitori evidenziavano un procedere, anche se lento e doloroso, verso una loro piena accettazione.
Durante tale periodo la famiglia ha vissuto una condizione molto serena, si era determinata una sorta di "delega rassicurante" verso gli operatori come se tale situazione non dovesse mai concludersi: la permanenza presso l'asilo nido si è protratta per quattro anni.

Nel 2004, dopo vari colloqui con i genitori, durante i quali si è potuto constatare la loro notevole resistenza ad accettare i cambiamenti e a voler permanere in una condizione di status quo, così tranquilla e rassicurante, si è faticosamente portato avanti il discorso, ormai non più rinviabile, dell'inserimento di Federica nella Scuola Materna.
Si sono svolte pertanto opportune indagini ma, soprattutto fidandoci della nostra comprovata conoscenza delle realtà scolastiche del territorio, è stata data indicazione ai genitori sulla scuola che appariva essere la più idonea per sensibilità e competenza, ad accogliere Federica.. Si è pertanto proceduto alla iscrizione della bambina avendo cura di fissare a priori un incontro con tutti gli operatori e la responsabile del servizio per le dovute informazioni relative al caso e alla sindrome.
Il primo G.L.H. è stato fissato per la prima settimana di novembre.
Durante l'incontro si è subito percepito un clima carico di tensione e di ansia da parte di tutti i componenti del gruppo di lavoro: temevano che Federica potesse farsi male e intorno a lei si era creata un'area fortemente protettiva quasi ...di immobilismo; la bambina veniva tenuta seduta per la maggior parte del tempo tra il muro e il suo banco oppure sul suo passeggino.
I genitori del resto esprimevano "rabbia", forte tensione e preoccupazione e si dichiaravano insoddisfatti di come la scuola procedesse. Federica invece sembrava reagire positivamente a questa nuova esperienza, non manifestava nervosismi, veniva osservata solo una "maggiore stanchezza". In terapia cominciava ad essere più interessata all'oggetto che esplorava visivamente: i tempi di attenzione risultavano più lunghi, era in grado di modificare autonomamente un percorso psicomotorio ed eseguiva semplici giochi "causa- effetto". Considerando la condizione ansiogena che coinvolgeva tutti coloro che a diverso livello si occupavano della bambina, si è deciso di promuovere interventi nel gruppo classe (terapista- psicologo) al fine di rassicurare, attraverso osservazioni dirette e dimostrazioni concrete, gli operatori che intervenivano nella gestione di Federica.

Durante il G.L.H. di giugno del 2005, svoltosi presso il nostro Centro Ambulatoriale, la coordinatrice del gruppo docente esprimeva notevoli preoccupazioni per la situazione che si prevedeva di dover affrontare per il successivo anno scolastico: tutte le insegnanti avevano fatto richiesta di trasferimento, anche la maestra C. punto forte di riferimento di Federica.
Il primo G.L.H. del secondo anno d'inserimento in Scuola Materna si svolge anch'esso presso il nostro Centro in presenza della coordinatrice, delle nuove insegnanti, della nuova A.E.C. dei genitori e dell'insegnante C.che aveva rinunciato alla richiesta di trasferimento per proseguire il lavoro della comunicazione aumentativa intrapreso con Federica.
Durante l'incontro si osservava un'atmosfera più distesa; si percepiva una forte disponibilità emotiva da parte di tutti i componenti del gruppo che incideva positivamente sul processo d'integrazione di Federica e...i genitori apparivano più tranquilli e soddisfatti. Si discuteva pertanto tranquillamente su come svolgere il lavoro, su come organizzare gli interventi più idonei e rispondenti ai bisogni della bambina e su come favorire un suo più valido processo di autonomia.
Nel G.L.H. del mese di maggio viene valutato positivamente tutto l'andamento dell'anno scolastico ma soprattutto si rileva un' integrazione attiva di Federica che aveva partecipato a tutte le attività proposte ed era stata coinvolta anche nelle gite scolastiche con l'aiuto dell'insegnante di sostegno e dell'A.E.C. Per il successivo anno scolastico però, riferiva la coordinatrice, non era assicurata la continuità didattica.
Il primo G.L.H. del terzo anno d'inserimento presso la Scuola Materna si svolge dopo la prima decade di ottobre. La continuità didattica è assicurata solo dalla presenza della maestra C.
A. ritorna volentieri a scuola; durante il primo periodo però evidenzia nervosismo e manifesta disagio e difficoltà ad entrare in contatto con i"bambini del nuovo gruppo". Gradualmente la situazione si stabilizzava: la bambina si tranquillizzava e grazie al lavoro di tutto il gruppo docente, s'istaurava un clima sereno e rassicurante.
La maestra C. procedeva con il lavoro sulla comunicazione facilitata. Nella stessa sede si cominciava a discutere sul futuro inserimento, per il prossimo anno scolastico, nella Scuola Elementare. Si valutano varie proposte e, dopo un'attenta analisi e vari contatti, si decide per una sede che a nostro avviso potesse essere la più idonea, per competenza e disponibilità emotiva ad accogliere Federica.

Nel mese di giugno 2007 si promuove un incontro presso la Scuola Materna allargato anche alla coordinatrice della S Elementare presso la quale Federica era stata iscritta. Si discute sul profilo di sviluppo della bambina, sulla sua patologia e sul lavoro specifico svolto attraverso la comunicazione aumentativa.
A settembre viene organizzato un primo incontro con tutto il gruppo docente e la coordinatrice per presentare il caso sia dal punto di vista clinico che dal punto di vista socio- affettivo.
Ottobre 2007. Primo G.L.H. presso la S.Elementare E' presente tutto il gruppo docente, l'A.E.C. con il relativo coordinatore, la coordinatrice referente per l'integrazione scolastica,la madre.
Gli insegnanti esprimono piena soddisfazione per come Federica si stia integrando nel gruppo classe ma, soprattutto, mettono in evidenza la grande disponibilita' emotiva ed affettiva con cui il gruppo dei pari l'hanno accolta e sottolineano lo stupore e la meraviglia mostrati quando l'hanno vista in piedi e... camminare.Nella stessa sede i docenti si dichiarano disponibili ad acquisire una più ampia conoscenza e competenza per quanto riguarda il metodo della "comunicazione aumentativa" per proseguire il lavoro iniziato dalle insegnanti della scuola Materna.
Ci sembra opportuno, in tale situazione, sottolineare la condizione di notevole serenità e tranquillità evidenziata dalla madre.

Nel mese di maggio del 2008 si organizza l'ultimo G.L.H.della prima elementare: si analizzano tutte le situazioni e le problematiche che via via si sono affrontate nel corso dell'anno scolastico e...il bilancio è molto positivo; l'obbiettivo di una integrazione "ATTIVA" è stato raggiunto: Federica riconosce l'ambiente scolastico, comunica attraverso il sorriso e la mimica facciale; ha partecipato ai compleanni dei compagni di classe e, al suo compleanno ha ricevuto bigliettini augurali molto affettuosi.
Anche dal punto di vista strettamente didattico, utilizzando il metodo della "comunicazione aumentativa", gli insegnanti hanno conseguito risultati soddisfacenti.

Anita D'Aloisio Psicologa Centro"Casa Giocosa"

L'esperienza di Federica nella scuola elementare è raccontata nell'articolo di Debora Zingales
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