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| Il peso delle parole |
| Viaggio attraverso il sapore buono delle emozioni |
| di Ansuini Cristina - Attività Laboratoriali >>> Percorsi laboratoriali |
Capita spesso di usare le parole senza dar loro troppo peso, come se fossero qualcosa di evanescente, da poter cambiare, modificare senza troppi problemi.
Il ricordo delle frasi importanti delle nostra vita, di cose che ci hanno fatto soffrire profondamente o che ci hanno dato gioie enormi, ci dicono che non è esattamente così, che in realtà le parole hanno spesso più consistenza e solidità di oggetti che possediamo o dei luoghi in cui ci troviamo.
Se vero che non sempre possiamo essere consapevoli dell'effetto di ciò che diciamo o scriviamo - il solo tentativo ci farebbe impazzire! - possiamo allenarci a dare il valore giusto alle parole, a renderle espressive e cariche proprio del significato che vogliamo dare loro.
Un buon esercizio può essere fare esperienza delle parole, assaporarle, annusarle, muoverle, cercandole con curiosità ed utilizzandole come mattoncini Lego per creare costruzioni sempre nuove e sorprendenti.
Dei semplici esercizi possono darci già una grande soddisfazione.
Un esercizio semplice e divertente consiste nel creare degli elenchi di parole, ad esempio invitando i bambini a dare un colore alle parole, chiedendo loro di mettere insieme, ad esempio, delle "parole colorate".
Verranno fuori arcobaleno, fiori, coriandoli... ed ognuno potrà arricchire l'elenco con il suo apporto personale.
La stessa cosa si può fare con
"parole leggere" - piuma, musica, nuvole, polvere... -
"parole dolci" - cioccolato, amore, zucchero...-
"parole dure" - sasso, muro, scoglio...-
Se la compilazione di questi elenchi viene fatta insieme, magari utilizzando una conversazione guidata all'interno di un cerchio magico, verranno fuori tantissime parole con sfumature personali e gruppali, che costituiranno un prezioso serbatoio di idee dal quale attingere per inventare le storie più diverse, magari "a tema": un elenco di parole scure e tenebrose potrà servire ad inventare storie paurose in occasione di Halloween, uno di parole dolci per compilare cartoline e biglietti per San Valentino.
Questo esercizio servirà per esplorare mondi nuovi, cercare parole e espressioni originali, modi di dire particolari che renderanno le composizioni dei bambini decisamente più articolate e piacevoli da leggere.
Un passo successivo può essere quello di guidare i bambini nell'utilizzo delle parole giuste per esprimere delle emozioni, magari partendo dai colori da associare alle emozioni stesse.
È esperienza comune come sia difficile tirare fuori dei vissuti personali, positivi o - ancor di più - negativi; molti bambini (e non solo loro!)preferiscono trincerarsi dietro un silenzio ostinato piuttosto che parlare di qualcosa che li ha feriti.
Sappiamo bene come molte sofferenze possano nascere da fraintendimenti, da cose dette nel modo sbagliato, facili da comprendere male. Allenarsi a esplorare le parole nella loro stessa essenza può essere utile per uscire da situazioni di disagio.
Associare colori ad emozioni può essere un altro utile esercizio perché aiuta a concretizzare, attraverso il colore appunto, qualcosa di non sempre facile metabolizzazione.
Possono fare al caso nostro i personaggi e gli ambienti delle fiabe.
I protagonisti fiabeschi sono perfetti per un'esperienza di questo genere perché sono netti e senza sfumature, non come i personaggi reali: la strega è sempre irrimediabilmente cattiva, la principessa è costantemente bella e buona, il principe affascinante e coraggioso...
Quali emozioni coloreranno la catapecchia della strega? Quali colori corrisponderanno a queste emozioni?
La strega è in genere piena di rabbia, cattiveria, rancore...che si potrebbero sicuramente associare a nero, grigio, rosso fuoco.
La principessa, convenzionalmente dolce, tranquilla, zuccherosa, avrà una casa rosa pastello, bianco panna, giallina.
Il principe è forte, agile, innamorato per cui il suo castello avrà mura di un bel blu brillante, merlate torri arancioni e magari sarà immerso in un bosco folto e verdissimo.
La creazione di un patchwork di tali ambienti fantastici darà l'idea del grande panorama di emozioni che c'è in ognuno di noi e delle tante parole che possiamo usare per definirle, da quelle fiabesche, più mascherate e nette, a quelle nostre, vere più tangibili e mescolate tra loro.
Saper giocare con le parole aiuta sicuramente e conoscere nel modo giusto la realtà fuori e dentro di noi ed offre ai nostri bambini - e noi stessi! - un ulteriore strumento per stare bene a scuola, nella nostra scuola, una scuola ancora più possibile.
Cristina Ansuini, Psicologa, Docente presso la scuola "2 ottobre 1870", I.C. Piazza Borgoncini Duca, Roma
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