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n.48 dicembre 2014
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Il PIERINO, il giornale online delle scuole del Gabrielli
Il significato del laboratorio di documentazione e il ruolo dei docenti che lo conducono
di Maurizio Scarabotti - Dalla redazione
L'inserimento del laboratorio di documentazione è l'aspetto più "recente" del progetto Gabrielli e le motivazioni di tale scelta sono soprattutto di due livelli:

il primo livello è legato alla necessità di RACCONTARE/DOCUMENTARE quanto avviene nelle scuole "durante" il percorso e coincide con l'attivazione del processo di monitoraggio che il Coordinamento pedagogico ha attivato per coinvolgere la scuola e i docenti in un processo di RICERCA- AZIONE continuo circa i vantaggi che produce l'attivazione del progetto sul singolo alunno -disabile e non- sui docenti e su tutta la scuola;

il secondo livello riguarda invece la possibilità di coinvolgere nel progetto CONTEMPORANEAMENTE un numero maggiore di alunni della scuola, offrendo agli alunni la possibilità di trovare spazi di espressione non solo a carattere recitativo (lab. di recitazione) o creativo/manipolativo (lab. scene e costumi) ma anche espressivo/visivo (lab. documentazione)


Proprio il carattere espressivo/visivo caratterizza il laboratorio di documentazione che è stato pensato come ambiente di esperienza/apprendimento particolarmente adatto a valorizzare e scoprire talenti nell'ambito della ipertestualità, oggi più che mai richiesta ad una scuola che vuole essere al passo con i linguaggi utilizzati dagli alunni.
La scelta di connotare il laboratorio come REDAZIONE di un GIORNALE ONLINE offre duplici vantaggi:
  • incentrare il lavoro del gruppo su un compito concreto (fare-realizzare- documentare per COMUNICARE), sperimentato insieme a scuola, dove ognuno ha l'opportunità di utilizzare conoscenze pregresse (utilizzo del computer oggi esteso a bambini già delle prime classi della scuola elementare) e di apprenderne di nuove, sia dal punto di vista tecnologico, (utilizzo della macchina fotografica digitale o della videocamera, saper ridurre o ingrandire una foto, utilizzare una piattaforma digitale, imparare a utilizzare link a testi o filmati -vedi youtube) sia dal punto di vista espressivo (preparare un'intervista, scrivere non come compito "interno alla scuola"che viene corretto dal docente con la finalità di una valutazione e restituzione al solo alunno o alla sua famiglia, ma IMPARARE a SCRIVERE per COMUNICARE all'esterno della scuola, in rete su internet);
  • sperimentare che il proprio contributo permette al gruppo stesso (la redazione della scuola) di partecipare a obiettivi ambiziosi (scrivere per un giornale in rete, con altre scuole di ogni ordine e grado) con lo scopo di RESTITUIRE a tutti i partecipanti al progetto (gli alunni degli altri due laboratori) una testimonianza documentata nel tempo (che rimane ed è visibile) di ciò che tutti insieme (alunni e docenti delle singole scuole, e poi tutti i partecipanti della rete delle scuole) sono stati in grado di realizzare (dallo spettacolo, ai costumi, alle scenografie, alle interviste, agli approfondimenti, alle creazioni "letterarie"espressione di originalità nel saper manipolate testi e immagini);
  • dimostrare che anche ciò che potrebbe apparire "scolastico" (cioè lo scrivere, il documentare) può assumere quegli aspetti originali e creativi che appartengono all'essere umano e per alcuni alunni possono rappresentare una "scoperta": ciò che apprendiamo a scuola (leggere, scrivere, disegnare ...) ha una funzione ben più ampia dello scrivere "il tema" o "il riassunto" ma è l'acquisizione di strumenti che mi permettono poi di accedere a livelli più alti di relazione con il mondo, di poterlo appunto raccontare e rappresentare attraverso parole e immagini, elementi oggi più che mai importanti per i bambini e i giovani, soprattutto quello che riguarda il mondo visivo. La scuola -i docenti che conducono il laboratorio di documentazione- accettano LA SFIDA di dimostrare che possono avvicinare/stimolare/sollecitare la ricerca di un modo nuovo di apprendere a fare ... mettendosi in gioco in prima persona, con gli alunni, valorizzando e a volte (soprattutto alla scuola superiore) "sfruttando" ciò di cui i ragazzi sono più forti e competenti rispetto all'adulto, l'utilizzo delle tecnologie e degli strumenti offerti dal web, ad esempio. IL RUOLO DEL DOCENTE IN LABORATORIO CAMBIA: è colui che, esperto nel mondo della formazione, con strumenti pedagogici (e disciplinari) specifici, PUO' esercitare quella mediazione tra il nuovo (le risorse "fresche" delle nuove generazioni) e il meno nuovo (le risorse professionali a disposizione) non come contrapposizione ma come elaborazione di qualcosa che può essere creato proprio da quel gruppo, in quelle ore di scuola che sono dedicate comunque alla crescita/formazione dell'individuo. E mentre il docente "accompagna" l'alunno in questo processo di scoperta, apprende lui stesso altri modi per ESSERE DOCENTE (non tanto a fare il docente!).



Le preoccupazioni/obiezioni che possono sollevare i docenti.
Sono essenzialmente di due tipi:
quanta competenza tecnologica è necessario avere;
quanto è possibile "fare" all'interno delle ore di laboratorio che confermino al singolo docente, agli altri colleghi, ai genitori e soprattutto agli alunni che quel tempo è dedicato/speso (e non perso!) ad apprendere in maniera differente.

Per quanto riguarda il primo punto, il docente è accompagnato in questo percorso dal Coordinamento pedagogico relativamente agli aspetti "strumentali", ossia all'utilizzo della piattaforma su cui gira il giornale telematico; altre indicazioni sono fornite attraverso tutorial dedicati e incontri periodici della Redazione Il Pierino, che consentono un confronto con i colleghi delle altre scuole.
Per quanto riguarda invece il secondo punto, si tratta di recuperare quella parte più creativa, più originale, di RICERCA professionale, oltre che personale, nell'andare ad individuare proposte e sollecitazioni che possono essere più adatte al laboratorio di documentazione, "perdendo" la visione esclusivamente "scolastica" del tempo scuola.

Cosa è possibile fare nel laboratorio
Per prima cosa creare il gruppo e condividere con loro l'attività, i compiti, l'organizzazione, i tempi, i ruoli; individuare le risorse interne (chi sa fare che cosa) e quelle esterne (un genitore giornalista oppure fotografo!); stilare una lista di competenze specifiche (cosa sa fare ognuno in termini tecnologici -accendere solo il computer o saper navigare, scaricare video, fare link ...) e una lista di ciò che si potrebbe apprendere a fare (nello scambio con l'amico piuttosto che la sola conoscenza che passa attraverso il docente).
Come il docente si mette in gioco nel laboratorio teatrale e deve/può superare la difficoltà/imbarazzo di essere in azione con gli alunni, così nel laboratorio di documentazione si supera la barriera tra chi sa (docente) e chi deve apprendere (alunni) in virtù che tutti partono dalla stessa difficoltà e anche in questo caso si deve imparare a dar vita ad un lavoro di tutti (adulti e ragazzi/bambini) che hanno condiviso un obiettivo: partecipare ad un progetto che è di TUTTI, dove ognuno contribuisce con un diverso linguaggio (espressivo-teatrale, espressivo-manipolativo, espressivo-tecnologico-giornalistico) per far sì che ciò che verrà realizzato (uno spettacolo) sia valorizzato in ogni suo aspetto: quello recitativo, quello coreografico, quello divulgativo (lab. di documentazione).

Con questo ATTEGGIAMENTO PERSONALE di messa in gioco e di conseguimento di uno scopo comune, i singoli gruppi (le redazioni nelle scuole) e la redazione composta dai referenti delle scuole e dal coordinamento, hanno la forza di conseguire il risultato atteso.



Maurizio Scarabotti, Associazione Sysform per il supporto alla Documentazione e Comunicazione del Progetto Piero Gabrielli
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