Torna nella homepage
 
n 75 settembre 2017
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:22 Ottobre 2017 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Il prof nel cassetto'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
Sysform Ente di Formazione accreditato dal MIUR
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Formazione 1 Formazione

Ricerca avanzata >>>
Il prof nel cassetto
E' il prof che fa il cassetto o il cassetto che fa il prof?
di Pettinari Francesco - Dedicato a te
Di legno, di ferro, lunghi e stretti, rettangolari o quadrati, monocromi o colorati.
Ce ne sono di ogni specie, diversi e vari nella forma, nel materiale e nel colore.

Servono a raccogliere e contenere oggetti di vario genere, li apriamo e chiudiamo almeno dieci volte al giorno, ma soprattutto sono il mezzo migliore per capire il ruolo, l'importanza e il prestigio di un docente, e non solo.

Sono i cassetti dei prof.
Sì, proprio loro, gli innocui cassetti adagiati da tempi immemori nelle sale docenti di ogni scuola d'Italia.
Ah, se potessero parlare! Quanti proprietari hanno visto passare, decine e decine di supplenti, ogni anno con un'etichetta e un nome diverso attaccato sopra lo sportello. Dai libri al tablet, dai gessetti bianchi al mouse, dai registri cartacei alle pen drive: quanti cambiamenti hanno ospitato nei loro meandri!

Ce ne sono alcuni che ricordano una mano sempre curata e profumata che, con tocco femminile e leggero, li apriva ogni mattina, altri rimpiangono l'ordine e la precisione che albergava al loro interno fino a quattro anni prima, quando un nuovo prof. disordinato e confusionario ne divenne, all'improvviso, proprietario.
Ci sono quelli che somigliano ad una mini dispensa tra biscotti "Mulino Bianco" e taralli pugliesi al peperoncino; quelli più spartani e ligi al dovere che, con estremo rigore, raccolgono da decenni, sempre e soltanto, immensi pacchi di fogli protocollo con i temi di italiano; altri, poi, non ne possono più di tutti quei calcoli matematici al loro interno; qualcuno è strapieno, così appesantito che un giorno o l'altro romperà gli argini e sprofonderà direttamente al piano inferiore, mescolandosi senza ritegno alle squadre, ai compassi e alle tavole di Tecnologia. Altri, invece, languono, abbandonati e mal ridotti, con dentro a malapena una manciata di fogli sgualciti risalenti a tre anni scolastici fa.

Il fatto è che a vederli bene, dalla giusta distanza, questi cassetti non sono affatto "neutri", semplici e inerti recipienti di oggetti scolastici, come potrebbe sembrare a un primo sguardo. Tra di loro, in realtà, si insinua una fitta e intricata rete di rapporti. Amicizia, rivalità, competizione, simpatie, potere si compongono silenziosamente, secondo una precisa e spietata geometria gerarchico-simbolica.

Ci sono i cassetti della professoressa Rossi, tutti impettiti in prima fila, all'altezza del braccio, facili e comodi da aprire in un colpo solo, sono quattro, uno accanto all'altro.
Anche quelli del professor Bianchi, però, mica scherzano! Fino allo scorso anno erano tre, ora sono quattro, formano un ampio rettangolo e si dice che potrebbero addirittura diventare cinque, grazie ad un'assegnazione provvisoria dell'ultimo momento della prof. di Musica.
La prof. Verdi, invece, arrivata da appena un anno, si è dovuta accontentare della penultima fila, due cassetti, di cui uno mezzo rotto.
E che dire della neo immessa in ruolo di Inglese che, ogni mattina, per prendere i suoi libri deve inginocchiarsi, inchinarsi dinnanzi alla fila verticale e interminabile di cassetti della temutissima prof. Gialli, prima di raggiungere finalmente il suo, collocato nell'ultima fila a destra a ridosso del pavimento.
Per non parlare dei colleghi di italiano e matematica della sezione C, entrambi a un passo dalla pensione e con un intero armadietto soltanto per loro! I prof. di sostegno, infine, hanno oramai perso ogni speranza, per loro al massimo restano le ultime file, qualche cassetto condiviso e promiscuo o, come è successo all'ultimo precario arrivato, il ripiano polveroso del termosifone in ghisa a destra.

Insomma -diciamocelo- le cassettiere delle sale prof. sono ben più di un semplice elemento d'arredo, somigliano a un campo minato dove occorre muoversi con estrema prudenza, una grande battaglia navale in cui non pochi sono gli "affondati", un Risiko in cui è importante possedere una sicura strategia sin dai primi giorni di scuola!

Ecco perché, quest'anno, appena ho preso servizio nella nuova scuola, sono entrato nella sala docenti e, dopo segrete e accurate indagini informative, ho subito conquistato e colonizzato ben due cassetti altezza spalle di una collega appena trasferita. Poi, una volta individuati, li ho svuotati e ci ho messo sopra, quale chiaro vessillo di vittoria, una bella e nuova etichetta adesiva con scritto il mio nome. Ma occorre vigilare con attenzione, l'anno -si sa- è lungo e i cassetti potrebbero subire all'improvviso, quando uno meno se lo aspetta, metamorfosi repentine.

Quindi, cari colleghi, nel vademecum d'inizio anno, accanto alle operazioni burocratiche di rito, dopo aver firmato il contratto e compilato lo stato di servizio, non dimenticatevi dei cassetti, è da lì che tutto inizia, dal cassetto che fa il prof. e da un sogno (prof.) nel cassetto! Buon anno a tutti!


Francesco Pettinari, docente scuola secondaria di primo grado dell' IC Domenico Purificato, Roma
Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
 

G.T. Engine Powerd by Sysform Roma Via Monte Manno 23 -Roma- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional