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n.14 giugno 2011
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Il Progetto di Scrittura Creativa su Netpupils
Come sfruttare al meglio l'enorme potenziale dei social network
di Ansuini Cristina - Scuola & Tecnologia
La comunicazione è alla base della conoscenza, dello scambio; starsene isolati, magari tra una montagna di libri e libroni - e lo dice una bibliofila incallita! - non consente di avere una conoscenza vera della realtà, perché mancante di quella parte di reciprocità, di arricchimento "dal vivo" così prezioso nel suo essere vicendevole, nel suo connubio di diversità, nel suo arricchimento tra differenze.

Se questo arricchimento un po' di tempo fa avveniva principalmente, oltre a che a scuola!, nei cortili tra i palazzi o nei campetti degli oratori, ora lo scambio si è allargato all'intero mondo perché attraverso la rete, che i ragazzi utilizzano con una disinvoltura invidiabile, ci si può mettere in contatto proprio con tutti.

È anche vero, d'altra parte, che non sempre questi contatti sono sani e "appoggiabili", dal momento che sono noti i grandi pericoli nascosti e intrecciati nella rete, dal rischio di incontri con gente poco raccomandabile alla dipendenza che la frequenza assidua della rete stessa può dare.

I social network sono un po' sulla bocca di tutti, giornali e riviste pubblicano articoli sui pericoli di questi nuovi media, ma anche sulle potenzialità informative e comunicative che tali mezzi hanno.

Il successo di Facebook, d'altra parte è innegabile: molti dei nostri alunni, pur non potendolo fare, perché l'età minima per avere un profilo è 14 anni, passano un bel po' di tempo tra chat e giochini vari proprio su Facebook.
Io stessa devo dire che non ne disdegno affatto le potenzialità: attraverso questo social network ho ripreso contatti con compagni di liceo e di università, scambiato idee, opinioni e materiali con colleghe di ogni parte d'Italia e di qualche altro pezzetto di mondo, messo alla prova il mio inglese e il mio francese chattando con amici lontani, avuto l'amicizia di veri miti come Nicoletta Costa o Andrea Valente...

Tutti questi elementi messi insieme - la comunicazione, lo scambio, l'utilizzo della rete... - sono stati valorizzati e utilizzati al meglio in Netpupils, un social network creato su misura per gli under 15, che consente l'accesso solo ai ragazzi dagli 8 ai 15 anni e a pochi altri "eletti" che monitorano e animano in modo sano le attività in rete.
Con mio sommo gaudio, perché da tempo sognavo di intrufolarmi in Netpupils - essendo tra l'altro mamma di due "ragazzacci di 14 anni" -, sono stata coinvolta in questo bellissimo mondo attivando un progetto di scrittura creativa, dandomi così l'opportunità di mettere insieme un po' delle mie passioni: il contatto con bambini-ragazzi, la lettura, la scrittura creativa e ...i social network, il tutto sull'onda del confronto e della comunicazione.

L'idea era quella di utilizzare i nuovi mezzi comunicativi per costruire qualcosa di nuovo, che stimolasse la creatività e la voglia di mettersi in gioco insieme agli altri ed anche far comprendere come attività che sono tipicamente scolastiche, come la scrittura, possono rivelare aspetti giocosi e divertenti, capaci di rendere piacevole e attuale quello che spesso appare come un noioso dovere.

Sotto l'attenta e preziosa guida si Maurizio Scarabotti, ho attivato così un progetto in rete proponendo un'attività mirata alla costruzione di un racconto "giallo", con delle sfumature misteriose quindi, ma contando sui meccanismi tipici dei giochi dei social network: il gruppo che condivide impressioni e informazioni varie, gli step da superare, i giochi - nel nostro caso giochi linguistici - da risolvere.

Il primo passo è stato aprire il gruppo, presentare brevemente le cose che ci si potevano realizzare dentro e poi avviare una discussione sulle letture preferite e su che cose sarebbe stato bello trovare in un racconto "giallo". Le risposte a questa prima esplorazione non si sono fatte aspettare, così ho potuto procedere dando l'inizio alla costruzione della nostra storia.


Per prima cosa ho dato degli "ingredienti" sui quali giocare, chiaramente accattivanti, stimolanti per la costruzione della storia e vicini alla realtà che ragazzi di quell'età vivono, per cui due amiche, Alice e Benedetta, nella casa al mare dei nonni di una delle due che scoprono il diario segreto della mamma di Alice, vorrebbero leggerlo ma la chiave non c'è e allora si mettono alla ricerca di indizi e informazioni...
Da qui è partita l'avventura che si è arricchita via via di incontri, colpi di scena, alfabeti segreti, codici da svelare...
Il tutto da elaborare e chiarire nella discussione mentre in bacheca comparivano giochi di parole, indovinelli, sciarade da risolvere per avere un altro pezzetto di storia, un altro indizio, per procedere nella vicenda.
Quando ho avuto un bel po' di elementi, ho provveduto a riorganizzarli e a pubblicare il capitolo della storia ben confezionato.

I risultati hanno stupito me per prima: c'è qualcuno che aspetta i miei interventi con ansia ed è pronto a rispondere agli indovinelli praticamente in tempo reale!

Per arricchire la storia e dare una suggestione in più ho pubblicato anche delle foto in tema e i partecipanti al gruppo mi hanno seguito anche in questa proposta!


L'avventura continua e diventa sempre più complessa con l'aggiunta di altri ingredienti, come storie d'amore e nuove amicizie...con imprevisti che ci porteranno in altri posti misteriosi, ma insieme, pronti a costruire ancora un altro pezzetto di strada e a dimostrare, ancora una vota che non sono i mezzi che usiamo ad esser buoni o cattivi, ma l'utilizzo che ne facciamo.

Cristina Ansuini, Psicologa, Docente presso la scuola "2 ottobre 1870", I.C. Piazza Borgoncini Duca, Roma
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