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n. 32 aprile 2013
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Il registro elettronico per il docente: chi lo sceglierà?
L'ambiguità tra soluzione amministrativa e strumento professionale
di Maurizio Scarabotti - Scuola & Tecnologia
Nel mese di marzo e aprile abbiamo presentato il progetto ICARO ai docenti e ai dirigenti scolastici: abbiamo avuto il piacere di incontrare oltre cinquecento persone (maggiormente docenti) di ogni ordine e grado, che hanno risposto alla nostra sollecitazione di dedicare due ore per affrontare l'argomento "pagelle on-line e registro elettronico", l'impegno riservato al personale della scuola da settembre 2013. Quest'anno, sebbene la legge sia entrata in vigore a settembre 2012, è stato considerato un periodo transitorio, di sperimentazione.

Non sapendo quale sarà il prossimo volto della scuola (quello del ministro ora c'è) e quale impulso il nuovo ministro darà alla "scuola digitale", rimane il fatto che la tecnologia può essere un valido alleato nella professione docente, a patto che sia "al servizio" e non "assoggetti" o complichi la vita delle persone.

ICARO è stato pensato per il mondo della scuola da persone di scuola. ICARO è stato progettato partendo da una analisi di realtà, dell'esistente, di che cosa può fare la scuola oggi, non quello che altri stabiliscono si debba fare.
ICARO è un compromesso tra la richiesta che viene fatta alla scuola, in quanto parte della Pubblica Amministrazione, e la delicatezza della materia trattata: la comunicazione scuola famiglia che ha per oggetto la valutazione scolastica dell'alunno/figlio.
Con ICARO abbiamo inteso salvaguardare la funzione docente e l'impianto psicopedagogico della scuola, che nel tempo è evoluto da sistema di controllo sociale (chi accedeva e chi no) a sistema di promozione sociale (una scuola per tutti e di tutti), in cui la valutazione ha assunto il valore di sintesi di un processo, quello formativo appunto, piuttosto che di etichettatura di prestazioni (interrogazioni, compiti). Il ritorno al voto in pagella ha certamente destabilizzato quanti di noi credono che l'educazione, l'istruzione e la formazione si realizzano prevalentemente all'interno di una relazione (docente-alunno/i, alunno-alunni) e le soluzioni individuate dalle singole scuole hanno cercato di contenere il danno.

Oggi la scuola riceve indicazioni per confermarsi come agenzia educativa che DISPENSA VOTI. Voti che per giunta devono essere "in diretta". Le proposte e le soluzioni presentate alle scuole hanno generato "procedure informatiche" che traducono uno strumento di lavoro -il registro personale del docente- in luogo di controllo, accessibile ai genitori on-line. Significa che ogni operazione compiuta sul MIO strumento di lavoro si traduce in INFO per il genitore. L'interesse ovviamente riguarda soprattutto i VOTI dei figli, dato certamente importante ma non esclusivo indicatore di un "andamento scolastico" che coinvolge scuola e famiglia in un patto educativo ben più complesso di una sterile comunicazione di voti. Vi immaginate la fila di genitori che arriva a fine quadrimestre per negoziare il voto del figlio? 6+, 7,5+, 7-, 6,5 quanto fa in pagella, 6 o 7?

Come dicevamo, abbiamo incontrato tanti docenti e la stragrande maggioranza ha condiviso con noi la riflessione pedagogica che abbiamo posto all'attenzione di tutti: quale rapporto scuola-famiglia immaginiamo se l'attenzione e le info quotidiane che partono dalla scuola devono riguardare voti e assenze? Stiamo tornando "involontariamente" a ripristinare la funzione docente come agente di controllo (di prestazioni e frequenza scolastica) e non come agente di cambiamento/trasformazione/apprendimento che si realizza nella classe, in cui le prestazioni che vengono etichettate dal voto sono inserite in una più ampia e articolata azione psicopedagogica. Se continuiamo a rinforzare l'idea che la formazione è il risultato di voti acquisiti ... la prossima manovra di risparmio/taglio della scuola sarà di proporre una parte del tempo scolastico da svolgere a casa davanti al computer a rispondere a quesiti che al termine formuleranno una valutazione/voto. Infatti, posso tradurre in procedura informatica un qualsiasi contenuto a cui attribuire pesi diversi (voti) a seconda delle risposte date.
A cosa servirà più il docente? Riflettiamoci visto che in tempo di crisi si continuerà a tagliare.

Capite bene, allora, che la scelta dello strumento di lavoro può essere fatta solo dal professionista che lo dovrà utilizzare, non certo da un'altra funzione amministrativa (magari il DSGA) che potrà valutare l'oggetto/prodotto/registro solo dal punto di vista degli adempimenti legislativi ed economici (quanto costa?).

La scelta deve tornare ai docenti. Vuoi provare a vedere come funziona ICARO e vedere se risponde ai criteri di flessibilità, di facilità e di salvaguardia del valore della funzione docente?
Tutti coloro che hanno partecipato ai seminari hanno avuto la possibilità di sperimentare realmente ICARO, lo abbiamo configurato per ognuno di loro.
I tempi della scuola oramai sono ridotti per offrire ancora questa soluzione ma puoi vedere il funzionamento del sistema in una DEMO che puoi richiedere direttamente accedendo al sito.

Dimenticavamo: ICARO è un sistema di immissione dati offline che permette di superare gli attuali ostacoli delle scuole che non hanno un computer per classe da dedicare al registro e non hanno la connessione internet, e non sono poche le scuole che sono in queste condizioni. Perché non possiamo promettere "la diretta" senza mezzi adeguati. ICARO utilizza il web in momenti particolari, calendarizzati, e per il tempo necessario per il solo invio dei dati. Non viaggia su piattaforma online quindi non potrà mai avere una linea intasata o che cade.
Alla diretta dei voti per tutti gli alunni, abbiamo preferito far scegliere alla scuola, al docente "cosa e quando" inviare al genitore.

ICARO non è per tutti, solo per coloro che condividono la scelta di salvare la scuola da procedure informatiche che tendono a svilire la sua natura psicopedagogica.

Maurizio Scarabotti, Presidente Sysform, ha curato gli aspetti informatici insieme ad uno staff qualificato; Manuela Rosci, Vicepresidente Sysform, ha collaborato per gli aspetti psicopedagocici del progetto



ICARO è il sistema di comunicazione scuola-famiglia ideato da Sysform per la Casa Editrice Lombardi: permette di gestire lo scrutinio elettronico per l'elaborazione delle pagelle e l'invio sul web, dotando ogni docente del proprio registro elettronico. Molte le differenze dagli altri prodotti in commercio.
Richiedi una demo all'indirizzo www.icaroscuola.it

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Sono presenti 2 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito venerdì 31/05/2013 ore 09:23 da Maurizio
Hai ragione però a pensare che le ?rivoluzioni? (perdere lo storico registro di carta!) non si rea-lizzano senza mezzi adeguati, senza risorse aggiuntive, senza preparazione. Siamo persone di scuola e come tali pensiamo e valutiamo ciò che ci viene proposto con l?intento di capire se può agevolare e migliorare il nostro lavoro. Ma ancora una volta rischiamo che l?innovazione digitale ci venga proposta come mera procedura informatizzata piuttosto che occasione per valorizzare il nostro lavoro anche grazie agli strumenti digitali. Per questo motivo abbiamo detto di NO a soluzioni che oggi mettono la scuola nella condizione di NON AGIRE, mettono noi docenti nella condizione di AGGRAVIO di LAVORO. Ma siamo persone abituate a vedere oltre quello che viene proposto alla scuola per cercare di trasformare anche il Decreto sulla Dematerializzazione della Pubblica Amministrazione in OPPORTUNITA? di CRESCITA e MIGLIORAMENTO.
inserito martedì 28/05/2013 ore 11:01 da fernanda fonisci
mi va bene tutto quello che avete detto l'informatica mi ha sempre stuzzicato e quando nella scuola non c'era nessuno che utilizzava il computer: io c'ero! Si parla di programma ma non di mezzi materiali, a chi l'onere e l'onore della spesa? gradirei una risposta fernanda
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