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n.3 maggio 2010
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Il ritmo della parola in disordine
Parliamo della balbuzie
di D'Angiò Giovanni - Integrazione Scolastica >>> Approfondimenti
La balbuzie può essere definita come un disordine del ritmo della parola, consiste in contrazioni spastiche ripetute che colpiscono le funzioni della regolarità e del ritmo della muscolatura fono respiratoria.
La persona affetta da balbuzie ha chiaro in mente il concetto che vuole esprimere solo che non riesce a palesarlo a causa proprio di questi arresti e spasmi involontari. La balbuzie, essendo un disturbo della comunicazione di origine psicologica, trova esordio in età infantile, soprattutto in seguito ad eventi con una forte connotazione emotiva ritenuti ansiogeni e stressanti per il piccolo. Per ciò che concerne le cause che possono innescare questo disturbo del linguaggio, vari autori hanno tentato di raggrupparle in base all'origine del sintomo.

Cause organiciste: insufficienza apparato fonico, lesioni cerebro -corticali
Cause Psicogenetiche: origini intime di tipo nervoso, fortemente legate a eventi di vita stressanti o traumatici
Cause Linguistiche: incertezze terminologiche, verbali e di contenuto.

Non si nasce affetti da balbuzie, ma con l'acquisizione del linguaggio il disturbo può manifestarsi, infatti, verso i 3/ 4 anni il fenomeno può prendere piede. Colpisce principalmente i maschietti e nel 30% dei casi è possibile riscontrare una ereditarietà del disturbo.
I bambini balbuzienti sono individui normali psichicamente, mostrano una grande sensibilità e in alcuni casi presentano un quoziente intellettivo superiore alla norma. E' possibile comunque notare una tendenza all'introversione e alla passività, possono anche verificarsi casi in cui il fanciullo mostra una forma più o meno marcata di ostilità o aggressività, e a volte atteggiamenti di tipo ansioso. I soggetti balbuzienti spesso provano sentimenti di imbarazzo, vergogna, disagio, rabbia, paura, che vanno ad accrescere il livello d'ansia e a causare o meglio ad aggravare il sintomo, portando quindi ad un aumento del disturbo.

Le balbuzie si possono caratterizzare per:
Le ripetizioni; ciò avviene quando un a parte di un discorso esempio sillaba, frase, parola, viene ripetuta. "Me-me-merenda"
I prolungamenti: allungamenti di suoni, " mmmmmmamma"
I blocchi: interruzione dell'emissione di alcun suono chiaramente in maniera inopportuna, silenzi ingiustificati, veri e propri blocchi della parola.

Le balbuzie aumentano in relazione al contesto, infatti, un bambino balbuziente trova enorme difficoltà nel parlare di fronte agli altri, anche agli stessi compagni di classe o alla sua insegnante, in quel caso il livello di disagio linguistico aumenta considerevolmente, al contrario osservando un bambino che gioca da solo è possibile notare l'assenza o una rilevante diminuzione del fenomeno.
Per quanto riguarda il metodo per modificare il disturbo della balbuzie, un approccio multidisciplinare permette di valutare e di capire le variabili che entrano in gioco alla presenza della manifestazione sintomatica. Tra le metodologie utilizzate, vi è la terapia volta alla fluenza, lavora principalmente sulla correzione del comportamento, ha come obiettivo insegnare al piccolo a parlare in maniera più fluida controllando il respiro, la fonazione e l'articolazione delle labbra, lingua e mandibola. Poi vi sono le terapie che mirano alla modifica della balbuzie, obiettivo è rendere l'atto del balbettare meno faticoso e più semplice, il ragionamento che è alla base di questo tipo di intervento ritiene che: visto che la paura e l'ansia provocano la balbuzie, allora, se si balbettasse con più disinvoltura, la disfluenza diminuirebbe, in quanto cesserebbe la presenza di fattori di stress.
Le tecniche e strategie psicologiche hanno come obiettivo il rafforzamento dell'IO, obiettivo è quello di far evolvere la personalità del bambino, lavorando sui sentimenti del fanciullo e sul suo mondo interiore.

Il bambino balbuziente, come tutti i suoi coetanei, frequenta la scuola, ciò lo porta a relazionarsi quotidianamente sia con i compagni che con i propri insegnanti, ed è proprio a questi ultimi che spetta un compito delicato, ovvero, aiutare il piccolo a integrarsi nel gruppo classe, fungendo da mediatore tra la classe ed il balbuziente. Purtroppo i soggetti affetti da balbuzie non di rado sono derisi dai coetanei, è proprio in questo caso che gli insegnati compatti devono intervenire, per tutelare il bambino balbuziente e spiegare agli altri scolari cosa si prova e si sente nell'essere derisi.

Vi sono delle indicazioni che gli insegnati possono seguire per relazionarsi in maniera serena con uno studente con balbuzie:
? Mai interrompere il discorso, mai chiedergli di ripetere la frase che non ha pronunciato, correttamente, servirebbe solo ad accrescere in lui l'imbarazzo.
? Mai completare la frase che il bambino tenta di palesare.
? Mai rimproverarlo se balbetta.
? Non sorridere di fronte ai suoi errori di pronuncia.
? Non trasmettere la propria ansia ma aspettare con calma e pazienza che abbia terminato di parlare.

I docenti hanno il compito di accogliere emotivamente il bambino, senza fargli capire che il suo disturbo è un ostacolo alla comunicazione e alla relazione con loro, devono conferire al soggetto tutto il tempo di cui necessita per esprimersi al meglio e con tranquillità, senza sentirsi giudicato, ma accettato.

Prof. Giovanni D'Angiò (psicologo-psicoterapeuta) docente di psicologia dell'orientamento professionale; Dott. ssa Arianna Recco Psicologa Clinica cultore della materia di psicologia dell'orientamento professionale,Dot.ssa Paola Ottobre sociologa cultore della materia di psicologia dell'orientamento professionaleUNIVERSITA' DI CASSINO POLO DIDATTICO DI SORA FACOLTA' SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE

Bibliografia
Bitetti A., (2006), La Balbuzie. Un Problema Relazionale, Armando Editore
Goodwillie Edwards S, Murray F. P.,(2003), La Balbuzie, RED Edizioni
Rocca R., Stendoro G., (2008), La balbuzie. Una tecnica per sconfiggerla, Armando Editore
Rustin L., (1994), Manuale per la Valutazione e il Trattamento Intensivo della Balbuzie, Omega Edizioni

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