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n.15 settembre 2011
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Il ruolo del docente di sostegno
Lo statuto epistemologico della didattica speciale (I^ parte)
di Bevar Ernesta Angela - Integrazione Scolastica
Gli Stati riconoscono il diritto delle persone con disabilità all'istruzione.
Allo scopo di realizzare questo diritto senza discriminazioni e su una base di eguaglianza di opportunità, gli Stati faranno in modo che il sistema educativo preveda la loro integrazione scolastica a tutti i livelli e offra, nel corso dell'intera vita, possibilità di istruzione.


Articolo 24 - Istruzione comma 1 La Convenzione O.N.U. sul diritto alle Persone con disabilità.

Il docente di sostegno ha cominciato il proprio percorso professionale dall'insegnamento di una materia curriculare e affronta un cambiamento molto evidente quando svolge il ruolo e le funzioni del docente di sostegno, pertanto deve dedicare del tempo all'osservazione di sé per comprendere a fondo i diversi modi, i tempi, le strategie, la differente relazione da instaurare con la classe e con il proprio alunno disabile.
In questo percorso scopre che occorre pensare sempre di più a una progettualità pedagogica concretamente orientata; a un'azione didattica di qualità, inclusiva e finalizzata a una "speciale normalità".

La prima strategia di un docente di sostegno sarà, quindi, la capacità di gestire la relazione attraverso il contenuto, creare cioè un rapporto dialettico tra contenuto e strategie metodologico- didattiche.
Un progetto didattico che integra tiene conto di diversi obiettivi:
? valorizzare la persona,
? valorizzare le abilità e le specificità personali,
? proiettare una dimensione futura,
? essere ed esprimere se stessi.

Ognuno di questi obiettivi va perseguito mescolando sapientemente pensieri e sentimenti, desiderando, volendo, esprimendo e, soprattutto, immaginando il futuro perché il pensiero che si rivolge al futuro sa stimolare, anche inconsciamente, nuove aspettative e sa aprire verso nuovi orizzonti.

Valutando realisticamente le opportunità che offre l'ambiente e facendo i conti con desideri e livelli di fattibilità il docente che integra e include deve necessariamente imparare a muoversi sul confine tra utopia e realtà nei seguenti quattro ambiti:

? responsabilità etica: valorizzazione delle differenze, accoglienza, solidarietà, pari opportunità, inclusione, partecipazione, dignità, collaborazione, ascolto, mediazione, pluralità, aiuto, lentezza, autonomia, interdipendenza, reciprocità;
? ascoltare, mettere in comune e valorizzare: nuove modalità comunicative, linguaggi diversi, strategie didattiche nuove, semplificare, sperimentare, riadattare, modulare, progettare, efficacia, bisogni educativi, strutturare itinerari diversi;
? conoscenza: conoscere la storia dell'altro, conoscersi, raccontarsi, prendersi cura di sé e del proprio apprendimento, immaginare il futuro adulto, conoscere le abilità le competenze e le aspirazioni, tenere presenti i legami con la vita reale (compiti operativi);
? relazione educativa: esaminare la realtà, accettare i limiti, elaborare le rinunce, pensare l'altro come adulto, differenziazione, autonomia e separazione, inserire in specifiche modalità emancipative.

Motivare al futuro significa credere che un cambiamento reale può avvenire davvero.
"Una delle maggiori sfide per la società è la formazione di cittadini autonomi e consapevoli delle proprie potenzialità, a prescindere dalle condizioni di salute oggettive; a questo proposito, è fondamentale diffondere un atteggiamento positivo, che induca tutti i suoi membri a riconoscere le persone disabili in quanto agenti effettivi nel processo di sviluppo e di evoluzione della società stessa". (Manuela Lombardi, Marta Bassi e Antonella Delle Fave, Influenze e risorse sociali e culturali nell'integrazione degli alunni con disabilità, Dipartimento di Scienze Precliniche LITA Vialba, Università degli Studi di Milano.)

Wood, Bruner e Roos nel 1976 hanno introdotto l'idea (scaffolding) di quel sostegno che Feuerstein oggi chiama mediazione: "Gli stimoli emersi dall'ambiente vengono trasformati da un mediatore, solitamente un genitore, un fratello o un'altra figura di riferimento, che guidato dalle proprie intenzioni, dalla cultura e dall'investimento emotivo, seleziona e organizza il mondo degli stimoli per il bambino: sceglie i più appropriati, inquadrandoli, filtrandoli e programmandoli; determina la comparsa e la scomparsa di alcuni e ne ignora altri e, attraverso questo processo di mediazione, influisce sullo sviluppo della struttura cognitiva" (R. Feuerstein, Non accettarmi come sono, Ed. Sansoni)

Il sostegno come mediazione è paragonabile a una struttura in cui si lavora alla ristrutturazione di una casa grazie a una impalcatura che la tiene in piedi fino quando essa non starà in piedi da sola. Ma questa impalcatura è stata progettata per essere successivamente smontata quando non ve ne sarà più la necessità. Quindi nella natura stessa del sostegno come mediazione c'è un fortissimo orientamento al futuro e alla emancipazione, all'autonomia e all'acquisizione dell'indipendenza.

Il docente che integra e include
? sa rendere la partecipazione attiva e non semplicemente reattiva;
? ha un atteggiamento responsabile;
? sa incoraggiare la critica e non esprimere giudizi censori;
? ha fiducia in sé e negli altri;
? sa creare un clima senza ansie e sensi di colpa all'interno del quale manifestare se stessi senza impedire agli altri di fare altrettanto;
? bandisce dalle proprie argomentazioni ogni sorta di stereotipo e pregiudizio.

Come sostiene Jaspers "tutto ciò che non si realizza nella comunicazione non esiste" perciò anche la relazione didattica ha bisogno non di un pensiero monologante, ma di un pensiero che sia partecipazione comune, di un pensiero dialettico.
La comunicazione, in conclusione, resta sempre il cuore della professionalità docente e rende una relazione educativa davvero autentica. Il docente di sostegno conosce bene il proprio alunno e alcune dinamiche familiari e sa come affrontare momenti difficili o quando sono presenti vissuti di ansia che non hanno a che vedere con quel preciso compito scolastico. Nella dinamica relazionale docente e studente possono impostare un codice che non deve essere necessariamente verbale, può essere fatto anche di sguardi o di gesti. I metodi e le strategie che il docente di sostegno mette in atto non devono indurre a un approccio rigido e stereotipato con il compito, pertanto vanno diversificati integrando le proprie conoscenze con nuove metodologie. Saper integrare il vecchio con il nuovo è indice di grande flessibilità e di dinamismo.

L'insegnante di sostegno, se vista come una risorsa fondamentale nella propria cornice scolastica, dovrebbe poter coprire diversi ruoli: "supporto ai colleghi per mettere in luce, e possibilmente risolvere, i problemi di metodo di un percorso educativo e formativo individualizzato che è comunque, a norma di legge, frutto di una progettazione a più fasi e a più voci. [...] si configura come garante del necessario equilibrio, in ogni ordine e grado di scuola, tra il momento educativo e il momento dell'istruzione, [...] svolge un importante ruolo di facilitatore di relazioni tra operatori interni ed esterni al sistema scolastico" (AAVV, Disabilità, integrazione e formazione degli insegnanti - Esperienze e riflessioni, a cura di O. Albanese, Edizioni junior, Bergamo, 2006, p. 56.).


Il punto di partenza nella pratica didattico- educativa è partire dall'altro pensando ai suoi punti di forza, ai suoi interessi, alle sensazioni di piacevolezza che può provare sperimentando la scuola come un tempo e uno spazio da condividere con gli altri. Non si può trascendere quello che siamo, non si finge che l'ostacolo, la malattia, il deficit non esistano, ma si può tentare laddove sia possibile di ridurre il deficit con l'uso di strumenti altri (magari anche non tradizionali), di superare gli ostacoli e le barriere, di sfidare la malattia e aprire insieme al futuro.

Occorre pensare e avere sempre come focus un progetto di vita che faccia di ogni disciplina una occasione per il futuro, per motivare alla partecipazione, per poter esprimere la propria autenticità. Solo in vista di questo focus il docente potrà poi riflettere criticamente sul proprio stile, sul proprio linguaggio, sulle proprie modalità comunicative.

Ernesta Angela Bevar docente di sostegno presso IM Agnesi di Milano
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Sono presenti 1 commenti Visualizza tutti i commenti
inserito lunedì 03/10/2011 ore 02:17 da giovanni
L'ottimo contenuto evidenzia che l'approccio dell'insegnante specializzato deve essere olistico e sistemico, oltre ad essere affiancato da un'azione dinamica e sistematica. Accanto a ciò mi permetto di sottolineare l'importanza strategica di una efficace azione orientativa sia scolastica che professionale che va sostenuta con gli stessi accorgimenti metodologici. Il fine della scuola è quello di concorrere alla formazione di quelle "basi esistenziali" personologiche affinchè l'alunno dva diventi un "cittadino-contribuente"
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