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Il ruolo dell'insegnante
Il ruolo dell'insegnante nella "partitica" di oggi
di Rossini Simonetta - Orizzonte scuola
Su "La Repubblica" del 27/11/2012 è apparso un articolo di Simonetta Fiori sul ruolo sociale degli insegnanti. Faceva riferimento ad una ricerca del gruppo Pearson realizzata con l'Economist che definisce un nuovo Indice Globale sulle capacità cognitive e sui livelli di istruzione in circa 40 paesi di tutto mondo. Al primo posto risultavano essere Finlandia e Corea del Sud; l'Italia occupava solo il 24esimo posto.
Secondo gli autori della ricerca, uno dei motivi del successo scolastico dei due paesi era da attribuire al corpo docente che, anche per il giusto riconoscimento economico e per i buoni percorsi di preparazione, lavora sentendosi parte di un processo formativo a lungo termine.

In una ottica del genere l'insegnante entra a far parte di un progetto educativo che lo Stato attua attraverso una serie di investimenti sulla scuola, riconoscendo al docente stesso una responsabilità non solo educativa ma anche sociale. L'investimento sulla e nella scuola è un investimento a lungo termine: i bambini e i ragazzi che oggi sono tra i banchi saranno gli uomini di domani e, volente o nolente, la scuola ha la responsabilità della loro preparazione e del loro essere cittadini. La scuola riveste, perciò, anche un ruolo politico: deve sviluppare la capacità di partecipare alla vita pubblica e preparare i ragazzi a viverne i diversi istituti in cui una società si concretizza.
L'ottica dello Stato italiano è completamente diversa: nella scuola non si investe....SI DISINVESTE.

Sono anni ormai che i tagli si abbattono sulla scuola privando operatori ed utenti del minimo indispensabile. Ma il danno più grave è quanto questi "politicanti" abbiano incrinato, nell'opinione pubblica, la figura del docente. La lista degli interventi aberranti sarebbe infinita: azzeramento da parte dei governi (nonostante dichiarazioni televisive) dei fondi destinati alla scuola, tagli al sostegno, al tempo pieno, alle compresenze, ai progetti; aumenti dell'orario di servizio che avrebbero frammentato il rapporto frontale con le classi, blocco degli scatti di anzianità, concorsi che ignorano quanti precari aspettano da anni l'immissione in ruolo e, non meno grave, una serie di appellativi pronunciati da vari presidenti di consiglio non fanno altro che allontanare dalla media mondiale, la considerazione sociale che riscuote l'insegnante italiano.
Come sarà il futuro della scuola italiana? C'è speranza che qualcosa cambi in meglio?
Sono domande che come cittadina e come insegnante mi pongo soprattutto in vista delle prossime elezioni...alle quali guardo con un certo pessimismo e una certa disillusione.

Per incapacità e/o per cattiva fede, i nostri politicanti mi sembrano tutti inadeguati. In questo momento non darei a nessuno la mia fiducia...
Antipolitica? Assolutamente no!
Credo fortemente nella politica e tra le numerose definizioni che ne vengono date, amo in particolare questa:
"Politica = Il complesso dei fini posti alla vita pubblica di un popolo e dei mezzi attuati per attuarli".

Io amo la politica da quando andavo a scuola e mi confrontavo con tutti gli altri per trovare il giusto, il meglio per tutti.
Amo l'attuale politica ma odio la "partitica". Nella vita del parlamento e di conseguenza, purtroppo, nella nostra quotidianità c'è una eccessiva partitocrazia (pensate alla legge elettorale...).
Si è formato un sistema all'interno del quale nessuno è disposto a rinunciare al proprio ruolo nonostante incapacità, processi a carico, corruzione, sovrapposizioni di incarichi, e per rimanere ancorati al parlamento, cambiano partiti, alleanze e, cosa ben peggiore, colludono con quanti appartengono alla parte meno sana del paese, in cambio del loro sostegno.
E "questi onorevoli" come ricambiano l'appoggio ricevuto? Con leggi, appalti e condoni che danno origine a quelli sprechi che sono la vera causa del baratro nel quale siamo finiti.
Quella che mi sembrava la parte più sana della politica in questo momento mi sembra poco incisiva e poco efficace...

Cosa prevede l'agenda dei diversi partiti per la scuola?
C'è qualcuno disposto ad investire come negli altri paesi?
Sinceramente non lo so ....
Magari qualcuno può aiutarmi a capire a ritrovare la fiducia per andare a votare.

Intanto torno lì dove posso ancora "fare politica" in maniera pulita e sana: le mie classi!

Simonetta Rossini, docente scuola primaria IC Bruno Munari - Roma


In allegato: leggi l'articolo di S. Fiori sul ruolo sociale degli insegnanti
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