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n.33 maggio 2013
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Il Salone del Libro di Torino: uno sguardo d'insieme
Tra narrativa e saggistica vince il futuro dell'eBook
di Claudio Salvati - Dalla redazione
Era più che mai ambizioso il tema del Salone del Libro di Torino 2013. Un evento che vive di luce propria, dati gli scoraggianti esisti delle ripetute indagini di mercato sulle letture degli italiani, e che quest'anno si proponeva di giungere alla verità sull'atto creativo.
Cos'è l'ispirazione, e da dove nasce, era il leit motiv che aleggiava tra i 1400 espositori e gli oltre 300 incontri col gota della letteratura italiana e internazionale. Nomi che hanno infarcito la cronaca culturale per cinque giorni e che, tuttavia, hanno fatto realmente registrare affluenze record solo nel fine-settimana, con impennate del 4% in più rispetto al 2012.
Aperto col monito di Giorgio Napolitano, secondo cui "in Italia si legge troppo poco", perché "sono meno della metà gli italiani che leggono un libro l'anno al di fuori dei loro doveri di studio o di lavoro", il Salone del Libro ha posto l'accento su narrativa e saggistica come consuetudine, confermando la sua natura di spazio dove allestire e presentare novità.
Se pare scioccante che la mezza calzetta delle classifiche editoriali italiane abbia un padiglione ad hoc, o che lo scrittore esordiente si trovi a gestire più pubblico di quanto gli spetterebbe ad una delle tante presentazioni letterarie spesso deserte o disertate, non si può che accogliere con benevolenza la ventata di modernità che si respira a Torino con la presenza del Ministro dei Beni Culturali Bray: la contaminazione popolare coi processi di pubblicazione è del resto troppo massiccia e penetrante per non tenere conto di dinamiche come la scrittura collettiva di chi partecipa a progetti letterari nati sul web, la twitteratura dei seguaci dell'#hashtag e il self-publishing di chi vuole aggirare le logiche mercantili che regolano gli affari editoriali.
Normale che si sia parlato della diaspora del giornalismo dalla carta stampata al web, che non è solamente una migrazione di supporto: è una rivoluzione delle regole dell'informazione, un ripensamento del ruolo del giornalista non più unico depositario e divulgatore delle notizie, ma selezionatore, analista e punto di snodo delle idee, ed è persino stato utile sviluppare un discorso di "prestito digitale" tra biblioteche e librerie, con il supporto di MediaLibraryOnline.
Quel che invece pare essere un fenomeno totalmente fuori controllo è l'inarrestabile ascesa degli eBook: un campo fortemente sottovalutato, se è vero che gli analisti non si aspettava una crescita così sostanziosa nel 2012, e che promette di coprire il 6% dell'intero settore editoriale nel 2014.
Ancora una volta sono gli Stati Uniti a conquistare la prima posizione mondiale, nel settore eBook (23,9%), eReader (20%) e tablet (25%), mentre l'Europa è trainata dal Regno Unito, dove il 15% della popolazione si stima legga libri su supporto elettronico. Bene anche la Germania (3,5%) e la Spagna. In Italia il mercato è fermo all'1,5%: sfondano i tablet (4,5%), mentre gli eReader rimangono confinati a uno scoraggiante 0,6%.
Se in America il 53% dei lettori preferisce la versione digitale delle pubblicazioni librarie, in Europa le proiezioni parlano del raggiungimento di un lettore su cinque entro i prossimi due anni.
Una lentezza riscontrabile nel diverso uso che si fa di smart-phone e tablet, evidentemente legati ad un diverso universo culturale negli USA, dove in effetti sono nati per rispondere ad esigenze non pervenute da noi, e strettamente limitati alla funzione ludica e sociale in Europa. Inoltre sta lentamente scendendo il prezzo medio degli eBook, passato da circa 10-12 euro a 6-7. Tra i fattori che potrebbero ulteriormente diminuirlo, a dispetto di leggi restrittive e costo di copertina cartacea, le offerte che gli editori stanno costantemente lanciando per promuovere l'eBook, il self-publishing e la riduzione dell'IVA, nonostante il margine commerciale degli editori vada lentamente erodendosi. Onde evitare che i margini si restringano ancora più drasticamente sul prezzo marginale, gli esperti accorsi al Salone del Libro suggeriscono alcune potenziali "aree di sviluppo": tra queste, l'arricchimento dei contenuti digitali (non soltanto scolastici), l'allargamento della base di utenti, e le economie di scala create dalla collaborazione con altri media.
I tre pilastri diventeranno perciò la tecnologia, l'analisi del mercato e dei consumatori (anche direttamente attraverso l'eReader e l'eBook) e... il contenuto. Perché tutta la tecnologia del mondo non valorizzerà mai un libro scadente.

Claudio Salvati
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