Torna nella homepage
 
n.47 novembre 2014
Registrata presso il:Tribunale di Roma n. 63/2010 del 24/02/2010
Direttore responsabile Manuela Rosci
Oggi è il giorno:18 Novembre 2018 Pubblicato da Sysform Editore - Iscrizione al R.O.C. n.19433 Sysform Editore - Via Monte Manno 23 00131 Roma
Articolo 'Il sentiero delle storie'  >>>
SysForm Editore - editoria digitale per il mondo della scuola e della formazione
  Pag Argomento
HomePage   HomePage
Pagina Didattica Laboratoriale 2 Didattica Laboratoriale
Pagina Orizzonte scuola 3 Orizzonte scuola

Ricerca avanzata >>>
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Il sentiero delle storie
La narrazione come chiave d'accesso all'accettazione e all'integrazione del nuovo.
di Ansuini Cristina - Didattica Laboratoriale
"L'amore non sta nell'altro, ma dentro noi stessi.
Siamo noi che lo risvegliamo.
Ma, perché questo accada, abbiamo bisogno dell'altro.
L'universo ha senso solo quando abbiamo qualcuno con cui condividere le nostre emozioni."
PAULO COELHO


L'amore per le storie e per la narrazione porta inevitabilmente a scoprirne le mille sfaccettature e le mille potenzialità. Se partiamo dal fatto che la non accettazione, la diffidenza, il distacco, nascono spesso dalla non-conoscenza e dalla disinformazione, non ci resterà che avvicinarci al nuovo con curiosità e con la voglia di scoprire, confrontare, trovare punti in comune tutti da sviscerare.
La base sicura da cui prendere avvio alla conoscenza è l'esperienza, il vissuto, il risultato è l'approdo in un territorio comune di condivisione e costruzione di conoscenze nuove ed arricchenti.
L'arrivo di un bambino nuovo, proveniente da Paesi lontani, che non conosce lingua e tradizioni di casa nostra è un evento che esige un riequilibrio all'interno della classe e sicuramente un'opportunità preziosa per mettere in gioco capacità, tecniche, contenuti che contribuiscano alla soluzione positive di piccoli e grandi problemi che possono verificarsi nel percorso di integrazione.
L'elemento da cui partire per fare questo è ricercare delle basi comuni, per poi passare al piano dello scambio di competenze, capacità, vissuti.

Le emozioni e le loro espressioni, gesti, mimica, postura, hanno un linguaggio proprio che consente una comunicazione immediata: un bambino "nuovo" sarà sicuramente confortato da un sorriso, uno scambio oculare, una stretta di mano. Non sarà difficile fare leva su questo elemento, magari aiutandoci con letture ad hoc che animino circle time, facendo riferimento a quella parte di noi che risiede nell'area più arcaica del nostro cervello.
L'altro elemento sono le fiabe tradizionali. Come è noto questo genere di narrazione, trasmesso per secoli oralmente e per la maggior parte raccolto e trascritto solo nel 1800, in pieno recupero romantico, contiene una serie infinita di riferimenti, più o meno espliciti, alla vita di ognuno di noi, toccandone le corde più intime e più vere.
Facendo una rapida ricerca, sarà possibile scoprire come certe fiabe abbiano centinaia di varianti in ogni parte del mondo, ma mantengano invariati gli elementi essenziali che la rendono immediatamente riconoscibile.

Usare la fiaba non solo come genere letterario da cui attingono tutti i generi della narrazione, dal fantasy all'horror, dal giallo al rosa al noir..., ma come archetipo affettivo-emotivo che consente di riconoscere e condividere contenuti appartenenti a ciascuno di noi, qualsiasi sia la cultura di provenienza; si tratta di vincere le diffidenze, accorciare le distanze attraverso vicende comuni, tutte da arricchire con elementi di diversità. Questo discorso, decisamente affascinante, può prevedere tante strade, tante percorsi, che si possono poi ramificare, trovare nuovi sentieri, intrecciare con tante attività e discipline differenti.
Il punto di partenza può essere un'attività di ricerca degli elementi della fiaba e di diverse versioni delle stesse fiabe.

Un bel libro, fresco di stampa, "Il dizionario della fiaba"di Teresa Buongiorno, Lapis Edizioni, può essere molto utile per molte ragioni; innanzitutto è ben organizzato: presenta infatti una prima sezione di storie e personaggi che offe una panoramica completa su trame, particolarità, versioni diverse, confronti, curiosità... presenti nelle fiabe.
Una seconda sezione offre una panoramica completa su Autori e Opere che può essere utile per studi e approfondimenti da parte del docente o per lavorare con ragazzi più grandi.
Esplorare tra le pagine consente di trovare quegli elementi di convergenza e di similitudine che fanno al caso nostro e una visita in biblioteca permetterà di raccogliere tutti i materiali utili al nostro lavoro.
Sarà bello dunque confrontare le versioni e osservare come poi le distanze si possano accorciare e superare: leggere insieme le diverse versioni di una stessa fiaba, commentarle, illustrarle farà toccare con mano come le vicinanze superino le differenze.
Uno step ulteriore sarà lavorare sulla parte più intima delle fiabe, cioè le emozioni che le percorrono, spesso in modo molto netto e deciso.
È facile rintracciare la rabbia, la paura, la felicità... tra le righe dei racconti.

Queste stesse emozioni potranno diventare gli elementi centrali di altre attività:
- il mimo delle espressioni
- letture diverse a tema
- giochi di ruolo
- invenzioni di giochi da tavolo
- ricerca di illustrazioni per comporre i puzzle delle emozioni
- scrittura di poesie

La ricerca di parole-chiave, da scrivere in lingue diverse, servirà poi a comprendere come ci siano modi diversi di dire le stesse cose, ma che questo non impoverisce le storie, non annacqua le emozioni, anzi, le rende ancora più varie e colorate.
In queste attività possono essere coinvolti i genitori - spesso i bambini "nuovi" non conoscono bene la scrittura della loro lingua di origine - che possono così diventare un buon tramite per creare uno scambio proficuo tra le varie esperienze.
Se la diffidenza e il distacco nascono dalla non conoscenza e dalla diffidenza, una nuova armonia e un riequilibrio di rapporti potrà avvenire grazie alla conoscenza, non superficiale e improvvisata, ma intima, emozionale, sul filo magico della narrazione.

Cristina Ansuini, Psicologa, Docente presso la scuola "2 ottobre 1870", I.C. Piazza Borgoncini Duca, Roma

Aggiungi un commento
Sono presenti 0 commenti Visualizza tutti i commenti
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
Bookmark and Share

Stampa Articolo Stampa articolo
Invia una opinione sull'articolo
Clicca sul libro per acquistare una copia dell'eBook
 

G.T. Engine Powerd by Innova Servizi Roma Via Appia Nuova 882- Web Content Manager Maurizio Scarabotti

Valid HTML 4.01 Transitional