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| Il silenzio prima della musica |
| Idee per imparare ad ascoltare |
| di Carpi Anita - Attività Laboratoriali |
"L'idea di partenza è che il silenzio in ambito acustico, in quanto fenomeno fisico, sia una varietà del sonoro, e non un nulla acustico, un vuoto un'assenza o una privazione come invece molto spesso si crede." (Stefania Vitali, Il libro del silenzio, Nuova Argo, 2006)
I bambini sono bombardati da stimoli di ogni tipo: sonori, visivi, motori, gustativi, multimediali e quant'altro; è raro che stiano in silenzio o inattivi, in modo che quello che hanno vissuto possa sedimentare, mentre loro ne acquisiscono consapevolezza.
Quando lavoro con la musica parto sempre dal silenzio: l'aula di musica è l'aula magica in cui si entra piano piano, in punta dei piedi; poi nasce il suono: il suono va preparato, pensato, non può nascere una vera musica se non so ascoltare il silenzio.
E così cerco sempre giochi o attività attraverso cui portare i bambini a sperimentare il silenzio. Ecco alcuni semplici spunti da cui partire.
Ai bambini piace molto "il gioco del cane Sacha e dell'osso". I bambini stanno in cerchio seduti per terra; al centro uno di loro, bendato e accucciato, è Sacha con il suo "osso" accanto (un astuccio o comunque qualcosa che quando viene afferrato faccia rumore): non lo vede ma sa dov'è e può arrivare a toccarlo con la mano. I bambini cercano di rubarglielo uno alla volta, avvicinandosi piano piano e scappando prima che Sacha se ne accorga e riesca ad afferrare l'osso. Durante questo gioco si crea un silenzio magico, rotto solamente dalle risate dei bambini nel momento in cui Sacha si fa rubare l'osso.
A questo stadio elementare, e quasi inconsapevole di silenzio, ne seguono altri di qualità diversa, in qualche modo più profonda.
A questo proposito è molto utile il "Gioco del Venti". Si svolge sempre in cerchio, bisogna contare fino a 20, intervenendo uno alla volta e pronunciando, in ordine, un numero senza mettersi d'accordo: a ogni errore (per esempio l'intervento contemporaneo di più bambini) si ricomincia da capo; è l'insegnante che dice "uno" o di volta in volta si decide chi dovrà iniziare.
È utile proporre il gioco senza dare ulteriori suggerimenti: le prime volte si arriva forse a tre, i bambini si accavallano, fanno a gare a chi è più veloce ad intervenire, poi gradualmente subentra la capacità di aspettare e di rimanere qualche secondo in silenzio, di "ascoltarsi". La connotazione di questo silenzio è sociale: quanto sono disposto ad ascoltare e a lasciare spazio agli altri? È un silenzio che si crea in gruppo.
L'ascolto dei rumori è un modo indiretto di creare silenzio e di verificare come il silenzio assoluto non esista, un ulteriore avvicinamento all'universo sonoro-musicale.
I bambini, sparsi per l'aula nella posizione che preferiscono, ascoltano i diversi suoni dell'ambiente. L'esperienza dovrà durare pochi minuti e il suo inizio e la sua fine saranno indicati da due segnali convenuti con i bambini stessi. Al termine le riflessioni: si potranno elencare e descrivere i suoni uditi, le emozioni provate dai bambini, i ricordi che associano all'esperienza del silenzio.
Sicuramente fare silenzio ascoltando i rumori dell'ambiente è più facile e motivante che fare semplicemente silenzio ed è un passo ulteriore verso il mondo del suono e della musica, poiché ci avvicina alla consapevolezza che il silenzio ne fa parte, non è negazione del suono, ma semplicemente un modo diverso di una viverlo.
A questo punto, vissute queste esperienze, possiamo proporre tante attività in cui ci sia un elemento sonoro o gestuale che chiami il silenzio: un ritmo particolare, una melodia cantata o suonata alla cui esecuzione tutti si bloccano come pietrificati e muti.
Un'attività molto interessante a questo proposito è realizzabile attraverso l'uso di un cerchio: questo viene posto al centro e i bambini intorno in modo che lo possano vedere; il cerchio viene fatto ruotare e quando cade a terra i bambini si devono trovare accucciati e con le mani a terra, se possibile tutti insieme, ancora una volta in silenzio. Il cerchio, il ritmo o la melodia diventano lo strumento attraverso cui ottenere quel momento di concentrazione e raccoglimento in se stessi che serve per apprezzare il suono.
Così le pause, la sospensione di produzione sonora da parte dei bambini entrano a far parte del loro patrimonio espressivo, come parte integrante della loro esperienza musicale: imparano ad ascoltare il mondo, le cose, gli altri e se stessi.
Credo che sia una capacità importante non solo a livello espressivo, ma in generale come abilità sociale, di vita.
"...che interesse c'è? Nessuno speciale, ma grande nel formare il silenzio, in quanto non soltanto si sentono i rumori minimi, ma viene un'attitudine dell'animo: si gusta qualche cosa che succede nella vita comune,..."(Maria Montessori)
Anita Carpi Docente di sostegno 196° Circolo didattico Via Perazzi 46 - Roma
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